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L'Italia non è (ancora) un Paese per motociclisti

Il biennio di Covid ha fatto spopolare le due ruote, a motore o a pedali: ma mentre i passi avanti per i ciclisti sono tangibili i centauri italiani si devono accontentare, ancora un volta

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Il 2021 per l'Italia delle due ruote è stato sicuramente un anno importante: il Paese infatti si è scoperto diverso dopo la prima ondata pandemica, con sempre più infrastrutture dedicate ai ciclisti e una crescente disponibilità di servizi legata alla mobilità in sharing. Se si guarda però a quella fetta di nazione che va in moto e scooter purtroppo il tono del discorso cambia e a certificarlo è l'OsservatorioFocus2R.

Che cosa è?

Focus2R è una ricerca promossa da ANCMA e Legambiente, elaborato da Ambiente Italia e presentato in un meeting con gli assessori delle più grandi città italiane. Da sei anni l’indagine, che parte con un questionario inviato assieme con quello di Ecosistema Urbano di Legambiente, fornisce la più completa e aggiornata panoramica delle politiche introdotte dai Comuni capoluogo di provincia italiani e dedicate a ciclisti urbani e motociclisti e in questa edizione si concentra sulla mobilità in epoca Covid. Il report rende quindi disponibile un significativo bacino di informazioni su piste ciclabili, sharing mobility, parcheggi dedicati e tanti altri aspetti legati alla mobilità su due ruote nei centri urbani fornito direttamente dai governi locali.

Moto e scooter: facciamo il punto

Non si può non partire da un dato difficile da digerire: per il 51% dei Comuni italiani dell'indagine il miglioramento della sicurezza di chi va in moto e scooter non è una priorità, anche se la presenza di motocicli aumenta al 13%, in crescita rispetto al 2019. E' in aumento anche il numero di città in cui è consentito l’accesso alle corsie riservate ai mezzi pubblici, ma rimane una possibilità limitata: nell’84% delle Comuni intervistati non è infatti ancora permesso. Preponderante invece il numero di città che consentono il libero accesso alle ZTL (56%), mentre resta critica la situazione dei parcheggi: un Comune su tre dedica alle due ruote una percentuale di stalli non superiore al 5%. Anche a seguito dell’andamento positivo del mercato, migliora la percentuale di città dove sono disponibili punti di ricarica dei veicoli elettrici, passando dal 42% del 2015 al 56% del 2019 e al 62% nel 2020, mentre il numero dei punti di ricarica è più che raddoppiato andando da 801 nel 2019 a 2.602 punti di ricarica nel 2020.

Luci e ombre sulla sicurezza: a fronte di una diminuzione del numero di incidenti e dei decessi sulle strade italiane, preoccupa ancora la percezione dei Comuni sul tema. Nei due principali strumenti di pianificazione della mobilità urbana (PUM e PGTU) la sicurezza non è infatti considerata una priorità dal 51%. Fanno sperare invece i municipi che dichiarano di avere installato i guard-rail dotati di protezioni a tutela dell’incolumità dei motociclisti, che passano dal 17% del 2015 al 28% nel 2020, mentre un altro 25% dichiara di volerli ampliare o utilizzare in futuro.

Nel 2020 lo sharing di moto/scooter elettrici, è disponibile in 9 Comuni (Brescia, Genova, Grosseto, Firenze, Milano, Lecce, Rimini, Roma e Torino): due in più rispetto al 2019 e 5 in più rispetto al 2015. Seppur limitato a poche città, il numero complessivo di veicoli comincia ad avere una certa consistenza con 4.532 unità a Milano, circa il doppio rispetto all’anno precedente (2.360), 1.000 a Rimini, 580 a Torino, 560 a Roma e 100 a Genova e Firenze.

Cosa deve cambiare

Il lavoro del Focus2R – ha commentato il presidente di ANCMA Paolo Magri ci consente ancora di accendere un riflettore sulle buone pratiche e soprattutto sulle zone d’ombra che interessano la pianificazione della mobilità urbana, nella speranza di innescare contaminazioni e condivisioni tra i Comuni. E lo fa in un momento contraddistinto da un grande desiderio di due ruote e da una nuova domanda di mobilità individuale, che rafforza ulteriormente il ruolo delle biciclette e dei motocicli, sottolineandone le peculiarità uniche come la fruibilità, la sostenibilità ambientale, e la velocità negli spostamenti. Le due ruote sono oggi una soluzione: tutti gli indicatori del report rendono urgente e necessaria da parte del legislatore e dei governi locali una maggiore attenzione in favore di questa mobilità e della sua integrazione con le altre soluzioni di trasporto”.

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