Tu sei qui

COP26: le Case automobilistiche non firmano per lo stop alle endotermiche

Il passaggio all'elettrico sembra sempre più complicato. Molti "big" non firmano l'accordo per passare al 100% green

Auto - News: COP26: le Case automobilistiche non firmano per lo stop alle endotermiche

Share


Torniamo a parlare della conferenza ONU sul clima, ovvero COP26, poiché ci sono degli aggiornamenti importanti sul tema "stop ai motori endotermici". Se ne parla da un po', di bloccare la vendita di mezzi endotermici, così come di istituire un piano inerente alla possibilità di dirigere le vendite (semi-obbligate) su auto prima ibride e poi solo completamente elettriche, così da ridurre l'impatto ambientale. Al COP26 però, alcune Case automobilistiche hanno detto no, si sono opposte. Il piano, da parte di diversi Paesi, e di molti operatori relativi all'elettrico di avere un settore maggiormente green, inizia dunque ad avere qualche ingranaggio difettoso.

COP26: alcuni "big" non firmano l'accordo

L'idea iniziale, è quella di portare alle sole vetture elettriche entro il 2035 per i mercati principali, manovra sottoscritta anche dall'Italia, per poi estendere anche ai mercati minori la cosa entro il 2040. Tutto bello, tutto pianificato, ma al COP26 ci sono state delle sorprese, o meglio, qualcuno ha innestato la retromarcia. Le principali Case automobilistiche, non hanno firmato l'accordo. I nomi? Ci sono i big: Gruppo BMW, Gruppo Renault, Gruppo Hyundai Motor, Stellantis, Toyota e Gruppo Volkswagen. Tutti contrari! Sono ancora in corso le trattative? Beh, per forza, ma per ora il voto contrario al 100% green, è un segnale importante. Le Case non vogliono, non sono pronte, non sono d'accordo. Chi invece ha già approvato e firmato la cosa? Avera Electric Vehicles, BYD Auto, Etrio Automobiles, Ford, Gayam Motor Works, GM, Jaguar Land Rover, Mercedes-Benz, Mobi, Quantum Motors e Volvo Cars.

Una curiosità, proprio Volvo Cars ha rilasciato una dichiarazione abbastanza particolare e preoccupante sui mezzi elettrici. Secondo uno studio interno, e considerando il miglior caso, l'auto elettrica diventa vantaggiosa dopo 49.000 km percorsi, numero che sale a 77.000 km nel caso del mix EU-28 (un parametro di calcolo), e si arriva a 110.000 km considerando la produzione di energia elettrica mondiale. Parlando invece di Stati che non hanno firmato, ci sono naturalmente la Cina, ma anche Francia, Germania e Stati Uniti. Perché tutta questa confusione? Secondo il Financial Times la cosa è da imputare alla gestione delle risorse da parte della Cina. Non è certo una novità, infatti, che la Cina basi la sua economia sul consumo di carbone, materiale notoriamente tra i più inquinanti. Ci sarebbero poi Paesi, o continenti interi, non certo pronti al 100% green. Africa ed America Latina, non sono così tecnologicamente avanzate. Staremo a vedere i futuri sviluppi.

Articoli che potrebbero interessarti