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MotoGP, Vinales: "I problemi di Dovizioso e Rossi? La Yamaha è la moto più facile"

"Non puoi conoscere perfettamente la situazione negli altri box, ma posso dire che l'Aprilia è una moto più fisica rispetto alla M1. Sto lavorando per farmi trovare pronto nel 2022"

MotoGP: Vinales: "I problemi di Dovizioso e Rossi? La Yamaha è la moto più facile"

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Maverick Vinales ha chiuso il venerdì di Portimao con un 14° tempo che potremmo definire positivo, ma che forse non restituisce completamente il vero potenziale del pilota spagnolo in Algarve in sella alla RS-GP. Durante la mattinata, Maverick era infatti stato in grado di piazzarsi in top ten davanti al più esperto compagno Espargarò, dando segni di grande crescita con la moto di Noale. 

Vinales non è però riuscito a portare avanti il trend anche in FP2 e si è fermato a circa 9 decimi dal ritmo dei migliori visti oggi in pista. Poco male per un pilota che sta sfruttando queste gare per preparare al meglio il 2022 e tentare di farsi trovare pronto a lottare per traguardi prestigiosi. Tra l'altro Vinales può vantare a Portimao un primato particolare, perché ha corso qui con la Yamaha nella prima tappa portoghese del mondiale, ed oggi lo sta facendo con l'Aprilia. Probabilmente il primo pilota della MotoGP a correre nella stessa stagione sulla stessa pista su due moto diverse. 

Nell'incontro con i giornalisti dopo la fine delle sessioni, abbiamo anche chiesto a Maverick quale sia la sua opinione sulle difficoltà di Dovizioso con la Yamaha, una moto sulla carta molto più facile dell'Aprilia ma che in realtà sta creando parecchi problemi ad Andrea. 

"Non so perché Dovizioso e Rossi stiano avendo tanti problemi con la Yamaha - ha risposto Vinales -  è difficile parlare di altre moto. Ognuno conosce bene la propria condizione, ma non quella degli altri. Io sto lavorando per essere al top nel 2022, perché credo in questa moto e nel suo potenziale. Ancora non so quanto posso spingere, ma lo sto capendo ogni giorno di più.

Credi che la Yamaha non sia più la moto più facile in pista?
"Devo dire che secondo me la Yamaha resta la moto più facile da guidare. E’ meno fisica, si muove di meno ed il modo in cui lavora il motore è molto diverso e ti rende più facile guidarla. L’Aprilia per esempio richiede di usare più forza, bisogna avere un gran fisico. E’ come guidare un cavallo, che ti restituisce tanti feedback, il che è positivo, ma è anche difficile. Perché il motore è molto più potente ed anche in frenata funziona tutto in modo diverso. Sulla RS-GP devi usare molto di più la forza, infatti cambierò il mio stile di allenamento in inverno. Ero abituato a fare solo ciclismo per allenarmi, e bastava con la Yamaha. Mentre questa moto richiede concentrazione e tanta energia in ogni singola fase della guida. E’ impegnativa sempre, mi serve allenarmi in modo diverso". 

Adesso ti è più facile identificare i punti forti dell'una e dell'altra?
"Di base penso che sia la Yamaha che l’Aprilia abbiano punti positivi e negativi. Devo ancora capire tante cose sulla mia moto, sul come preparare l’assetto. Anche sul cambio devo lavorare ancora, ho bisogno di stare ancora tanto tempo in sella. Ma l’approccio è stato ottimo, sono migliorato costantemente e soprattutto so bene dove posso migliorare ancora. So che abbiamo un buon potenziale, penso che domani lo tireremo fuori. Ho ancora tanto da imparare, il punto resta questo. Almeno stiamo provando tante cose e le mie sensazioni sono buone in sella. So di poter fare molto di più, perché ancora non ho messo assieme un buon giro ed è difficile essere costanti".

La staccata a moto piegata è sempre stata un punto forte della RS-GP, stai riuscendo già a sfruttarlo?
"Non vedo ancora il vantaggio di Aprilia nelle staccate a moto piegata, perché per farlo dovrei avere la fiducia per spingere al massimo in quel momento ed ancora mi manca. Ma ci sto arrivando, perché il mio ingresso in curva sta migliorando moltissimo ad ogni uscita, era il punto in cui sapevo di poter migliorare molto. Su questa pista poi si impara molto rispetto ad esempio a Misano, dove la moto si muove molto meno. Portiamo invece mi permette di imparare tanto in questa area". 

Su che tipo di lavoro ti sei concentrato oggi?
"
Stamattina mi sono solo concentrato sul guidare la moto ed abituarmi al tracciato, quindi non ho toccato molto la moto, giusto qualche particolare. Oggi pomeriggio ho provato una moto più rigida, il che ci ha dato ottime informazioni per il futuro, ma in ogni caso è stato un pomeriggio complicato. C’era molto vento e la moto si scuoteva tanto, quindi non ho potuto dare il massimo. In ogni caso ho provato le gomme, ho continuato a lavorare duramente con la squadra e penso che il bilancio della giornata sia in ogni caso positivo. Abbiamo trovato alcune cose buone per il futuro, anche se oggi onestamente mi sarei aspettato di essere più veloce. Solo che le condizioni non erano granché ed ho preferito non rischiare troppo". 

Stai continuando a guardare i dati di Aleix, o preferisci andare per la tua strada?
"Guardo sempre i dati del mio compagno di box, mi serve per capire come guidano gli altri questa moto, come aprono il gas o anche come frenano. Ma come a Misano, ho provato a lavorare a modo mio, senza concentrarmi troppo su quello che fa Aleix. Ho il mio stile cerco di adattare la moto a questo. Di base vedo che facciamo enormi passi in avanti ogni volta che scendiamo in pista, da un giorno all’altro. Sono certo che proseguendo su questa strada arriveremo al top".

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