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MotoGP, Dovizioso: "Quando ho provato a studiare Rossi mi sono sentito perso"

"Quando segui una persona così talentuosa e cerchi di replicare quello che fa lui poi non funziona. Ha portato tantissime nuove persone a seguire il motomondiale. Non ci sarà mai nessuno come Valentino, i campioni non si possono sostituire"  

MotoGP: Dovizioso: "Quando ho provato a studiare Rossi mi sono sentito perso"

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Nuovo ed ultimo fine settimana di gara del calendario 2021 per la MotoGP. Il Gran Premio della Comunità Valenciana sarà anche l’ultimo GP per Andrea Dovizioso in sella alla Yamaha 2019, prima dei test di Jerez. Il pilota italiano è consapevole che la sua nuova moto per il 2022 non sarà completamente stravolta rispetto a quella attuale ma spera comunque di poter passare la pausa invernale con relativa calma.

“Sto vivendo due situazioni diverse – ha iniziato Dovizioso – innanzitutto, mi sto ancora adattando alla moto ed è difficile, ci sono moltissime cose che devono essere cambiate. Inoltre, a metà gara a Portimao il mio tempo era abbastanza buono, sono felice di questo. Significa che quello su cui ho lavorato nel fine settimana ha funzionato, significa anche che la differenza tra me e i piloti di testa non era poi così grande. È questa la strada che dovrò seguire nei test di Jerez. Penso di poter ancora migliorare molto su questa moto. Ho ancora molte domande e poche risposte. C’è ancora questa gara, che non sarà facile, sono concretato”.

Quali sono i tuoi migliori ricordi con Valentino, in pista e fuori dalla pista? Quali sono, secondo te, le cose più speciali che ha fatto in questi anni?
“Credo che Valentino abbia fatto un sacco di cose che possono essere definite speciali. In realtà io non ho mai passato molto tempo con lui, per delle ragioni personali. Lo ho sempre seguito, è stato il mio idolo, per un sacco di piloti italiani. Insomma, lui è una super star”.

E tu non lo sei?
“Di certo non come lui! Credo che lui viva in un modo diverso dal mio, per delle ovvie ragioni. Penso che viva delle situazioni particolari nella sua vita, a Tavullia, con l’Academy. Se non vivi quelle situazioni è difficile stare con lui. È una persona speciale, ogni volta che c’è una gara spende del tempo con moltissima gente. Io ho studiato molto Valentino, molte volte. È capitato che questa cosa mi abbia fatto sentire perso. Quando segui una persona così talentuosa e cerchi di replicare quello che fa lui poi non funziona, ognuno deve trovare la propria strada. Penso anche che abbia portato molto divertimento in questo sport e siamo stati fortunati che sia andata così”.

Al termine della scorsa gara c’erano quattro Ducati nelle prime cinque posizioni.
“In MotoGP lo sviluppo delle moto non avviene gara dopo gara ma nei test invernali. C’è moltissimo lavoro da fare con gli ingegneri”.

Questo è il fine settimana dell’addio di Valentino Rossi e dopo di lui tu diventerai l’eminenza grigia in pista. Che effetto ti fa che lui smette di correre?
“Fortunatamente di Valentino se n'è parlato talmente tanto nella sua carriera che adesso, nel suo ultimo fine settimana di gara, è difficile dire qualcosa di ancora più speciale. In tutti questi anni se ne è parlato tantissimo e tutti i complimenti fatti sono meritati, si possono solo ripetere. Si deve ringraziare anche per quanto è diventata importante la MotoGP, lui ha fatto quello che ha fatto. Ha vinto ma soprattutto ha portato una nuova atmosfera nelle sue vittorie. È stato importante anche il suo carisma, si parla del più forte ma alla fine una delle differenze importanti di Valentino, una sua caratteristica, è quanto sia carismatico, quanto sveglio, furbo e carismatico sia. Questo secondo me, ha aiutato a portare tantissimi fan anche non così appassionati a seguire la MotoGP e di conseguenza anche a noi, anche se la maggior parte della gente vedeva solo giallo, questo ha portato solo che un vantaggio. Quindi, è stato bello vivere questa era, questa parte di moto mondiale. Per me è sempre stato un idolo, l’ho sempre seguito e studiato continuamente. Tra virgolette purtroppo non sono mai riuscito troppo a frequentarlo, ma è normale quando si parla di personaggi così importanti, ci si ritaglia un certo stile di vita e si fa fatica a frequentarlo. Però ho sempre notato la sua passione nello sport. Sia nella 100 km che nel flat ho ricevuto il suo invito, c’è sempre il piacere di condividere la passione insieme”.

Parlando invece della pista, quanto sei impaziente di provare la nuova moto. Questa è l'ultima gara con la moto 2019, poi ci saranno i test.
“Sono curioso, molto curioso. Come ho già detto, ho 35 anni e ci sono già passato, non mi aspetto una moto così tanto diversa. Mi aspetto una moto con delle cose diverse e spero di trovare delle buone condizioni a Jerez per fare le prove. Fare due mesi di pausa con le idee più chiare aiuta tantissimo, anche gli ingegneri Yamaha, ma soprattutto il pilota. Sono contento di fare questo weekend a Valencia”.

Nel 2022 ci sarà un nuovo pilota, come hai detto tu, carismatico al posto di Valentino?
“No, non ci sarà mai nessuno come Valentino. Come per tutti i super campioni di qualsiasi sport, non si possono sostituire, non esiste, non funziona così ed è bello così. Sarà una mancanza grande per questo aspetto. I piloti di oggi sono diversi, anche perché è cambiato il moto mondiale. Ci siamo dovuti tutti adattare con un nuovo atteggiamento. Ho sentito l’intervista di Valentino a Misano, ha ragione. Negli ultimi due anni anche lui è cambiato molto, non dice più tutto quello che pensa. È una cosa inevitabile, succederebbe un casino per come viene gestita la comunicazione oggi. Non voglio puntare il dito ma un articolo può essere ripreso e modificato da chiunque come vuole e la conseguenza è che nelle interviste non si dice in pratica nulla. Non è bello”.

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