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Kawasaki svela la sua prima moto ibrida, con un motore elettrico

Dopo gli annunci di pochi giorni fa, ecco la moto ibrida benzina / elettrica. Sarà la prima di una serie che vedremo presto in produzione

Moto - News: Kawasaki svela la sua prima moto ibrida, con un motore elettrico

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Solo pochi giorni fa avevamo parlato di un futuro di moto elettriche, ibride ed a idrogeno (qui il nostro articolo) ed ecco che Kawasaki svela un primo prototipo di moto ibrida, che unisce alla propulsione a benzina un aiuto elettrico. Si tratta di un primo passo verso quell'obiettivo dichiarato (daltronde si tratta di un obbligo previsto dall'Unione Europea), di cessare la produzione di veicoli alimentati a carburante fossile a partire dal 2035

Se l'obiettivo iniziale è di mettere a listino dieci motociclette elettriche o ibride entro il 2025, questo primo prototipo potrebbe non solo diventare presto un modello di serie, ma avere numerose sorelle, certamente anche qualcuna totalmente priva di un propulsore a benzina, di qui a breve.

I primi dettagli sembrano svelare una base di partenza nota, la Ninja 400 sembra, a cui viene aggiunto un piccolo motore elettrico ed un cambio semiautomatico. Di quest'ultimo ne avevamo parlato qualche mese fa (qui l'articolo sul tema) e sembra essere una soluzione perfetta per lo scopo, come ci dimostra il mondo delle quattro ruote. Qualcuno avrà già iniziato a storcere il naso, ma non è una novità. Spesso il settore delle moto vede arrivare, qualche anno dopo, tecnologie e soluzioni sviluppate inizialmente per le auto. Alcune cose restano differenti, ma l'interazione tra termico ed elettrico invece funziona in modo analogo. Quindi è normale che la trasmissione debba essere studiata per sfruttare al meglio le sinergie tra due tipologie di propulsori che funzionano spesso in modo complementare l'una all'altra. L'elettrico offre il meglio (sia in termini di coppia che di efficienza) a zero giri e nella prima parte del range di erogazione, mentre il motore a benzina ha doti di allungo che possono giovare all'autonomia della batteria. Così la trasmissione ha il compito di mettere in gioco uno dei due propulsori, o all'occorenza entrambi, in base alla necessità. 

Lo scopo di tutto questo è ovviamente un contenimento delle emissioni, che nei prossimi anni diventerà un'esigenza sempre più difficile da assecondare, con i futuri obblighi delle normative che andranno in vigore. Come già visto nel settore automobilistico, l'elettrificazione diventa la strada economicamente più conveniente, visti gli ingenti costi necessari ad abbassare le emissioni utilizzando esclusivamente la benzina. Un aiuto, quello elettrico, che per Kawasaki potrebbe andare di pari passo con quello della sovralimentazione, in cui già da anni (con i modelli H2) la casa giapponese ha avuto modo di specializzarsi ed accumulare esperienza. 

Se qualcuno ancora oggi asserisce che l'ibrido è una soluzione di poca fattibilità, alla luce degli inbombri e dei pesi aggiuntivi (non ultima la batteria a 48 volt presente sul prototipo Kawasaki) che su una moto sono eccessivamente penalizzanti, la casa di Akashi sembra pensarla in moniera differente. Vedremo nei prossimi anni quali saranno gli sviluppi e se l'elettrificazione diventerà effettivamente una soluzione a 360° o se resterà vincolata prettamente alla mobilità urbana.

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