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SBK, Danilo Petrucci, la Ducati e un sogno chiamato America

La Casa di Borgo Panigale punta forte sul pilota ternano nel MotoAmerica con Alberto Vergani in cabina di regia chiamato a ripetere un’operazione di mercato stile Checa

SBK: Danilo Petrucci, la Ducati e un sogno chiamato America

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Nei prossimi giorni partirà alla volta di Dubai, dove prenderà parte all’ultimo allenamento in vista della Dakar. Danilo Petrucci sta affilando le armi in vista del RAID, che scatterà in Arabia Saudita il prossimo 1 gennaio con il prologo di Jeddah.

Gli sforzi del pilota ternano sono quindi tutti focalizzati su quella che è considerata a tutti gli effetti come un’Odissea, consapevole del fatto che per Petrux si tratterà di una prima volta. Oltre a prendere fiducia con la KTM 450, ci saranno poi tanti altri aspetti da imparare come la navigazione e la stesura del road book senza scordarsi dei rigidi orari che impone la Dakar.

Il Raid aspetta Danilo, ma a quanto pare nel suo futuro potrebbe esserci molto di più. Come scritto alcune settimane fa, la Ducati vorrebbe portare Danilo a correre nel MotoAmerica affidandogli la Panigale V4. Con l’addio di Loris Baz, il team New Yorker è infatti alla ricerca di un sostituto e il principale indiziato rimane il pilota ternano.

Un’avventura che stuzzica non poco Petrux, assistito come sempre da Alberto Vergani, in continuo contatto con i vertici della Casa di Borgo Panigale. La trattativa sta procedendo ed entrambe le parti sembrano essere allineate sulla strada da imboccare.

Per Ducati avere un pilota italiano negli States sarebbe un connubio non da poco e lo stesso discorso vale anche per Danilo, chiamato a fare i conti con una nuova esperienza di vita che potrebbe consentirgli un rilancio con l’obiettivo di puntare eventualmente al Mondiale Superbike nel 2023. Alberto Vergani invece, persona abile e scaltra, sogna un colpo di mercato in perfetto stile Carlos Checa. Ricordiamo infatti che fu proprio il manager meneghino a portare lo spagnolo in Superbike con i colori Ducati del team Althea di Bevilacqua, vincendo poi quel titolo che ancora oggi resta l’ultimo della Casa tricolore nelle derivate.

Chissà mai che ancora una volta il destino non si riveli propenso a Vergani e Ducati con un un’operazione tutta tricolore che porta però la firma Petrucci.   

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