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MotoGP, Marini: "Chiederò a Valentino di provare questa Ducati, è fantastica"

"Non so quando e se accadrà, ma credo che rimarrebbe sorpreso. La GP21 resta una Ducati, ma è migliore sotto tutti i punti di vista, devo solo fare i complimenti agli ingegneri di Borgo Panigale"

MotoGP: Marini: "Chiederò a Valentino di provare questa Ducati, è fantastica"

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Luca Marini aspettava i test di Jerez con grande impazienza. E' sempre stato un pilota molto analitico a cui piace lavorare sui dettagli per fare dei passi in avanti netti e concreti, ma nella sua stagione di debutto in MotoGP non ha potuto disputare una vera e propria stagione di test invernali. Questa prima sessione era dunque fondamentale per lui per lavorare sulla nuova Ducati che ha attualmente a disposizionenel box, ovvero la specifica 2021, ed anche per acclimatarsi con la nuova squadra messa in campo dalla VR46.

Marini ha dunque potuto lavorare come gli piace fare, scoprendo in pista una moto non completamente diversa rispetto a quella utilizzata nella scorsa stagione ma dotata di un potenziale completamente diverso, merito del lavoro svolto dagli ingegneri a Borgo Panigale. Ad aggiungere pepe alla giornata, le dichiarazioni di Michele Pirro, che sarebbe curioso di vedere Valentino Rossi provare proprio questa moto. Una curiosità condivisa dallo stesso Luca. 

"Non so quando potrà accadere, ma lo spero - le parole di Marini - di certo chiederò a Vale di provare la moto perché è fantastica. Io penso che resterebbe sorpreso nel provarla". 

Sei rimasto molto sorpreso dal passo in avanti rappresentato dalla Ducati 2021?
"Non sono rimasto sorpreso troppo dalla moto perché quest’anno ho sempre cercato di seguire i ragazzi del team ufficiale. Direi che conoscevo bene la moto dal di fuori! É migliore in tante piccole cose, soprattutto è più facile in ingresso curva e quando sei al massimo angolo di piega, hanno lavorato molto su quest’area e secondo me hanno fatto un grande step. Non ci vedo punti negativi rispetto alla 2019, anche se so che ci sono piccole cose da sistemare ma è una cosa che riguarda più l’assetto per me che non la moto, che già ha dimostrato di funzionare benissimo con gli altri piloti quest’anno". 

Il DNA è lo stesso della 2019 dunque. 
"Non posso dire che c’è tantissima differenza. Solo che con la vecchia moto arrivavi ad un alto livello, ma quando poi mancavano gli ultimi 4 decimi era difficile. Questa sembra avere un potenziale migliore, solo che devo capire come sfruttarlo. Non posso dire che si tratta di un’altra moto, resta una Ducati ma è migliorata nelle aree in cui aveva bisogno di migliorare. Faccio solo tanti complimenti agli ingegneri di Borgo Panigale che hanno fatto un grande lavoro, per me è un capolavoro di moto e i risultati l’hanno dimostrato. Hanno vinto tutto quello che potevano vincere tranne il titolo piloti". 

La giornata come è andata in generale?
"Una bellissima giornata oggi. La nuova moto è grandiosa, mi sono sentito subito bene perché sembra più facile in tutte le aree, anche se ci sono delle cose da sistemare perché è tutto nuovo e dovrò anche lavorare un po’ sul mio stile di guida per sfruttare tutto il suo potenziale. E’ stata una bella giornata anche nel box, con la nuova squadra con cui mi trovo benissimo. Ci sono più persone nel box ed è più facile fare tutto il lavoro. Quest’anno da questo punto di vista è stato difficile perché i miei meccanici avevano tutti tantissimo lavoro da fare e spesso non ascoltavano bene i miei commenti. Penso che questo cambiamento sarà importante, ho sentito anche un’ottima energia tra di noi. Davvero ottimi feedback da parte di tutti e questo mi rende felice". 

Ti sei fatto una squadra da zero in pratica, come ti stai trovando?
"Ho scelto tutte persone che conosco bene e abitano tutti vicino Tavullia, quindi sarà bello e più facile frequentarli anche fuori dalla pista. Volevo la miglior squadra possibile e penso di averla, ho un ottimo rapporto con tutti. Il mio attuale telemetria è lo stesso che avevo in Moto2 e per me è uno dei più bravi dell’intero paddock. Di certo deve capire tante cose della MotoGP, che dal punto di vista dell’elettronica è proprio un altro mondo rispetto alla Moto2. Ma lui capisce molto bene lo stile di guida di ogni pista ed è in grado di darmi una vera mano per migliorare dove posso farlo. Poi c’è David che era il capotecnico di Valentino ed è una grande persona. Lo volevo assolutamente, ed ora potremo lavorare assieme". 

Che tipo di lavoro hai svolto?
"Ho lavorato ancora sull’ergonomia, sulla mia posizione. Ogni test che faccio riesco a migliorare da questo punto di vista ed è importante perché quest’anno non ho quasi fatto test. Qui finalmente posso lavorare come piace a me. A Sepang dovrò lavorare sul discorso passo gara, farò delle simulazioni sulla distanza. Qui è troppo presto per farlo, domani lavoreremo su altre cose. Ci sono tanti piccoli dettagli da sistemare prima di passare ad altro". 

Oggi è sceso in pista per la prima volta anche Bezzecchi, ci hai parlato?
"Ho parlato poco con Marco oggi, abbiamo girato molto e ci siamo beccati solo a pranzo. Mi ha detto le solite cose che si dicono quando si fa il salto, so che sta lavorando molto sulla sua posizione in sella e so anche che è stracontento e molto carico". 

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