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Da “La Casa di Carta” alla Dakar: la storia di Sandra Gomez

La stuntwoman spagnola, che ha partecipato alle riprese della celebre serie TV, sta facendo più che bene anche alla Dakar 2022. E per chi la conosce non è una sorpresa

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Il nome di Sandra Gomez forse non sarà conosciuto neanche dal più accaniti dei cinefili, ma il suo operato ha lasciato col fiato sospeso milioni di spettatori in tutto il mondo: è lei infatti, come controfigura di Tokyo, che ha compiuto lo spettacolare salto della scalinata d’ingresso della Zecca di Stato con la moto della Polizia nella seconda stagione de La Casa di Carta. Gli appassionati di enduro e trial però, anche quelli che non hanno particolarmente a cuore le avventure dei banditi con la maschera di Dalì, la conoscono già perché la Gomez è una donna da record quando si parla di off-road.

Un curriculum di tutto rispetto

Ha iniziato ad andare in moto alla tenera età di 3 anni e non ha più smesso. Il suo primo amore rimane il trial, ma negli anni la Gomez è passata all’extreme enduro con risultati più che incoraggianti: ha ottenuto ottimi risultati all’edizione 2019 dell’Erzberg Rodeo, nel 2020 è stata la prima donna a concludere il Red Bull Romaniacs e la seconda a completare il Roof Of Africa nella classe Gold. Nel 2022 il grande salto verso il rally-raid con la Dakar, dove sta sorprendendo con i suoi risultati: è infatti la seconda donna in classifica, dietro la veterana Mirjan Paul, ed è circa 60° nella classifica generale. Il tutto a neanche 29 anni.

L’aiuto di Santolino, “ufficiale” gentiluomo

Sandra Gomez, che gareggia con la Husqvarna di XRaids Clinicas Cres, ha spiegato al quotidiano spagnolo AS che parte della sua crescita tra le dune d’Arabia la deve a Lorenzo Santolino, il pilota ufficiale Sherco Factory. “Mi ha insegnato dettagli importanti per chi come me viene dall’enduro, come l’importanza di fare la propria gara senza guidare per seguire gli alti” ha confessato la Gomez, che ha proseguito: “Ora l’obiettivo è terminare la gara. Sono contenta del mio piazzamento anche perché Mirjan Paul ha già corso 9 Dakar e si vede, ma ogni giorno imparo cose nuove da lei e dagli altri”.

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