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Tregua sui dazi USA-UE: Harley-Davidson esulta

Il cambio di rotta, voluto dal nuovo presidente USA Joe Biden, porta ad una tregua commerciale con i Paesi dell'Unione Europea, in attesa di un accordo globale sugli scambi di acciaio ed alluminio

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Il tema è caldo e può cambiare le carte in tavola sull'appetibilità di un brand, viste le percentuali in gioco. Ne abbiamo parlato in passato infatti, quando all'orizzonte si complicavano le cose per marchi come Harley-Davidson, penalizzato dalla zavorra potenziale del 56% di dazi (qui il nostro articolo).

Facendo un passo indietro, la battaglia sui dazi nasce nel 2018, quando l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto dazi in entrata per l'Europa, del 25% sull'acciaio e del 10% sulle importazioni di alluminio. Di risposta l'UE ha introdotto tasse per circa 6.5 miliardi di euro sulle importazioni dagli Stati Uniti, che hanno penalizzato, tra l'altro, proprio le motociclette della Casa americana. Per raggirare il balzello in H-D hanno dapprima spostato la produzione in Thailandia, utilizzando la Binding Origin Information (BOI). In pratica assemblando e producendo ricambi fuori dagli Stati Uniti la Motor Company era riuscita per alcuni modelli a tenere i dazi al 6%. Nell'aprile 2021 l'Unione Europea ha modificato la norma, rendendo di fatto inutile questa furbizia. I dazi applicati sono così saliti fino al 56%.

Cambiato presidente, gli USA stanno ora tornando sui loro passi ed hanno appena concordato con l'Europa una tregua commerciale, proprio per evitare danni ingenti alle industrie coinvolte, in attesa di concorare i dettagli di un accordo definitivo. Il commissario europeo per il commercio Valdis Dombrovskis ha dichiarato via Twitter che è stato infatti deciso di sospendere la controversia commerciale su acciaio ed alluminio, avviando in parallelo un tavolo per raggiungere un accordo globale sul tema. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a sua volta asserisce che rimuove immediatamente i dazi sulle importazioni dall'Unione Europea riduce i costi per i consumatori americani e garantisce all'industria siderurgica statunitense di essere più forte e competitiva. 

Tra i soggetti coinvolti c'è sicuramente Harley-Davidson, mentre la rivale Indian era al riparo grazie al suo sito produttivo in Polonia. Nell'attesa della definizione di un accordo definitivo, il futuro del marchio americano nel vecchio continente appare però ora meno incerto e si intravede un importante tassello per l'uscita dalla crisi che lo ha visto protagonista negli ultimi anni. Sia mai che il tutto si traduca, per noi noi motociclisti, nell'arrivo di qualche nuovo modello con tempistiche più ridotte, rispetto a quanto immaginato. Staremo a vedere.

 

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