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MotoGP, GP di Valencia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Inizia ufficialmente il dopo Valentino. Bagnaia vince, la Ducati domina. Remy Gardner porta il titolo Moto2 dall'altra parte del mondo

MotoGP: GP di Valencia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Domenica 14 novembre 2021, a Valencia inizia ufficialmente il dopo Valentino. Il messia a due ruote saluta, ringrazia, festeggia. Lascia ricordi, record e vittorie, ma anche team e piloti che ha cresciuto quasi sapesse che servivano per riempire il vuoto che avrebbe lasciato. Un addio fatto di casino, un po’ come l’arrivo, col cerchio che si chiude e i rimpianti che si dimenticano.

Festeggia Rossi e festeggiano le rosse, perché il gioco di parole più scontato del motorsport questa volta è permesso. Bagnaia, Martin e Miller sul podio, tutti gli altri sotto.

Intanto il titolo mondiale Moto2 è andato dall’altra parte del mondo, in Austrialia. L’ha portato Gardner, Remy.

IL BELLO – Baci e abbracci, saluti e baci. Fiumi di prosecco, urla e un po’ di sano casino. Come una volta, quando vinceva tutto. Ora però la festa è allargata, non ci sono sconfitti e ognuno vuole avere un invito. Il circuito di Valencia li accoglie tutti, i 75mila in tribuna, i piloti in pista, la gente del paddock. Il loro re ha abdicato, lunga vita al re. Pilota fino alla fine, come uno che lo è, mica lo fa. L’ultimo giro, l’ultima piega, l’ultima staccata, l’ultima impennata, l’ultimo traguardo. Il cerchio si chiude, ma ha la forma di una pista. Arrivederci, Valentino.

IL BRUTTO – La cravatta e il cappello, i ricordi sul casco, quel sorriso sempre sul volto. Danilo Petrucci o lo si ama o lo si ama. L’operaio diventato amministratore delegato, dalla catena di montaggio delle CRT alla stanza dei bottoni della Ducati. Ha lottato, vinto ed emozionato, ora andrà nelle sabbie del deserto, dove forse troverà una lampada magica che esaudirà un altro desiderio. Lui pensa di essere normale in un mondo di fenomeni, forse non sa che la cosa eccezionale è essere normali.

IL CATTIVO – Si sono dovuti scomodare Doohan e Gardner, ritornare al 1992, ad Assen, per trovare un altro GP senza nemmeno una Honda della squadra ufficiale in pista. La sfortuna ha una mira formidabile, ma la più grande Casa al mondo una miopia congenita per non avere una panchina ben più lunga. Anche nei test di Jerez si potrebbe replicare la doppia assenza, chi mal comincia…

LA DELUSIONE – Enea Bastianini, ma solo in qualifica. Sul giro secco si perde, pascola e si trova a partire nel traffico della domenica del Gran Premio. In gara si trasforma, lotta e sorpassa ma non si può sempre scalare l’Everest. Una lezione per il prossimo anno.

LA CONFERMA – Tre su tre, la perfezione in rosso, sul podio. Bagnaia che si è scoperto cannibale con un pizzico di ritardo, Martin che cresce e vince contro i suoi problemi fisici, Miller che ritrova la continuità. Il futuro della Ducati è il suo presente.

L’ERRORE – Dal buttare il cuore oltre l’ostacolo a buttare la moto a terra il passo è breve. Così Alex Rins si è trovato un’altra a contare i granelli di sabbia nella sua tuta invece che i punti in classifica. Forse è un esercizio zen che gli donerà un po’ di calma, le altre qualità le ha.

LA SORPRESA – Nuovamente in pole position dopo 9 anni, al box senza nemmeno fare un giro. Una bella e una brutta sorpresa per Simone Corsi, la seconda non se la meritava.

IL SORPASSO – Non ne ha fatti molti Remy Gardner, ma non sono serviti per diventare campione del mondo. A Portimao aveva entusiasmato, a Valencia no, ma chi vince ha sempre ragione.

LA CURIOSITA’ – Mai nessuno era riuscito a vincere 8 gare in un anno e non il titolo. Raul Fernandez è il nuovo primatista, purtroppo per lui.

IO L’AVEVO DETTO –Per me sarà un Gran Premio normale”. Valentino Rossi mentiva, sapendo di mentire.

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