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Verso la prova: Yamaha YZF-R1 GYTR, il meglio di Iwata

Una superbike che non è in vendita, ma che può essere assemblata attingendo all’infinito catalogo Yamaha, che la rende una vera e propria Factory Racing

Moto - Test: Verso la prova: Yamaha YZF-R1 GYTR, il meglio di Iwata

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Genuine Yamaha Technology Racing, ovvero GYTR: praticamente il meglio che la Casa di Iwata può offrire ai suoi clienti più esigenti quando si parla di trackday. Le GYTR di Yamaha sono animali mitologici, perché non le troverete nella gamma ufficiale del marchio, ma non parliamo certo di superbike di fantasia: per averle basta attingere da un catalogo più che vasto, cucendosi addosso la propria prontopista secondo gusti ed esigenze diverse.

Dalla standard alla GYTR: cosa cambia

Iniziamo dal chiarire che, proprio perché la GYTR non è un modello a sé, non può esistere senza partire da una base, che nel nostro caso è la YZF-R1 (ma lo stesso processo si può attuare con la R6 e presto anche con la neonata R7). Il catalogo di accessori racing permette di trasformare letteralmente una delle supersportive di maggior successo commerciale dell’ultimo quarto di secolo in una moto da gara: della versione standard rimangono solo motore, telaio, forcellone e quadro strumenti. Per il resto ci si può sbizzarrire con sospensioni, freni racing firmati Brembo, sospensioni Ohlins, centralina e mappature dedicate, scarico Akrapovic, piastra di sterzo, pulsantiera manubri, cablaggi, pedane, sovrastrutture altri dettagli che si scoprono scorrendo il catalogo dedicato sul sito Yamaha.

Obiettivo perfezione

Una cura rivitalizzante che permette alla Yamaha R1 di perdere 15 kg guadagnando 12 CV, che si sommano ai 200 già previsti di serie. Non certo una piccolezza visto lo standard già altissimo e soprattutto se si considera che scalciano sotto una moto che in ordine di marcia fa segnare solo 184 kg sulla bilancia. L’obiettivo dei tecnici di Iwata naturalmente è uno e uno solo: rendere ancora più evidenti i tanti pregi della R1 limando i pochi difetti o limiti della superbike giapponese, per restituire al cliente la sensazione di avere per le mani una vera e propria lama da trackday.

L'esperimento di Iwata

Il futuro delle maxi-sportiveIl progetto GYTR di Yamaha, che ha visto oltre al catalogo accessori dedicato anche l’introduzione della limited edition 20° Anniversario andata sold out in poche ore nel 2019, è quel tipo di “esperimento” che potrebbe donare nuova vita alle supersportive oltre il litro di cilindrata: ormai troppo racing per girare su strada, ma non abbastanza pronte alla pista per soddisfare l’appetito della stragrande maggioranza degli utenti, che una volta acquistate le trasformano a suon di accessori aftermarket. Yamaha sembra aver preferito un programma di customizzazione al solito restyling, e infatti la R1 è la più "vecchia" del segmento, con l'ultima versione datata 2019. La divisione racing di Yamaha sarà sulla strada giusta? Per scoprirlo non dovete far altro che aspettare la nostra prova della Yamaha YZF-R1 GYTR sul sito e sul nostro canale YouTube.

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