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Team Classic Suzuki GSX-R750 SRAD: operazione vintage

Sarà utilizzata da Michael Dunlop questa Suzuki GSX-R750 SRAD, in occasione di gare per moto classiche

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Avete già visto la foto e vi sta scendendo una lacrimuccia? Ebbene sì, quella che vedete in queste immagini è una vecchia e gloriosa Suzuki GSX-R750 SRAD del lontanissimo 1996, moto sicuramente superata a livello tecnologico, ma che, in questo caso, è in piena fare di sviluppo per partecipare ad eventi di corse classiche internazionali, tutto rivisto in chiave moderna. Una vera e propria "operazione vintage", che vedrà per questa Gixxer una seconda giovinezza. La moto è stata dotata di una frizione antisaltellamento, un generatore più leggero e particolari in magnesio, oltre che, come potete vedere dalle immagini, di uno scarico Yoshimura. Non manca poi un cambio a rapporti ravvicinati.

Una "vecchia signora" rinnovata

All'assetto della SRAD, ci pensano delle nuove sospensioni fornite dalla K-Tech, mentre il forcellone è più lungo rispetto alla moto standard. Non mancano delle nuovissime e più moderne pinze Brembo, e naturalmente gli indispensabili tubi dei freni in treccia d'acciaio. Le ruote sono delle leggerissime OZ (riducono al minimo le masse non sospese per rendere i cambi di direzione più rapidi), e montano delle slick da corsa by Dunlop. Il Team Classic Suzuki ha poi pensato di rivedere atri particolari com e tutti i dispositivi di fissaggio e la carrozzeria (la carena è in materiale composito). Sono dunque stati riviste le piastre forcella, le pedane ed i foderi forcella. Chi avrà la fortuna di guidarla? Un certo Michael Dunlop, che la utilizzerà ovviamente in occasione di futuri eventi di corse classiche.

Ricordiamo che la Suzuki GSX-R 750 SRAD del 1996 vantava, originale, una potenza massima di 117 CV a 11.400 giri/min. ed una coppia massima di 77 Nm a 9.750 giri/min. La sportiva giapponese pesava poi 192 Kg. Era una moto ricercata e bella da guidare, soprattutto perché ai bassi non era "vuota" come un 600 cc, ma non aveva la potenza imbarazzante di un 1000 cc. Un giusto compromesso, che sarebbe bello poter rivedere in chiave moderna.

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