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MotoGP, Dovizioso: “La nuova Yamaha non ha nessun punto negativo”

“Con la vecchia M1 appena cambiavi qualcosa peggioravi all’istante e ti ritrovavi ultimo. Più che la potenza del motore, alla Yamaha serve avere il grip" 

MotoGP: Dovizioso: “La nuova Yamaha non ha nessun punto negativo”

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Andrea Dovizioso è finalmente salito in sella a quella Yamaha che tanto aspettava in occasione  dei test di Jerez. Un giovedì impegnativo, che lo ha visto realizzare 53 tornate, chiudendo con il 18° tempo a oltre un secondo dalla vetta.

Il cronometro  passa però in secondo piano, dal momento che la priorità del forlivese è quella di focalizzarsi sulle sensazioni e capire quelli che sono i passi avanti rispetto alla vecchia M1.

“Quella di oggi è stata una buona giornata – ha detto Andrea - ho provato la nuova moto e ci sono diversi aspetti positivi, così come le sensazioni. Purtroppo c’era troppo vento e quello ha complicato i piani, dato che avevamo un nuovo telaio e un nuovo motore da provare, ma non ho potuto ben capire alcune cose. Tra l’altro ho sofferto anche in uscita di curva, nonostante non avessi cercato il tempo, tantomeno messo le gomme nuove”.

Secondo Dovi il bicchiere è quindi da vedere mezzo pieno.

“Tutto sommato c’è stato un miglioramento in linea con quello che mi aspettavo. Ho fatto un passo avanti, ma non come quello che ha fatto Fabio, dato che secondo me il suo 2021 è stato un qualcosa di veramente pazzesco. Il punto di partenza di questa Yamaha è comunque buono, anche se dobbiamo  arrivare a capire quale sia il limite per aver comprendere il potenziale reale della M1. Io però resto fiducioso”.

Andrea torna poi sui problemi riscontrati nella stagione da poco conclusasi.

“Quando perdi in accelerazione rispetto alle altre moto e non freni come i piloti che hanno la moto ufficiale, è normale essere in fondo al gruppo. Devo comunque dire che con questa M1 non ho trovato ancora un punto negativo, a differenza della precedente, che quando provavo qualcosa peggioravo sempre anziché migliorare. Come ho detto però siamo all’inizio e di conseguenza il cammino è lungo. Andremo infatti in Malesia, dove capiremo meglio la questione motore, dato che qua a Jerez è praticamente impossibile avere determinati riscontri”.

La cavalleria è quindi l’aspetto cruciale, ma serve dell’altro.

“Non è stato fatto un grosso passo avanti in termini di potenza, anche se ci tengo a dire che non sono più nella stessa situazione di pochi giorni fa. Secondo me però abbiamo bisogno più grip che motore, quello è un aspetto abbastanza evidente per tutte le Yamaha. Alla fine ogni pilota ha un proprio stile, anche se io e Fabio ci troviamo in accordo su molte cose”.  

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