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MotoGP, P. Espargarò: "Adesso posso guidare la Honda come sapevo fare con la KTM"

"Un mio punto di forza è sempre stato sfruttare il freno posteriore in ingresso, ma quest'anno non sono riuscito a farlo. Adesso posso riuscirci ed anche i miei commenti sulla moto sono più precisi"

MotoGP: P. Espargarò: "Adesso posso guidare la Honda come sapevo fare con la KTM"

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Pol Espargarò non ha vissuto nel 2021 la stagione che forse sognava quando ha firmato il contratto con la Honda per diventare il nuovo compagno di Marc Marquez. Con la KTM lo spagnolo era riuscito ad impressionare, solo che una volta saltato sulla RCV ha immediatamente capito di avere un grosso problema, ovvero quello di non poter guidare questa moto come riusciva a fare con la arancione di Mattighofen.

Questi test di Jerez hanno però tolto un bel peso dallo stomaco di Pol, che ha finalmente ritrovato la confidenza per poter tornare a guidare seguendo il suo stile, pouttosto che mortificarlo per andare incontro alle esigenze della moto. Tra l'altro Espargarò era anche reduce dal bruttissimo volo di Valencia ed in questi test ha dovuto risparmiare le energie per riuscire a restare sempre lucido in sella. 

"La nuova moto è buona, ma c’è ancora tantissimo lavoro  da fare - ha affermato Pol - Il potenziale è molto alto, abbiamo recuperato del grip al posteriore. Non ho ancora iniziato a guidare come so fare io, sfruttando molto il freno posteriore. Una cosa che per me è fondamentale. Quest’anno l’ho usato sempre meno ed invece è una mia caratteristica forte". 

E' un problema che ti ha condizionato molto in questa stagione?
"In KTM lo usavo moltissimo perché soprattutto all’inizio del progetto la moto non girava bene. Lo sfruttavo moltissimo per aumentare il turning e funzionava. Su questa moto non abbiamo grossi problemi di turning, ma il modo in cui devi frenare mi porta spesso a bloccare il posteriore della moto e questo è un grandissimo problema. Una cosa che mi ha tolto confidenza, mentre con la nuova moto sento di poter tornare ad utilizzarlo. Mi sento più sicuro in ingresso ed anche in uscita di curva con questa moto". 

Anche gli altri piloti Honda si sono lamentati di questo aspetto?
"Ogni pilota Honda aveva problemi in ingresso curva con il posteriore. Una cosa particolarmente importante per me. Gli altri piloti si lamentavano molto anche della moto in uscita di curva, mentre per me il problema era in staccata in ingresso. Il fatto è che l’uscita di curva serve per la performance, mentre avere un ingresso perfetto serve anche per avere più sicurezza, anche con gomme molto usate. Penso che quest’anno faremo meno cadute per l’anteriore che si chiude in ingresso". 

A che punto ti senti con la nuova moto?
"Dobbiamo ancora giocare molto con il bilanciamento di questa moto. E’ normale che aumentando il grip al posteriore abbiamo anche caricato maggiormente l’anteriore, abbiamo meno problemi di impennata in uscita. Tutto è collegato, l’anno scorso abbiamo iniziato a lavorare per risolvere tutti i problemi ed Honda ha fatto un buon lavoro. Spero che adesso i dati raccolti qui servano per portare qualcosa di nuovo anche in Malesia soprattutto per quanto riguarda questo problema all’anteriore. Lo facciamo lavorare troppo adesso". 

Ma il netto passo in avanti dove c'è stato?
"Con questa moto penso di poter sentire di più il limite e questo rappresenta un ottimo punto di partenza. Avevamo una missione da compiere nell’evoluzione e già dalla prima curva con questa moto mi sono sentito molto diverso in sella. Non sono ancora precisissimo come vorrei, devo ancora adattarmi completamente a questa moto ma di certo mi sento più forte. Questo aiuta anche nel box perché avendo sensazioni più chiare anche i miei commenti sulla moto sono più chiari, puliti ed anche veri".

Oltre al problema all'anteriore in quale area vi dovete concentrare?
"Oltre all’anteriore, dobbiamo lavorare ancora molto sulla potenza della moto. Affronteremo la Ducati che ha tante moto in griglia in questa stagione. Se vogliamo lottare con loro, dobbiamo poterli superare, quindi ci serve la potenza per poter lottare con loro. Penso sia la cosa più importante perché il telaio sta funzionando bene, mentre ci serve potenza". 

Qui avevate una sola versione della nuova moto?
"Ci sono due prototipi qui con due specifiche di propulsori leggermente differenti, sono abbastanza simili. Ci sono delle differenze di elettronica di cui non posso parlare, ma la situazione è cambiata abbastanza in questa area. Poi abbiamo anche lavorato su telaio e aerodinamiche. Penso che il lavoro fatto nel 2021 ci stia aiutando". 

Tu come ti senti dopo il volo di Valencia?
"Mi sento bene, meglio. Non sto guidando benissimo, ma almeno riesco a fare quasi tutto bene in sella. Il problema adesso è lo scafoide che mi sta facendo malissimo. Il fatto è che quando il dolore è forte, dopo tre o quattro giri si addormenta la mano. E’ una forma di difesa del corpo umano quando il dolore è fortissimo in una zona del corpo. Una cosa pericolosa e che mi capita già con dei run di due o tre giri fuori dai box. Evidentemente c’è qualcosa che non va". 

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