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Top of the Flop: 5 moto che oggi meriterebbero una seconda possibilità

Hanno portato innovazioni o sono state rivoluzionarie, ma non hanno mai lasciato il segno sul mercato. Ecco 5 moto che potrebbero rinascere con maggiore fortuna

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Con la fine di Eicma 2021 si apre ufficialmente una nuova stagione motociclistica: le novità forse sono meno degli anni scorsi, nota scontata visto i tempi duri che sta attraversando l’industria di settore e non solo, ma non è che detto che tutto sia stato svelato. E in un periodo in cui le “Operazioni Nostalgia” funzionano parecchio allora perché non tirare fuori dal cilindro qualche nome importante che viene ricordato più come “troppo avanti” per i tempi di debutto che come successo di mercato?
Di incomprese nella storia recente del motociclismo mondiale ce ne sono molte e alcune di loro avrebbero tutte le carte in regola per tornare e magari prendersi il merito che non è stato dato loro ai tempi del primo debutto. Vediamo quali sono le nostre fantomatiche protagoniste.

Harley-Davidson XR 1200

Una delle Harley-Davidson con la storia più sfortunata è stata proprio la XR1200: doveva essere la prima moto di Milwaukee pensata per concentrare stile e prestazioni, senza dimenticare il retaggio sportivo di un marchio leader nel corse di flat-track.
Il 2008 segnò la genesi del modello, equipaggiato dal V-Twin da 1,2 litri della sorella Sporster ma con ben altro carattere, ma non riuscì mai a scalfire il successo delle maxi-naked in Europa e neanche a trovare il suo spazio tra gli appassionati americani. Con la strada “rivoluzionaria” presa oggi da Harley-Davidson non sarebbe del tutto sorprendente vedere una versione più agile della Sportster S (che già prende alcune linee dalle flat-tracker americane), con una ciclistica da naked pura e il Revolution Max che abbiamo già conosciuto proprio sulla nuova Sporty e sulla Pan America.

Husqvarna Nuda 900

La storia del marchio svedese è a dir poco travagliata: dal 1987 ad oggi sono state varie le proprietà che hanno acquisito la Casa che prende il nome proprio dalla sua città d’origine. Dopo anni di dedizione alle sole enduro e cross da qualche primavera Husqvarna ha presentato le sue nuove stradali, derivate profondamente dalle KTM Duke di pari cilindrata ma con uno stile che raccoglie futurismo e heritage classico. C’era un tempo però in cui, sotto l’ala, o meglio l’elica, di BMW Husqvarna produsse una delle moto meno capite degli ultimi 20 anni: Husqvarna Nuda. La base era quella della F800, ma con un pizzico di pepe che la faceva arrivare a 105 CV. Una moto sincera come poche, per manici veri, che non ha mai spiccato il volo.

Buell 1125 CR

Se parliamo di storie tormentate e moto mai veramente capite non possiamo non citare Buell: di passi falsi Erik ne ha fatti molti, e altrettanti sono stati compiuti durante il periodo seguente l’acquisto del brand da parte di Harley-Davidson. Ma c’è stata una moto che aveva tutte le potenzialità per lasciare il segno, la 1125 CR. Motore Rotax da 146 CV e 11 Nm di coppia, derivata dalla supersportiva 1125R e con un look veramente cattivo. Una moto “maschia” che avrebbe potuto far bene anche in Europa, ma la fretta di lanciare sul mercato esemplari con troppi difetti di progettazione che le sono valse diverse stroncature dalla stampa di settore sin dal lancio stampa. Peccato, perché con lei si è chiusa anche la parentesi Buell. Non tutti i mali vengono per nuocere però, e con il marchio pronto a iniziare una nuova era magari anche la CR vivrà una seconda, meritatissima giovinezza.

Yamaha MT-01

Se c’è una moto che sicuramente non vedremo tornare è lei: la Yamaha MT-01, la prima vera “Master Of Torque”. Partita come concept la MT-01 è effettivamente arrivata in produzione con il suo bicilindrico a V da 1.700 cc sul telaio da roadster vera e una ciclistica completa per i tempi. Era lenta, pesante e soprattutto esagerata in tutto e per tutto.

Ducati Sport Classic

Un’altra moto che è stata “troppo avanti” fu la Sport Classic. Quando il retrò ancora non era di moda e soprattutto era affare di pochissimi marchi (leggasi Triumph), Ducati decise di abbinare prestazioni da moto vera e look senza tempo in una moto sola. Lanciata nel 2005 con carenatura in edizione limitata Paul Smart, arrivò anche in versione naked con la Sport 1000. La Casa di Borgo Panigale staccò la spina al progetto nel 2010. Un vero peccato visto che appena 5 anni dopo, con il brand “Scrambler Ducati” le rosse bolognesi hanno vissuto un vero e proprio boom. E allora la domanda è semplice: quando arriverà la nuova Sport Classic nella gamma Scrambler?

 

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