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Caro benzina: il prezzo è “dopato” di almeno 20 centesimi

Il Codacons denuncia il mancato abbassamento dei prezzi alla pompa nonostante il crollo del petrolio sui mercati. Oggi si spendono in media 16 euro in più per un pieno

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Il prezzo del petrolio al barile scende nelle quotazioni di mercato, ma non nelle stazioni di rifornimento: storia vecchia e già sentita più volte da motociclisti e automobilisti italiani che da ormai mesi si trovano a fronteggiare un rincaro importante alla pompa. Se il prezzo del petrolio sale, purtroppo non c'è molto da fare ed è lecito aspettarsi l'aumento del prezzo per ogni litro di benzina o diesel che serve a muovere i nostri mezzi, ma cosa succede quando le quotazioni crollano? Nulla, almeno apparentemente: da ormai 5 settimane infatti le quotazioni del greggio si sono assestate su cifre minori a quelle del periodo precedente, ma la discesa del prezzo sulla rete di distribuzione nazionale tarda ad arrivare, o meglio: è insufficiente.

Il ribasso

Oggi i dati forniti dal Ministero della Transizione Ecologica ci dicono che il prezzo benzina è sceso a 1,733 euro, mentre il gasolio si attesta a 1,597 euro. Un ribasso irrisorio secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons che sottolineato come “il calo sia insufficiente, soprattutto se rapportato al crollo subito dal petrolio nelle ultime settimane”. Secondo Rienzi infatti si è ancora lontani da un prezzo “onesto” alla pompa: “Crediamo ci sia un ampio margine per ottenere una riduzione dei listini fino a 20 centesimo di euro al litro” facendo riferimento all'abbassamento della quotazione del petrolio delle ultime settimane.

Quanto si spende di più?

Guardando i prezzi dello stesso periodo del 2020 balza subito all'occhio che l'aumento non è certo da poco: si parla del 23% in più per la benzina e di una maggiorazione del 24,5% per il gasolio. Tradotto letteralmente in soldoni, per fare un pieno di verde si spendono in media 16,2 euro in più dello scorso anno, mentre con il diesel ci si ferma a 15,7 euro. In pratica se i prezzi rimanessero a questi livelli per tutto l'anno gli italiani spenderebbero tra i 377 e i 389 euro in più di rifornimenti. Naturalmente, seppur in proporzione alla frequenza d'uso e alla capienza del serbatoio della propria compagna di viaggio, la morsa della mancata normalizzazione dei prezzi colpisce anche i motociclisti. Speriamo solo che la situazione si risolva nel giro di poche settimane, e non venga protratta fino alla primavera, quando anche i centauri più pigri o frettolosi toglieranno il velo dalle proprie moto per il risveglio stagionale.

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