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Casco: conviene cambiarlo o “rinnovarlo”?

Le case suggeriscono di cambiarlo dopo cinque anni, ma con un utilizzo intensivo può deteriorarsi negli interni ed in altri dettagli anche prima. A tutto (o quasi) però c’è rimedio

Moto - News: Casco: conviene cambiarlo o “rinnovarlo”?

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La vita da tester cambia un po’ il punto di vista. Prima di iniziare questo lavoro i caschi si cambiavano piuttosto raramente, ricordo ancora i “miei” tre integrali (il primo, di cui ogni dettaglio dell’acquisto mi è rimasto in mente come se non fossero passati più di 25 anni, purtroppo è andato smarrito) che hanno accompagnato la mia vita di motociclista fino al 2012, anno in cui ho iniziato a scrivere di moto, provandole e testando anche abbigliamento e caschi. Il primo non aveva gli interni lavabili, si puliva (per quanto pulire è un termine forse esagerato in questo caso) con una schiuma a secco, che se non altro gli ridava un sentore di profumo. Si usavano anche i sottocaschi per cercare di migliorare la situazione, visto che quelli sì che erano facilmente lavabili. Poi scoprii un mondo nuovo con quelli lavabili, ma anche avendo cura di farlo nel modo migliore, dopo qualche tempo il rivestimento iniziava a deteriorarsi, suggerendo quindi di lavarlo non troppo frequentemente. Alla fine quando qualche segno sulla visiera e sulla calotta, si univa ad un interno un po’ vissuto, si sostituiva il casco. Nel mio caso le tempistiche hanno sempre più o meno coinciso con quei cinque anni che i produttori indicano come vita massima consigliata per la calotta, per poter garantire una protezione ottimale. Se poi si parla di una calotta in policarbonato (Lexan, nel caso specifico) o fibra, le cose possono cambiare, ma resta il fatto che se il casco viene utilizzato con una certa frequenza, al di là della salute della calotta (qui abbiamo parlato di un metodo che consente di fare un esame), interni ed altre parti si usurano, suggerendo di far qualcosa. Normalmente si sostituisce tutto il casco, ma è l’unica strada percorribile?

VITA DA TESTER

Facciamo un passo indietro. Ho aperto l’articolo dicendo che fare il giornalista di settore cambia un po’ le prospettive di un motociclista. In quasi dieci anni credo di aver infatti utilizzato ben più di cinquanta caschi, oltre che guidato oltre 300 moto (di quelle tengo il conto, con tanto di chilometri percorsi ed altri dettagli, ebbene sì, non a caso qualcuno in redazione mi chiama ingegnere anche se in realtà non lo sono). Alcuni li ho indossati una sola volta, giusto il tempo della prova stampa di una moto o di uno scooter. Ogni prova richiede infatti un abbigliamento idoneo, spesso i caschi vengono addirittura scelti in abbinamento ai colori della moto che si andrà a provare, ma come per tutte le cose, ognuno di noi ha le sue “cose” preferite. Non fanno eccezione nemmeno i caschi. Vuoi per la conformazione della testa, per esigenze individuali, o semplicemente per gusto, si finisce ad utilizzare, al di fuori delle prove con servizi fotografici e video, più o meno sempre gli stessi prodotti. Anche io non nego di avere i miei preferiti, tra cui per uso urbano un Nolan N21 Visor che ne ha viste di tutti i colori nella sua carriera. Dopo anni di onorato servizio era ormai giunto il momento di mandarlo in pensione, ma ci ero così affezionato che la mia intenzione era quella di sostituirlo con uno identico. Si tratta di uno dei primi jet con interni lavabili (che a furia di farlo si erano però ammalorati) che è ancora uno dei best seller di casa Nolan.

Scelto il colore ed arrivato presso l’ufficio stampa, vado quindi a ritirarlo. Visto il suo “antenato” non proprio in condizioni eccellenti, mi viene proposto di “rinnovarlo”, sostituendo interni e visiere (ne ha una interna per il sole). Ormai affezionato a quell’N21, non posso dire di no, e poi c’è la curiosità di capire quanto la sostituzione dei “pezzi” lo possa riportare in condizioni paragonabili davvero al nuovo.

