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SBK, Badovini appende il casco al chiodo: “Bisogna accettare il tempo che passa”

Dopo 20 anni Ayrton Badovini ha annunciato il ritiro dalle corse, ma precisa: “Ho avuto la fortuna di girare il mondo facendo ciò che amo e di imparare dai migliori, adesso aiuterò la nuova generazione”

SBK: Badovini appende il casco al chiodo: “Bisogna accettare il tempo che passa”

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Al termine di un percorso lunghissimo quanto ricco di compiacimenti, durato circa un ventennio, Ayrton Badovini dice basta. Attraverso un toccante messaggio scritto nei giorni precedenti sui personali canali social, ha comunicato ufficialmente che il week-end all'Autodromo Piero Taruffi di Vallelunga risalente allo scorso mese di ottobre a cui ha preso parte nel CIV Superbike si è rivelato la sua apparizione conclusiva nelle vesti di pilota professionista.

Gioie

Ayrton Badovini festeggia la vittoria a Sepang 2016

Classe 1986, l’originario di Biella è uno sportivo a tutto tondo che ha dedicato testa e cuore alla passione per il mondo delle due ruote fin dagli albori nell’Europeo SuperStock 1000 dopo i primi passi mossi in minimoto, realtà che nel 2010 lo ha incoronato Campione in sella alla S1000RR del team BMW Motorrad Italia con nove vittorie su dieci gare disputate. Perennemente fedele al numero #86, al contempo ha saputo togliersi soddisfazioni anche nel World Superbike (vedi lo storico 3° posto a Silverstone con BMW Motorrad Italia GoldBet analogamente a quello colto in Russia sulla Panigale 1199 di Alstare) grazie al proprio inconfondibile stile di guida. Oppure le prestazioni mozzafiato sfornate con il team Lorini nel World SuperSport 600, impossibile da dimenticare il successo sul bagnato a Sepang 2016.

E dolori

Salito l’ultima volta sul podio a Magny Cours nel 2019, nonostante le cicatrici lasciate dai numerosi infortuni patiti nel corso della carriera, non si è mai arreso e lo scorso anno aveva deciso di rimettersi in gioco nel CIV Superbike sotto le insegne del CherryBox 24 Guandalini Racing (nella foto di copertina): malgrado l’apporto della nuova M1000RR, il 35enne non è riuscito a lasciare il segno, senza andare oltre un 4° posto quale miglior piazzamento e l’8° in campionato. Adesso, a distanza di quasi 20 anni dal debutto, Ayrton Badovini appende in modo definitivo il casco al chiodo, anche se ha voluto precisare che non si tratterà assolutamente di un addio.

Il messaggio

“Prima o poi bisogna accettare il tempo che passa e per me sono passati circa 20 anni di carriera, dedizione, impegno, passione, soddisfazioni, ma anche di sacrifici, dolori e infortuni (caviglie entrambe rotte, svariate costole, clavicola, svariati traumi cranici, piccola frattura vertebrale, ricostruzione tendine della mano, dita rotte, ematoma pleurale al fegato, svariate abrasioni, ecc.). Ho avuto però la fortuna di potermi mantenere facendo la cosa che più amo, ho avuto la fortuna di girare il Mondo e di conoscere persone favolose, ho avuto la possibilità di imparare dai migliori. Ora però è il momento di iniziare con la seconda parte della mia carriera, di mettere a disposizione della nuova generazione tutta la mia conoscenza ed esperienza maturata. Questo non è un addio alle corse, ma un cambio di veste. Ringrazio i miei sponsor che mi hanno supportato e tutte le persone che mi sono sempre state vicino, i miei veri amici, la mia famiglia e la mia compagna Rita con il nostro piccolo Emanuele. Ci vediamo in pista. Stay tuned!”, ha scritto sui social.

Photo credit: daniguazzetti.com

 

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