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MotoGP, A. Espargarò: "Mi è uscito il 'giro a banana', sono vecchio per queste cose"

"Ogni tanto riesco a dare tutto in un singolo giro, ma non ho più 20 anni e non posso farlo sempre. Siamo andati forte, ma in realtà non mi sono divertito. Complimenti a Dorna per la regola sull'età, secondo me si dovrebbe tornare sulle minimoto"

MotoGP: A. Espargarò: "Mi è uscito il 'giro a banana', sono vecchio per queste cose"

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Aleix Espargarò ha messo a segno oggi quello che Massimo Rivola ha definito “il giro a banana”. Per chi non fosse un assiduo frequentatore di track day, il senso di questa frase è ovviamente legato al classico giro a vita persa, che si tira fuori quando si tratta di dare il tutto per tutto nei minuti decisivi di una sessione. 

Una pratica che ad Aleix è sempre riuscita abbastanza bene in carriera e che oggi gli ha garantito un terzo tempo nella combinata che da solo ha regalato un sorriso ai ragazzi nel box di Noale, già deliziato dal settimo tempo di Lorenzo Savadori. Ma la situazione è più complessa di quanto questa prestazione possa suggerire per Espargarò, che pur avendo tirato fuori questo giro quasi perfetto, sa di non avere un passo altrettanto valido. 

"Rivola ha detto che ho fatto il giro a banana? Significa rischiare un giro alla morte? In effetti è così, ma normalmente non mi piace farlo. Perché rischi molto, ma io corro in MotoGP da tanti anni e conosco queste gomme. Si riscaldano molto velocemente in alcune circostanze, quindi ho aspettato l’ultimissimo momento utile per fare un giro al massimo e in pratica c’era una riga completamente asciutta da seguire in pista quindi è bastato mettere le gomme lì. Solo per un giro, perché dopo le gomme si surriscaldano e la moto non si controlla. Adesso non ho più 20 anni, ne ho 32 quindi il giro matto non mi riesce più come prima ma se serve lo tiro fuori!".

Ma togliendo dalla lista il giro buono, come reputi la giornata?
"Oggi ho fatto un giro buono, ma non è stata una buona giornata per noi. Oggi abbiamo faticato molto, non solo io ma anche Lorenzo e Maverick non abbiamo trazione. In accelerazione la moto è rigida e non abbiamo grip. Nel pomeriggio ho provato una bella modifica alla geometria della moto ma non è andata molto meglio. Spero che domani si possa ancora migliorare, ma dipenderà molto dal meteo". 

Domenica quindi serve una gara intera fatta come il giro singolo?
"Se il gusto della banana è quello di oggi, lo adoro! Scherzi a parte, oggi sinceramente non mi sono divertito molto sul bagnato con la moto, non avevo le giuste sensazioni. Frenavo forte, ma mancava grip in accelerazione. Ho modificato la geometria della moto, ha funzionato ma solo poco. Ho visto che la pista si stava asciugando ed ho messo tutto in quel singolo giro ed ha funzionato. Diciamo che il giro a banana mi è uscito particolarmente bene". 

Tu sei stato uno dei promotori del cambio di regolamento sull'età minima. 
"Sono d’accordo con questo cambio di regolamento sull’età, voglio congratularmi con Dorna. La settimana scorsa ho passato un’ora al telefono con Carlos Ezpeleta ed abbiamo parlato di tantissime cose, perché mi piace mettere la mia esperienza a disposizione per migliorare la sicurezza. Parlando da tifoso, so che è una cosa che potrebbe non piacere. Io ad esempio sono salito sulla MotoGP a 19 in America ed è stato bellissimo. Ma i tempi sono cambiati ed è troppo pericoloso quello che succede in pista. A me sembra che i ragazzini in Moto3 non siano preparati e succede anche nei campionati junior spagnolo e italiano. Per correre prima di una certa età ci sono i kartodromi, dove puoi girare con moto piccole e imparare tantissimo e se cadi lì sei a 80 e non a 180 km/h. Questa scelta della FIM è corretta, mi piace che stiamo migliorando sulla sicurezza in tanti aspetti. Nelle minimoto si imparava tantissimo, mentre in Spagna si è persa questa tradizione. Lì puoi imparare tantissimo, sarebbe giusto cominciare da lì e non dalle Moto3". 

Tu sei sempre tra i più presenti sul tema sicurezza, come mai pensi sia importante la tua opinione per Dorna?
"Per me è molto importante per noi piloti MotoGP dare le nostre opinioni sulla sicurezza. Quest’anno è stato durissimo per noi, abbiamo perso tre ragazzi ed è stato difficile gestire tutto al meglio. Non so fino a quando correrò, ma so che anche se potessi aiutare dello 0.01% per migliorare le cose lo farò. In qualsiasi ambito in cui posso aiutare per la sicurezza lo farò, anche se so che hanno già tante persone molto intelligenti che ci lavorano, ma nessuno di loro è un pilota della MotoGP e penso che sia sempre giusto utilizzare le nostre esperienze. Hanno cambiato molto sulla sicurezza, penso che la MotoGP debba essere lo specchio per tutte le altre classi". 

Secondo te come mai c'è questa tendenza di voler salire subito sulle moto grandi?
"
Penso che in Italia le minimoto siano sparite dopo, mentre in Spagna questa cosa è successa molto presto. Ad un certo punto sono arrivate le moto 50 con gomme più alte e queste moto da un certo punto di vista sono più simili alla Moto3. Ma io ricordo che sono saltato sulla 125 a 12 anni e mi sono ritrovato ad oltre 200 km/h a Barcellona, e questa è una pazzia. Penso che le minimoto debbano tornare dovunque, abbiamo piste bellissime in tutta Europa e quelle piste servono a migliorare moltissimo la propria tecnica di guida. In Aprilia abbiamo la 250 costruita in partnership con Ohvale ed è una moto stupenda, molto fisica con cui ci si allena moltissimo. Anche Savadori ne ha una, come me e la utilizzo molto in allenamento. Perché andare in piste enormi troppo presto? Spero che questo tipo di moto e scuola torni presto". 

Il 2022 potrebbe essere il tuo ultimo anno da pilota, magari potresti tornare in qualche ruolo per Dorna proprio riguardo la sicurezza?
"In realtà non ho deciso nulla. Quando le cose vanno male nel lavoro che fai, pensi tanto a cose come il ritiro. Ma io oggi mi diverto sulla moto, con la squadra e mi sento forte come non lo sono mai stato prima. Non penso al futuro ma non mi spaventa. Voglio vedere come vanno le cose, l’anno prossimo scadrà il mio contratto e potrebbe anche essere l’ultimo in MotoGP, ma sono orgoglioso di quello che ho fatto in questo campionato e penso sia abbastanza per me. Io adoro la MotoGP ma non voglio restare qui oltre il dovuto. Io sono abbastanza giovane magari da fermarmi con le gare ma potrei restare come test rider magari. Non mi piace ad esempio l’idea di fare il manager e stare 200 giorni all’anno lontano dalla mia famiglia, di questo sono sicuro". 

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