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MotoGP, Bagnaia: "Gioco di squadra? Spero di no, dopo Austin mi hanno massacrato"

"Devo solo pensare a essere il più veloce, sull'asciutto e sul bagnato. In Moto3 a 18 anni? Mi sembrano troppi, la cosa importante è prevenire gli incidenti con penalità vere"

MotoGP: Bagnaia: "Gioco di squadra? Spero di no, dopo Austin mi hanno massacrato"

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Quando guidi una Ducati la pioggia non è mai un problema, anzi, il suo opposto. Infatti, dopo il primo giorno di prove libere sul bagnato a Misano, sono 5 le rosse nel primi 10. Bagnaia è 8°, ma non troppo preoccupato.

In sella mi sentivo alla grande, so che il nostro potenziale sul bagnato è molto alto, ma non sono riuscito a mettere insieme un giro senza errori, infatti il mio tempo ideale era 6 decimi più veloce - ha sottolineato - In questo momento Zarco e soprattutto Miller sono più competitivi di me, ma non è un problema”.

La pioggia potrebbe essere un alleato per tenere aperto il campionato, considerando che Quartararo non lo ama molto.

“Sono sicuro che domenica Fabio sarà molto veloce - ha continuato Pecco - Io devo lavorare su me stesso per essere più costante. Oggi avevo il passo dei migliori, ma ho ancora tanto lavoro da fare. So che il mio potenziale sull’asciutto è più alto e che la Yamaha sul bagnato fatica di più, ma io devo migliorare per essere il più veloce in entrambe le condizioni”.

Però, con tante Ducati competitive, si potrebbe pensare al gioco di squadra contro Quartararo.

Spero vivamente che non succeda, mi hanno già massacrato abbastanza dopo Austin, quando non avevamo deciso nulla a tavolino - ha detto ricordando il passaggio agevolato su Miller - Io rimango concentrato sul fare il mio massimo, se Jack sarà più veloce di me non penso che si saranno ordini di scuderia”.

Bagnaia, infine, ha commentato la proposta di innalzare a 18 anni l’età minima per entrare nel motomondiale.

Due anni in più mi sembrano un po’ troppi - la sua opinione - Sedici sono abbastanza per essere maturi, non penso cambierà molto. Piuttosto bisogna continuare ad agire come con Oncu dando delle penalità vere, quello è l’unico modo per insegnare”.

Il ducatista è per la ‘tolleranza zero’.

Fare perdere 20 minuti in un turno non serve a niente - ha continuato - Se invece resti a casa per due gare capisci che non devi farlo più. Devono dare però queste penalità vere anche in prova, dove spesso vediamo comportamenti sbagliati, e anche quando non si provoca un incidente. Per esempio, Alcoba ha fatto su Masia la stessa manovra di Oncu, gli ha tagliato la strada. Bisogna prevenire gli incidenti”.

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