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Honda: la moto che sta in piedi da sola arriva su strada

Un giroscopio e un forcellone molto particolare permettono al prototipo Honda di stare in piedi da solo. Non ci credete? Ecco le prove!

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Le anticipazioni sul futuro del motociclismo non si fermano mai, neanche a meno di 24 ore dalla conclusione di Eicma 2021. Come spesso accade al centro dei rumors ci sono le case giapponesi, tra le più attive nel portarsi avanti in ambito tecnico e tecnologico, e Honda non fa certo eccezione.

La Casa di Tokyo ha portato a Milano una novità assoluta come l'ADV350 e un'edizione celebrativa della CBR1000RR-R Fireblade SP che omaggia i 30 anni dalla CRB900RR. Nel quartiere generale dell'Ala Dorata però si lavora con l'obiettivo di rivoluzionare il mondo delle moto e degli scooter: c'è infatti un prototipo di moto che riesce a stare in piedi da solo. Un passo avanti ma coerente con il concept Riding Assist-E che Honda presentò in passato e che ora arriva ai primi collaudi.

Come funziona?

Il colpo d'occhio potrebbe far pensare a un trucco di magia, ma in realtà è grazie a un giroscopio che lavora insieme ad un forcellone “particolare” che la moto non cade. C'è infatti un meccanismo di oscillazione delle ruote che permette di tenere in equilibrio la moto anche da ferma. Per molti motociclisti questa potrebbe essere considerata l'ennesima inutile tecnologia che troveremo in dotazione sui modelli dei prossimi anni, ma un sistema del genere permette effettivamente a molte più persone di avvicinarsi al motociclismo, soprattutto se si parla di ammiraglie da oltre 200 kg che non sono facili da maneggiare per i meno esperti.

 

Il video

Car Graphic ha postato su Twitter un video di pochi secondi che mostra come, anche applicando pressione sulla moto per sbilanciarla, il forcellone oscillante e il giroscopio riescano a evitare la caduta. Sicuramente al momento il limite di tolleranza è relativamente basso, quindi con una spinta più forte il sistema potrebbe andare in “tilt”, ma è incredibile vedere come la moto ritrovi l'equilibrio da sola. Certo, una domanda rimane: un elemento del genere è anche in grado di supportare le performance dinamiche di una maxi? Speriamo che il futuro ci dia la risposta.

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