INIZIAMO DAL CONTO

Partiamo da una riflessione di carattere economico, il Nolan N21 Visor ha un prezzo di listino di 220 euro circa nella grafica scelta (Jetfire 70 Flat Black), mentre gli interni ne costano circa 60, la visiera principale 40 e quella parasole meno di 35. A conti fatti siamo a poco più di 130 euro, sempre che il meccanismo della visiera sia in ordine (è costituito da tre coppie di ricambi che costano circa 15 euro ciascuna, quindi altri 45 euro in tutto). Ovviamente resta la parte forse più importante, la calotta, con il rivestimento interno in polistirolo e le due parti del cinturino, stabilmente fissate alla calotta stessa. Per l’N21 Visor c’è infine il meccanismo del Vision Protection System (VPS), ovvero il sistema che con un semplice movimento abbassa ed alza lo schermo parasole interno. Va anche detto che sull’acquisto dei ricambi è difficile ottenere grossi sconti, oltre ad essere spesso da ordinare. Sul casco “intero” invece, soprattutto se ci si adatta a livello di grafica, rispetto al listino si riesce a spendere molto meno.

IL RISULTATO DELLO “SVECCHIAMENTO”

Ovviamente non è detto che si debba sostituire tutto, ma la visiera (quella principale, meno quella parasole interna) ed il rivestimento interno del casco (quindi per un valore vicino alla metà del prezzo di un casco nuovo) sono le due parti più soggette ad usurarsi. Il beneficio della visiera nuova è ovvio, è un ricambio tra i più richiesti, anche perché oltre alla normale usura, può capitare di farci un graffio o provocare una rottura accidentale. Dopo qualche anno di servizio, pur con tutte le attenzioni possibili, micrograffi e segni vari la rendono meno trasparente, quindi sostituirla con una nuova è come un cielo nuvoloso che si apre e lascia filtrare la luce del sole. La nostra curiosità era però maggiormente concentrata sul rivestimento interno.

Avevamo infatti apprezzato le differenze tra il vecchio N21 e quello nuovo che ci era stato consegnato qualche giorno prima, davvero notevoli nella calzata. Oltre a questo, anche visivamente il casco presentava dei tagli e delle cuciture provate dai tanti lavaggi, dall’uso, dalle intemperie e dal sudore. Proprio gli stessi agenti che nel tempo hanno reso l’imbottitura più sottile e meno….imbottita. Questa è proprio la cosa più eclatante, perché a “restauro” concluso, l’N21 si presenta molto meglio, ma è infilandoci la testa che si resta quasi stupefatti. Indossandolo, ora è difficile, se non impossibile, trovare differenze con il casco nuovo. Intendiamoci, interni e visiere nuovi fanno molto, ma non è al pari di un casco nuovo. Restano i segni di usura che riguardano la colorazione esterna, oltre che altri dettagli (magari più marginali ad un controllo distratto) come il cinturino e gli attacchi del rivestimento interno. Nel nostro caso non sono più perfetti, anche se comunque in grado di svolgere sufficientemente bene il loro lavoro.

IL VERDETTO, NE VALE LA PENA?

In conclusione, ne vale la pena, o conviene cambiare il casco? Dipende, dalle condizioni esterne della calotta, da come è stata utilizzato, dagli anni di servizio e, magari, dal fatto che la colorazione non sia più disponibile e la si preferisca a quelle attuali. In casi particolari, come un casco areografato o firmato da un pilota, la decisione diventa quella di rinnovarlo oppure pensionarlo, facendolo diventare un oggetto da esposizione. Ciò che è certo è che, se fino ad oggi non eravamo mai stati tentati dalla sostituzione del rivestimento interno lavabile di una casco, ora che abbiamo constatato il decadimento delle sue caratteristiche, dobbiamo ricrederci. Se pensare di farlo durare in eterno resta utopico, anche per il decadimento dal punto di vista della sicurezza dopo i “canonici” 5 anni, reputiamo che uno svecchiamento a metà carriera (ad esempio dopo un paio di anni di uso intenso e lavaggi ripetuti), potrebbe essere una scelta intelligente. La sostituzione degli interni, non ancora completamente deteriorati, potrebbe anche portare al vantaggio di poterli utilizzare mentre si lavano i nuovi, cosa pratica se si utilizza sempre lo stesso casco.

Quanto ai 5 anni come termine massimo di utilizzo di un casco, questa è (a titolo di esempio) la versione "ufficiale" di Nolan: "Trascorsi 5 anni dalla data di acquisto, raccomandiamo vivamente, a tutela della sicurezza, di prendere in seria considerazione l'acquisto di un nuovo casco. Particolari fattori ambientali, uso improprio del prodotto, urti accidentali, normale usura dell'interno e dell'esterno, coinvolgimento in incidenti, seppur di lieve entità, etc., potrebbero aver influito anche in misura rilevante sulle caratteristiche meccaniche/fisiche del prodotto pregiudicandone le proprietà. Consigliamo, pertanto, di verificare i caschi in relazione a quanto sopra e all'utilizzo che ne è stato fatto"

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