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SBK, Redding: “Con Rea è stato un bello show, volevo vincere per me e Ducati”

“Talvolta si rischia di commettere delle imprecisioni quando si vuole fare le corse contro il tempo, ma vanno fatti i complimenti agli addetti ai lavori locali visto che sei mesi fa qui non c’era nulla. Il drenaggio dell’asfalto va migliorato"

SBK: Redding: “Con Rea è stato un bello show, volevo vincere per me e Ducati”

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L’insolita domenica del World Superbike al Mandalika Circuit con due gare “lunghe”, una in sostituzione della Superpole Race, ha visto Scott Redding salire in entrambe le occasioni sul podio. Se in Gara 1 il portacolori Aruba.it Racing Ducati ha comandato le operazioni soltanto per una manciata di passaggi prima di alzare bandiera bianca nei confronti di Jonathan Rea e Toprak Razgatlioglu (concludendo 3°), nella successiva manche bagnata ha dato ancora prova delle personali doti di anfibio, dando vita ad un duello d’altri tempi col Cannibale risoltosi in volata a favore del connazionale per appena due decimi.

“Mi sentivo pronto, non sarebbe stato bello per i tifosi concludere il campionato restando a braccia conserte - ha ammesso - nonostante non avessimo mai girato sul bagnato in questa pista e non avendo nulla da perdere, ho cercato semplicemente di sorpassare i piloti uno dietro l’altro senza fare troppi calcoli. Penso che fosse anche l’idea di fondo di Johnny, insieme abbiamo messo in scena un bello show. Finire la stagione con una gara del genere è qualcosa di magnifico, sono molto contento e non vedo l’ora di riguardarmela a casa”.

In seguito al problematico rinvio del sabato, quest’oggi i protagonisti della classe regina delle derivate di serie si sono finalmente sfidati lungo i 4.300 metri indonesiani, resi insidiosi dal violento acquazzone che aveva colpito l’isola di Lombok qualche istante in anticipo rispetto alla partenza. 

“Il feeling è cresciuto di giro in giro, in queste condizioni l’asfalto ha parecchio grip così come sull’asciutto, specie con basse temperature. Tuttavia, il drenaggio va assolutamente migliorato in ottica futura. Infatti, penso che, se fosse tornato di nuovo a piovere, la race direction avrebbe dovuto sospendere la gara. In ogni caso vanno fatti i complimenti agli addetti ai lavori locali a prescindere visto che il circuito è stato costruito in fretta, fino a sei mesi fa qui non c’era nulla. Anche se talvolta si rischia di commettere piccole-grandi imprecisioni quando si vuole fare le corse contro il tempo”, ha puntualizzato.

Con le prestazioni odierne si conclude il capitolo del 28enne al fianco del marchio di Borgo Panigale, un sodalizio lungo due anni che ha fruttato all’attivo 12 vittorie, 35 podi, due pole position, il riconoscimento di vicecampione 2020 e la terza posizione finale di questa stagione.

Ho spinto semplicemente perché volevo vincere per me, il mio principale obbiettivo, e ovviamente anche per Ducati dopo il biennio passato insieme. Nel complesso si è rivelata una stagione abbastanza positiva, ma qualche errore di troppo da parte mia e della squadra ci ha privato della possibilità di lottare fino in fondo per il titolo”.

Chiusa una porta si apre un portone, come si suol dire. E allora per il Campione 2019 del British Superbike è già il momento di buttarsi a capofitto sulla nuova avventura marchiata BMW al fianco di Michael Van der Mark (3° in Gara 2). Quando esordirà in sella alla M1000RR?

“Probabilmente a dicembre, per me si tratteranno di test importanti per studiare il potenziale della moto, capirne pregi e difetti e cucirmela quanto più possibile addosso. Il progetto è ambizioso con due piloti di spessore. Michael oggi è andato veramente forte, inoltre sembra un ragazzo simpatico osservandolo da fuori”, ha detto.

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