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MotoGP, Valentino Rossi e il 'ritorno' sulla Ducati: tanti dubbi, poche certezze

Il Dottore non ha mai nascosto la sua antipatia per i test, ma una prova sarebbe possibile. Pesano però i rapporti con Yamaha e il suo futuro in auto

MotoGP: Valentino Rossi e il 'ritorno' sulla Ducati: tanti dubbi, poche certezze

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Valentino Rossi si è appena ritirato, ma non manca occasione per ritirarlo dietro con la giacchetta. Di correre non se ne parla nemmeno, logicamente, così lo si vorrebbe almeno nel ruolo di collaudatore, ruolo già ricoperto da illustri predecessori, da Stoner a Lorenzo, fino ad arrivare a Pedrosa che lo è ancora per KTM. Già nel corso dell’anno era stato chiesto a Quartararo se volesse il Dottore come tester e il francese fornì la risposta tanto scontata quanto la domanda: sì. Ora tocca a Ducati, con Claudio Domenicali, gran capo della Rossa, che ha dichiarato che nemmeno lui dispiacerebbe, ma a decidere è Gigi Dall’Igna. Il quale, a sua volta, poco più di un mese fa, aveva chiarito che “Valentino in questo mondo può fare quello che vuole”.

In realtà, in quel momento si parlava solamente di una prova sulla Desmosedici, tanto per togliersi la curiosità. Un’eventualità, questa, ventilata anche da Matteo Flamigni, storico telemetrista di Rossi, in una nostra intervista. Una cosa però è togliersi uno sfizio e un’altra lavorare sullo sviluppo della moto, cosa che Valentino non ha mai amato troppo neppure quando era pilota: “i test sono una delle cose più noiose” ha ripetuto più volte.

Valentino sulla Ducati, anche una tantum, sarebbe un’ottima operazione di marketing, ma bisogna considerare diversi aspetti per realizzarla. La prima è il futuro di Rossi da pilota di auto: all’inizio si era parlato di una collaborazione con Ferrari, mentre recentemente il Dottore è stato a Valencia per provare l’Audi del team WRT, che ha dichiarato che stanno valutando la possiblità di correre insieme. Se Valentino corresse per la Casa dei quattro anelli sarebbe tutto più facile, perché si legherebbe all’azienda madre della Ducati, risolvendo un problema.

Rossi, però, è da sempre legato alla Yamaha e questo è un altro nodo da sciogliere, perché non è chiaro se questa collaborazione continuerà o meno, magari nel ruolo di ambasciatore, come Biaggi con Aprilia. Il team MotoGP della VR46 è infatti legato a Ducati, ma contemporaneamente gestisce in Moto2 il Yamaha VR46 Master Camp Team.

Nel caso vengano risolti anche questi problemi, ci sono poi le complicazioni tecniche, ma di tutto sommato facile soluzione. Con i nuovi regolamenti, infatti, per guidare una MotoGP bisogna essere iscritti alla lista dei collaudatori e attingere al quantitativo di gomme concesso per le prove. Come detto, questo non è un muro difficile da superare.

Semmai pesano le decisioni che prenderà Valentino sul suo futuro ed è questo il significato della frase di Dall’Igna che abbiamo riportato qui sopra. Con un futuro certo da papà e pilota di auto, difficile che il Dottore voglia anche prendersi l’impegno di fare il collaudatore, un giro sulla Ducati, però, non è da escludere.

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