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SBK, San Juan: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Toprak vola verso il titolo a passi di tango, Redding riscopre il proprio animo rock, mentre Rea accorda in tempo la Kawasaki per il gran finale con Bassani che supera a pieni voti il ballo di debuttanti

SBK: San Juan: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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La Superbike tornava a varcare i confini del Vecchio Continente dopo un anno e mezzo dal diffondersi della Pandemia e per quanto visto nelle ultime gare le premesse sembravano essere delle migliori. Tutto rispettato in pieno, come da copione, per quello che è stato il ballo di San Juan.

Le specialità è il tango e a quanto pare c’è chi non se la cava per niente male, imparando velocemente i passi. È il caso di Toprak e della Yamaha, che si avvicinano sempre più al titolo, così come di Axel Bassani, che supera a pieni voti il tradizionale ballo dei debuttanti.

C’è chi invece il tango non sembra molto digerirlo e allora meglio mettere in mostra il proprio animo rock, come nel caso di Scott Redding. E chi invece si ritrova con una Kawasaki non perfettamente accordata, riuscendo però a sistemarla in tempo per il gran finale.

Questo è quanto ci hanno mostrato i protagonisti della Superbike in Argentina in una corsa Mondiale che si deciderà tra un mese. C’è chi però il titolo lo ha già messo in cassaforte, ovvero Dominique Aegerter, nuovo campione nella 600.  

IL BELLO – E allora non possiamo che premiare lo svizzero per la sua impresa nella SuperSport. In inverno Ten Kate ha puntato forte su di lui e l’elvetico non ha tradito le attese, facendo centro al primo colpo. Una stagione in cui Aegerter ha lasciato alla concorrenza soltanto le briciole, considerando che questo Mondiale sarebbe arrivato ben prima, se un mese fa non avesse saltato la tappa di Barcellona per saltare in sella alla MotoE a Misano. Nell’elettrico il sogno è sfumato sul più bello, in SSP ha saputo prendersi la propria rivincita.

IL BRUTTO – In Argentina mancava Tom Sykes, che come ben sappiamo ha dovuto fare i conti con l’infortunio di un mese fa a Barcellona. La motivazione riguardante l’assenza del 66 è da ricondursi alle brevi tempistiche legate alla trasferta in Sudamerica. Secondo i rumors del paddock, pare siano volati gli stracci in casa BMW, tanto che Tom potrebbe saltare anche la tappa conclusiva di Mandalika. Se così fosse sarebbe un vero peccato, perché questo non è certo il finale che merita uno come Tom, il quale ha curato fin dall’inizio il progetto della moto tedesca.

IL CATTIVO – Le carte a sua disposizione erano ben poche, tanto che bastava una mossa sbagliata per mandare tutto in fumo. A far saltare il banco ci ha però pensato Manuel Gonzalez, facendo svenire sul nascere le speranze di Odendaal nel rinviare la festa di Aegerter. Lo spagnolo ha sbagliato i tempi al via di Gara 2, centrando in pieno il sudafricano e servendo su un vassoio d’argento il titolo allo svizzero. Un finale amaro per il portacolori Evan Bros, tanto da finire a terra una seconda volta. Questa volta però facendo tutto da solo.   

LA CONFERMA – Toprak Razgatlioglu è una sentenza a tutti gli effetti. Cambiano le piste e lui è sempre la davanti a lottare per la vittoria in sella alla sua Yamaha. Al Villicum è infatti arrivato a toccare quota 13 successi. Se fosse il totocalcio, ci sarebbe una vincita da riscattare!    

LA DELUSIONE – Se qualcuno l’ha visto è pregato di battere un colpo. A San Juan ci aspettavamo una prova di continuità da parte di Alvaro Bautista, invece lo spagnolo ha dovuto fare i conti con un weekend a dir poco tribolato, dove tra l’altro è tornato a riassaporare la ghiaia in Gara 1. Speriamo che in Indonesia riesca a invertire subito la rotta per chiudere al meglio il biennio con Honda prima di saltare sulla Ducati.

L’ERRORE – Sarebbe stato bello vedere anche Scott Redding in lotta per il Mondiale a Mandalika, invece l’aritmetica lo ha condannato prima del tempo. Quella caduta al via di Gara 1 pesa infatti come un macigno per il portacolori Aruba, macchiando di fatto il weekend argentino. Gli applausi sono però per il testa a testa con Toprak nella Superpole Race e la vittoria di Gara 2. Un successo dove Scott ci ha messo cuore, rabbia e determinazione.

LA SORPRESA – Il ballo dei debuttanti è sempre un rebus, ma a quanto pare Axel Bassani non ha tradito le attese. Giù il cappello di fronte alla prestazione dell’alfiere Motocorsa, chiamato a fare i conti con una pista a lui sconosciuta. Il pilota veneto non si è però sottratto alla sfida, centrando inizialmente la prima fila e in seguito provando a lottare con i migliori. Il podio è sfumato, ma la strada da seguire è senza dubbio quella giusta.

IL SORPASSO – Questo finale di stagione della Superbike ci sta facendo davvero divertire. Anche in Argentina abbiamo assistito a gare combattute tra sorpassi, controsorpassi e staccate al limite. Difficile fare una scelta, anche se noi premiamo l’infilata di Scott su Toprak che gli ha consentito di andare in fuga in Gara 2.  

LA CURIOSITA’ – Sembrava essere un predestinato dopo quella vittoria di Valencia nel 2018 alla sua prima gara in Moto3 come wildcard. Peccato che le porte del Motomondiale si siano chiuse ben presto per Can Oncu, costretto a trovare un’alternativa nel paddock delle derivate. Con un terzo e un secondo posto ottenuto, quello di San Juan è stato il miglior weekend di sempre nella SuperSport.

IO L’AVEVO DETTO – Toprak dopo la Superpole Race della domenica mattina: “Devo guardarmi da Rea per Gara 2”. Chissà mai non fosse tutta pretattica?

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