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MotoGP, L'ANALISI - Campionato cadute: il miglior Lecuona non batte Marquez

Per Iker 26 scivolate, ma la media gara 'premia' Marc, che è in buon compagni con gli altri piloti Honda. Fenati vince la lotta contro la forza di gravità

MotoGP: L'ANALISI - Campionato cadute: il miglior Lecuona non batte Marquez

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Finisce l’anno e si tirano le somme: chi ha vinto di più, chi meno, ma anche chi è caduto di più e chi meno. Il campionato cascatori è ormai una tradizione invernale, che spesso rivela qualche dettaglio interessante su moto e piloti.

Rompiamo subito gli indugi e sveliamo subito il vincitore del premio meno ambito dell’anno: sulla carta è Iker Lecuona, che con i suoi 26 scivoloni è in testa della classifica 2021. I numeri, però, devono essere interpretati e così in verità lo spagnolo della KTM non è il vero cascatore dell’anno, ma è battuto da Marquez. Marc ha infatti collezionato 22 cadute, ma in 14 GP, cioè quasi 1,6 per ogni fine settimana, contro le 1,4 di Iker.

Non è una sorpresa, perché Marquez nella sua carriera è sempre caduto molto, ma forse non è tutta colpa del pilota. Certamente le sue condizioni fisiche hanno influito, non riuscendo più a prodursi nei celebri salvataggi, ma anche la Honda sembra aversi messo lo zampino. Nella classifica generale, ci sono infatti 3  piloti HRC nei primi 5 posti: il già citato Marc al 2°, il suo compagno di squadra Pol Espargarò al 4° e il fratello Alex al 5°. Non solo, Takaaki Nakagami è comunque nella Top Ten della MotoGP, un altro indizio della criticità della RC213V.

Prendendo in esame la classe regina, dietro a Lecuona e al terzetto Honda c’è Aleix  Espargarò, poi i due debuttanti Bastianini e Martin, con Miller all’8° posto. Quartararo e Bagnaia, rispettivamente campione del mondo e vice, sono nella colonna dei ‘bravi’ con sole 7 cadute a testa, solo una in più per Mir, 3° in campionato. Nota di merito anche per Luca Marini, che al debutto ha limitato a 9 i contatti con l’asfalto. La curiosità è Dovizioso: a quota 0 in 5 gare.

In Moto2 il leader incontrastato è Canet con 21 ruzzoloni, il che gli vale il podio nella generale. A due cadute di distanza il compagno di squadra Arenas, poi Garzo e il debuttante Baubier. Fra gli italiani, Baldassarri e Vietti condividono 13 cadute a testa.

Anche in questo casto, i contendenti al titolo hanno sbagliato poco. Pochissimo nel caso di Gardner, che è finito a terra appena 3 volte in tutta la stagione, di cui una in gara, ad Austin. Se l’australiano è stato bravissimo nella sfida con la forza di gravità, il suo rivale Raul Fernandez si è fatto comunque valere con 8 cadute, un ottimo risultato considerando che si trattava di un esordiente.

In Moto3, invece, è il Giappone a farla da padrone, con qualche scontata battuta sui kamikaze. Kaito Toba e Tatsuki Suzuki regalano un doppietta, con Andrea Migno 3°, ma c’è da dire che l’italiano è stato spesso e volentieri buttato a terra senza colpe.

Nella classe cadetta, non vale la regola per cui il campione del mondo sbaglia poco. Pedro Acosta, infatti appena fuori dal podio dei cascatori con 13 cadute, ma era un debuttante. Discorso diverso invece per Dennis Foggia, che ha limitato la scivolate a 5. Se però bisogna incoronare un fuoriclasse, questo è Romano Fenati: appena 3 cadute in 18 gare, lo stesso risultato dello scorso anno (in cui ci furono però solo 15 GP).

Tenendo conto di tutte le classi, sono state  750 le cadute: 278 in MotoGP, 367 in Moto2 e 305 in Moto3, numeri che non si discostano molto dalla media degli scorsi anni.

Il turno dove si è cauto di più (e vale per tutte le classi) è logicamente la gara, seguita dalla FP3, dove i piloti si giocano l’accesso diretto in Q2, quindi i piloti si prendono più rischi.

Se invece parliamo di circuiti, da tre anni a questa parte è sempre Le Mans a essere l’incubo dei piloti. Quest’anno durante il GP di Francia ci sono state ben 118 cadute, 37 delle quali nella sola curva 3. All’opposto, invece, c’è Losail: i suoi due GP sono all’ultimo e al penultimo posto come numero di cadute, fa loro il Red Bull Ring.

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