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MotoGP, Valentino Rossi: "Sono triste, le domeniche non saranno più le stesse"

Bagno di folla per il Dottore a EICMA: "mi mancherà l'adrenalina delle gare. Il mio segreto? Il mio animo da pilota non è mai invecchiato"

MotoGP: Valentino Rossi:

L’ultimo giro di Valentino Rossi è stato un bagno di folla, con più di 9.000 persone a salutarlo sotto il palco. Nemmeno il freddo e la pioggia hanno fermato il popolo giallo per l’ultimo saluto ad Eicma. Un palco da rockstar, con le 4 YM1 con cui ha vinto gli altrettanti titoli con Yamaha e gli amplificatori che urlavano la musica dei motori.

Il Dottore è entrato in scena da pilota, a bordo di una MotoGP bianca e rossa, la livrea celebrativa per i 60 anni della casa di Iwata. Di fronte un cartello recita che le domeniche senza Vale non saranno più le stesse.

Neanche le mie domeniche saranno più le stesse - sorride il Dottore- Mi serve ancora un po’ di tempo, per fortuna ho ancora qualche mese per abituarmi prima che ricominci il campionato”.

L’ora e messa dell’evento è stato un viaggio fra i ricordi, con un occhio al futuro, tra immagini di vittorie ma anche dei momenti difficili, con Rossi intervistato prima da Federica Masolin e poi da Linus. Sedici anni di Yamaha condensati in altrettanti filmati.

A partire dalla prima vittoria a Welcom nel 2004 (“Il momento più alto della mia carriera, perché avevo molta paura di cambiare ma dall’altra parte sarebbe stato brutto non farlo”) per passare invece al titolo sfumato a Valencia del 2006 (“una grandissima delusione, la mia prima, perché prima avevo sempre vinto, ero incredulo”).

La storia di Valentino è ricca di capitoli, colpi di scena, cadute e risalite. Un romanzo che a rivederlo tutto sembra impossibile sia stato scritto da una sola persona. Ci sono le battaglie epiche, come quella con Stoner nel 2008 a Laguna Seca con il celebre sorpasso al Cavatappi, ma anche il brutto infortunio al Mugello nel 2010. “Quello ha segnato lo spartiacque fra la prima e la seconda parte della mia carriera” ha sottolineato Valnentino. Dal Rossi cannibale, a quello che lottava ma non sempre vinceva. L’ultimo successo è stato nel 2017, ad Assen: “pensavo che avrei vinto altre 2 o 3 gare. Mi sono fermato a 115, che è comunque un bel numero, ma 116 sarebbe stato meglio” ha scherzato.

C’è però stato qualcosa che non è mai mancato in tutta la sua carriera, il supporto del pubblico. “Immaginatevi che spinta può dare entrare in pista e vedere tutte le tribune gialle, sono stato fortunato - ha ringraziato i suoi tifosi - Però a volte mi sono messo anche nei panni dei miei avversari, forse loro dicevano: che palle!” ha sorriso. Sono gli stessi fan che oggi erano a Eicma e poche settimane fa a Valencia per l’ultimo GP. “Sulla pista peggiore per me, come si dice? Un problema del mio lavoro - ha continuato con la consueta ironia - È stata dura rimanere concentrato, ma mi sono divertito e abbiamo fatto un po’ di casino, come se avessi vinto”.

Ora è ufficialmente in pensione, anzi una Leggenda della MotoGP (“Mi sono dovuto vestire elegante per andare a ritirare il premio”). Sugli schermi rimbalzano i saluti di tanti personaggi famosi: da Keanu Reeves a Tom Cruise, da Ronaldo a Roger Federer, poi Lewis Hamilton, gli amici Jovanotti e Vasco Rossi. Tutti a ringraziarlo, a fare ancora il tifo per lui.

Ogni tanto mi sento triste, perché mi trovo a pensare che non farò più una gara - ha confessato - Mi mancheranno quell’adrenalina e quella pressione, anche tutte le persone del paddock che erano diventate una famiglia, ma soprattutto non essere più pilota”.

Una delle foto simbolo è quella di Valentino inginocchiato di fronte alla moto prima del via.

Lì senti paura, di sbagliare o non fare una bella gara, ma anche per la prima curva, la più pericolosa - ha raccontato - È l’ultimo momento per concentrarti solo su te stesso e sulla tua moto, perché quando ti rialzerai rimani solo con lei”.

Magari anche in auto sarà così.

Sono contento di rimanere un pilota, ma non so se sarà divertente quasi come la MotoGP, che è la cosa più bella, vedremo - ha affermato - Ho detto anche che andrò a qualche GP del motomondiale e lo farò, ma non so come mi sentirò”.

Se si guarda indietro, però, non ha rimpianti.

“Il mio animo da pilota di moto non è mai invecchiato. Mi diverto oggi come vent’anni fa. Ecco quello è stato il mio segreto” la confessione prima di abbracciare il suo pubblico ancora una volta.

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