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Esenzione bollo per moto storiche, un emendamento per abolirla

Sembra una follia, ma è reale e concreta la possibilità che si "uccida" un settore che vale almeno 2.5 miliardi di euro

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Il periodo non è certo dei migliori, si parla di messa al bando di motori termici (ne parliamo qui), abolizione della possibilità di sospendere l'assicurazione (qui il nostro articolo), ma anche di ridurre i limiti di velocità (ecco la proposta dell'ONU). Ora arriva la notizia che qualcuno ha proposto di eliminare l'esenzione dal pagamento della tassa di possesso per i mezzi storici. Automatica oltre i 30 anni, normata regione per regione per quelle tra 20 e 30 (che pagano un importo ridotto o sono esenti, a patto di essere iscritte ad un registro storico), l'esenzione verrebbe meno per motivi legati alle emissioni. Pare che la proposta riguardi per ora proprio la seconda categoria, quelle delle cosiddette Youngtimer, con età compresa da 20 e 29 anni. Sull'altare del "green" si andrebbe a creare un danno ingente ad un settore a più riprese messo in difficoltà, ma che è ancora oggi florido e per questo ricco anche di entrate dirette ed indirette per lo Stato italiano.

La proposta arriva da un emendamento alla delega fiscale a firma di Gianni Pittella e Daniele Manca del Partito Democratico, Silvia Vono di Italia Viva e Patty L’Abbate e Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle. La speranza è che le varie ASI, FMI, ACI e chi abbia la possibilità di farlo, spieghino a questi illustri soggetti che le auto e le moto storiche circolano mediamente per poche centinaia di chilometri, se non solo ed esclusivamente per raduni e manifestaioni, inquinando ben poco. Resta sconcertante, dal nostro punto di vista, constatare l'ignoranza totale che è presente in certi ambienti su queste tematiche.

Inutile negarlo, chi scrive è parte in causa, visto che la passione mi ha portato ad accumulare qualche auto e moto. A testimoniare quanto detto, percorrono a esagerare 500 km all'anno. Ho una moto che ne ha fatti 800 in 9 anni, un'auto 700 in tre anni, una Lambretta del 1957 che è ferma in salotto da 8 anni. Ci sono in Italia parecchi appassionati che sono proprietari di un buon numero di storiche, magari perchè hanno lo spazio per tenerle, la voglia di alimentare la propria passione, ma non ingenti capitali alle spalle. Se la proposta andasse in porto, dal 2022 si troverebbero a pagare cifre non da poco, molti metteranno in vendita le proprie amate e il mercato andrà ovviamente in basso, essendoci più offerta che domanda. Il risultato? Una volta ancora (superbollo e imposte sulle barche ne sono un esempio), si massacrerebbe un settore che vale parecchio in termini economici per lo Stato (IPT, IVA, imposte sulle aziende che ci lavorano) per cosa? Per sentirsi green? Di quante emissioni parliamo? Nulla o quasi, è inutile dirlo. Faremmo ancora la felicità di Francia e Paesi a noi vicini, che verrebbero a far compere a bassi prezzi di un patrimonio già svenduto in passato. Una decina di anni fa mi ero stufato dell'incertezza intorno al tema delle storiche e ne avevo vendute due. Indovinate dove sono finite? Una in Svezia ed una negli Stati Uniti, in entrambi i casi si trattava di modelli rarissimi, di cui nel nostro Paese sono rimaste poche centinaia di esemplari.

 

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