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EICMA, gli assenti 2021 torneranno in futuro?

La pandemia ha portato alla cancellazione dell'edizione 2020 e ad un Eicma 2021 un po' diverso e con qualche importante defezione, Ducati, BMW e KTM su tutti. Dal prossimo anno si tornerà alle vecchie abitudini, o si apre un nuovo modo di far comunicazione?

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Il tema è caldo, visto che l'autunno per gli appassionati delle due ruote è sinonimo di Eicma. Dopo un 2020 "orfano" della manifestazione per gli ovvii motivi che conosciamo, ci si appresta ad un (parziale) ritorno alla normalità. L'edizione 2021 (qui prezzi e dettagli) sarà spostata in avanti di qualche settimana rispetto alle canoniche date (si apre alla stampa il 23 e 24 novembre, al pubblico da mercoledì 25 fino a domenica 28), ma soprattutto vivrà il clima di parziale incertezza, legata alla pandemia, non solo strettamente per gli aspetti sanitari, ma anche per quelli economici. Inutile negarlo, ci si aspetta una affluenza più limitata (ma speriamo di sbagliarci) e qualcuno si è giustamente fatto i conti in tasca. Da un lato abbiamo una partecipazione confermata da tanti dei grandi marchi, con le "quattro sorelle" giapponesi (Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki), affiancate da altri brand strategici come Triumph, Benelli ed il Gruppo Piaggio (quindi anche Aprilia, Moto Guzzi e Vespa). Conferme sono arrivate anche da Fantic Motor, Royal Enfield, Kymco, Sym ed altri ancora. A far notizia sono invece le defezioni di BMW, del gruppo KTM e di Ducati. Ne abbiamo parlato qualche settimana fa (qui il nostro articolo), ma quello che ci chiediamo (e non siamo i soli a farlo) e se questa sia una edizione "transitoria" per poi tornare alla situazione "ante Covid", oppure se il momento storico che stiamo vivendo abbia accelerato un processo comunque in essere.

Tanto per essere chiari, il mondo delle due ruote segue a ruota (scusate il gioco di parole) quello delle auto. A volte ci mette anche 5-10 anni, ma arriva esattamente alle stesse decisioni. Ne abbiamo esempi sul fronte tecnologico, pensate all'adozione dell'ABS, del controllo di trazione e stabilità (ESP o ABS cornering se applicato ad uno o all'altro ambito), ma anche le strategie commerciali e di comunicazione si copiano a distanza. Guardando alle manifestazioni espositive, Eicma concentra molto tutto il settore ed è sicuramente la più importante a livello planetario, mentre le auto hanno con il tempo diluito su più eventi gli sforzi di comunicazione. I motivi sono vari, inclusi mercati diversi con modelli, versioni o addirittura marchi che sono specidici per continenti o nazioni e che altrove non esistono. Di fatto però il processo di "distaccamento" dai grandi saloni dell'auto è in corso da tempo. Le case automobilistiche preferiscono concentrarsi su presentazioni virtuali, oppure sulla rete vendita, lontano l'una dall'altra (sia in senso geografico che temporale), per monopolizzare l'attenzione. Non a caso quello che ad oggi è l'evento più importante, il Geneva Motor Show (o salone di Ginevra se preferite), ha appena annunciato l'annullamento anche per il 2022, la terza a saltare dall'inizio della pandemia. Eicma sembra lontana anni luce, visto che tolta la parentesi del 2020 già quest'anno prova a rilanciarsi (anche con un cambio di logo e nome - qui i dettagli), però una riflessione se la stanno iniziando a fare un po' tutti.

Inutile nascondersi, il riscontro rispetto al ritorno di un investimento ingente (partecipare può voler dire una spesa di milioni di euro per le case più importanti), è difficile da quantificare. Quante moto si vendono in più o in meno, quanto cambia il valore del marchio e altre valutazioni sono davvero difficili da fare e lasciano sempre spazio ad un grosso margine di errore. Qualcuno già prima del Covid si era posto il problema ed aveva diversificato o chiuso in parte i rubinetti. Il primo caso è quello di Ducati, che con il Ducati World Premiere ha (con successo) spostato l'attenzione sul brand e sulle sue novità, presentandole fuori dagli spazi espositivi milanesi, nei giorni e nelle settimane prima dell'inizio di Eicma. Quest'anno la scelta è stata quella di rinunciare a mostrarle dal vivo, puntando invece ancora più forte sulle presentazioni virtuali (qui il nostro articolo sulle date del Ducati World Premiere 2022). Un altro esempio di cambiamento è invece quello di BMW, che già nell'edizione 2019 di Eicma ha stravolto e ridotto di parecchio il proprio stand. Una linea di pensiero e comunicazione che trova conferma nella defezione per il 2021, che suona più come un addio, piuttosto che come un arrivederci. Lo ha annunciato in modo trasparente a gennaio di quest'anno (qui uno dei nostri articoli), con l'intenzione di sostituire Eicma, Intermot e gli eventi tradizionali con nuovi format digitali. Analogo discorso sembra aver fatto KTM, anche se per ora in modo meno definito, lasciando quindi aperta la strada di un ritorno in presenza.

Difficile dire fin da oggi se rivedremo questi tre colossi del mondo delle due ruote ad Eicma in futuro o se altri seguiranno la loro strada. Se per ora BMW sembra aver già deciso, Ducati e KTM (con essa anche Husqvarna) potrebbero esserci, ma la riflessione già in atto ha subito una brusca accelerazione con il Covid e nei prossimi anni vedremo se la strada del settore automobilisti sarà seguita anche da quello motociclistico. Le differenze ci sono, perchè una moto si sceglie "di pancia e di cuore" più di un'auto e toccare con mano i vari prodotti e ancora una esigenza sentita, però gli indizi che portano a prevedere un futuro meno legato a manifestazione come Eicma ci sono e vanno anche sotto il titolo di elettrificazione (al momento tiepido, ma in rampa di lancio almeno per la mobilità urbana) e politically correct.

Ricordiamo infatti che parte del pubblico era ed è attratto anche da altro, rispetto alle moto ed alle biciclette. Il gentil sesso è da sempre legato ad Eicma, con stand zeppi di belle ragazze che quest'anno per ovvi motivi saranno di meno e che in futuro potrebbero scomparire, come sono scomparse dalla pit lane del mondiale di Formula 1. Per ora siamo ancora nell'ambito delle illazioni, ma questa nostra riflessione qualcuno l'ha sicuramente già fatta. 

 

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