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Ducati V21L, l'elettrica (non) sarà presto in concessionaria

Ieri sono state svelate le prime immagini del protoripo MotoE che sarà impiegato nel Mondiale nel 2023, ma già qualcuno pensa alla produzione

Moto - News: Ducati V21L, l'elettrica (non) sarà presto in concessionaria

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Il progetto è diventato noto poche settimane fa, quando a distanza di poche ore, prima Energica ha annunciato l'uscita dalla MotoE a fine 2022 e poi Ducati ha svelato che sarà lei a fornire le motociclette per il campionato delle elettriche a partire dall'anno successivo. Da subito è stato chiaro che il progetto fosse già concreto e non solo una intenzione, cosa confermata ieri dal rilascio delle prime immagini ufficiali (qui il nostro articolo) della moto, identificata per ora dalla sigla V21L. Il progetto è frutto del lavoro congiunto del team Ducati Corse e dei progettisti dell’R&D Ducati, guidati da Roberto Canè eMobility Director Ducati. A Misano con Michele Pirro pare abbia iniziato a girare sfruttando solo il 70% delle prestazioni di cui è in grado, ma ancora non sappiamo praticamente nulla, se non quello che possiamo ipotizzare guardandola in foto.

La moto sfoggia un look molto vicino a quello di una moto da competizione con motore termico, con pochissimi dettagli a tradire la sua anima elettrica, primo tra tutti l'assenza dello scarico. La Ducati V21L a noi fa subito fare qualche riflessione "pratica", con la forte curiosità di capire quali sbocchi e con che tempistiche, avrà questa presenza della casa italiana nel campionato MotoE. Indubbiamente l'appartenenza al Gruppo Volkswagen, in prima linea nel processo di elettrificazione delle auto, ha influito sia in  questa scelta, ma per noi influirà anche sulla presenza di motorizzazioni a batteria nei listini della casa di Borgo Panigale. 

Se tutti gli indizi portano a pensare che o subito prima (Eicma 2022) o nel corso del 2023 potremmo veder nascere un progetto stradale, che valorizzi la partecipazione al primo campionato MotoE targato Ducati, guardando questo primo prototipo le cose non si schiariscono affatto. La presenza massiccia della fibra di carbonio appare eccessiva per essere riproposta su un prodotto di serie, che deve anche riuscire nell'intento di contenere il prezzo di listino. Sulla V21L la troviamo ovunque, anche nel forcellone posteriore (con capriata di rinforzo inferiore, dettaglio molto racing), il tutto ovviamente per contenere il peso, dettaglio fondamentale anche nell'ottica autonomia, oltre che prestazioni. Indubbiamente alcune cose non potranno essere riproposte sulla sorella targata, ma la tecnica, in primis i radiatori e tanti altri elementi tecnici ed estetici da "moto vera", auterebbero a far digerire meglio l'idea della prima Ducati elettrica a listino. In questo a voler andare oltre l'apparenza, sembra evidente che si siano utilizzate le batterie come elemento portante, come si fa con il motore termico, mettendo a frutto l'esperienza di Ducati nelle corse, unita alla tecnologia elettrica. 

Per ora ci fermiamo qui, ma restiamo curiosi di capire quali saranno i prossimi step, con una piccola certezza in più: a giudicare da questo prototipo, la prima Ducati elettrica sarà diversa da quanto visto fino ad oggi, decisamente più tradizionale e vicina ad una "termica", rispetto ai prodotti della concorrenza, che del mostrare la propria anima hanno invece sempre fatto un marchio di fabbrica. L'approccio, pensando a quanto fatto in precedenza da Energica, è quasi opposto, da molti punti di vista. In primo luogo la Ego era nata prima come prodotto di serie ed è diventata la base per la MotoE, ma soprattutto il contesto è diverso, l'elettrificazione è sempre meno da pionieri e molto più concreta rispetto anche solo a pochissimi anni fa.

 

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