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MotoGP, Martìn: "Stoner è una leggenda, mi piacerebbe avere qualche suo consiglio"

"Ho visto su Instagram che era qui e spero di poterci parlare stasera, è una leggenda e ascoltare i suoi consigli sarebbe bellissimo. Avevo paura di venire qui a Portimao, ma ora sono tranquillo"

MotoGP: Martìn: "Stoner è una leggenda, mi piacerebbe avere qualche suo consiglio"

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Correre a Portimao non è una questione semplice per Jorge Martìn. L'incidente che ha avuto qui lo aveva spaventato al punto da fargli pensare al ritiro, come ha confessato ieri durante le interviste che precedono il Gran Premio. Ma lo spagnolo non difetta certo in coraggio, ed oggi a dispetto dei giusti timori che poteva avere nell'affrontare un tracciato che ha quasi messo la parola fine alla sua carriera, ha pensato solo a dare del gran gas chiudendo la giornata in 11a posizione ed appena fuori dalla lista degli eletti che si sono guadagnati il momentaneo passaggio alla Q2. 

Jorge è in piena lotta con Enea Bastainini per conquistare il titolo di rookie of the year e sa di dover assolutamente mettere da parte le paure e concentrarsi solo a dare il massimo in pista per vincere questa sfida tutta interna in Ducati. Oggi Zarco è stato più incisivo di lui sull'altra moto di Pramac, ma conoscendo il temperamento di Martinator non ci sarebbe nulla di strano a trovarlo domani in piena lotta in qualifica per un posto in prima fila. 

L'unico rimpianto di oggi per Jorge è non aver incontrato uno dei miti della sua infanzia, ovvero Casey Stoner. 

“Non ho potuto incontrare Casey, ho visto oggi su Instagram che era qui e mi sono anche arrabbiato un po’ perché lui è stato l’unico a vincere con la Ducati, mi sarebbe piaciuto incontrarlo e spero di poterlo fare oggi - ha detto Martìn - Mi piacerebbe parlare con lui, farmi una foto perché è una leggenda di questo sport. E penso che sarebbe interessante avere qualche suggerimento da un pilota come lui”. 

Come è andata oggi?
“Oggi è stata una giornata molto positiva in generale. Stamattina mi mancava un po’ di confidenza, la temperatura era troppo bassa. Poi onestamente ero anche un po’ spaventato nella curva della mia caduta e lì perdevo un po’ di tempo. Ma le sensazioni non erano male, poi dopo alcune modifiche alla moto mi sono subito sentito benissimo ed ho anche un buon passo. All’inizio ho provato con la media al posteriore, ma alla fine ho tentato un time attack e mi sono mancati solo tre millesimi per stare nella Q2 provvisoria. Ho fatto alcuni errori, ma anche dei passi avanti quindi sono felice in generale per la giornata. So che abbiamo margine per migliorare molto”.

Eri preoccupato, alla fine come è stato il ritorno a Portimao?
“La FP1 è stata un po’ strana per me, mentre già in FP2 mi sono sentito tutto sommato normale ed ho potuto guidare in modo più naturale. Mi sono avvicinato alla top ten, credo di aver chiuso a circa un decimo dal settimo tempo il che mi fa capire quanto sono vicino. Il mio obiettivo è lottare per la top five in questo weekend e domani spingerò per riuscirci”.

Credi che questa situazione possa in qualche modo rallentarti nel weekend?
“Non voglio trovare scuse, anche perché pensavo che correre qui sarebbe stato più difficile sia dal punto di vista mentale che fisico. Ma mi sto trovando bene in sella, sono costante ed in alcune curve sono anche più veloce di Pecco. Semplicemente ci sono due o tre punti in cui posso fare dei passi in avanti e sono palesi, quindi sono abbastanza sicuro di fare davvero dei passi in avanti per domani”. 

Chi vedi come favorito per domenica?
“Qui tutte le moto funzionano bene, io soffro un po’ per colpa del mio stile di guida in alcuni tratti della pista, ho alcuni punti deboli. Ho girato un po’ dietro Quartararo e rispetto a lui di certo soffriamo ancora molto nel far curvare la moto. Ma in altri punti siamo più efficaci, quindi so di potermi avvicinare sfruttando questi. Poi su questa pista, che non ha eguali da nessuna parte, il pilota deve metterci del suo”.

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