Tu sei qui

L'Alto-Adige e lo stop alle moto: la proposta continua a far discutere

L’Assessore provinciale alla mobilità mette i puntini sulle "i" sul tema passi alpini: "Niente divieti, ora puntiamo sull’elettrico"

Moto - News: L'Alto-Adige e lo stop alle moto: la proposta continua a far discutere

Share


I Passi Alpini in Alto-Adige, ed i divieti proposti nei mesi scorsi (e negli anni addietro), risultano essere una continua diatriba che pare non voglia trovare la fine, o quasi, perché l'ultima "puntata" di questa storia, la troviamo nelle parole dell'Assessore Provinciale alla Mobilità, Daniel Alfreider, che ha precisato, "chiuso" e messo i puntini sulle "i" in merito alla cosa. Tutto questo è avvenuto dopo la riunione tenutasi  due giorni fa sulla gestione sostenibile delle aree montante altoatesine e della regione Alto-Adige. "Questi livelli di traffico, in Dolomiti, nelle valli, sono insostenibili, sono assolutamente d’accordo", ma specifica che per ora la chiusura al traffico sui passi, non è cosa fattibile.

Alfreider: "Serve collaborazione"

Tutto nasce, od almeno è l'ultima proposta a livello temporale, visto che solo il 15 settembre si era parlato di chiudere i passi al traffico, a causa delle proposte della Fondazione CDA. Ora arriva l'Assessore Daniel Alfreider a fare chiarezza, chiedendo ad Alpenverein ed al Club Alpino Italiano di fermare le critiche e di essere più collaborativi. La Provincia di Bolzano è attivissima sulla questione traffico, e dopo l'istituzione di un gruppo di lavoro con le regioni confinanti spedirà a Roma le proposte. Cosa di un paio di mesi, avvisano, proposte che punteranno al potenziamento dei mezzi pubblici, ma soprattutto sul tema dell'elettrico (e relativa rete di ricarica) e sull'idrogeno.

L’assessore Alfreider, ha così dichiarato: "Gli attuali livelli di traffico sulle Dolomiti e nelle valli altoatesine non sono più accettabili, lo diciamo anche noi. Io in particolare lo dico come cittadino di queste valli: non è più accettabile, dobbiamo fare qualcosa per gestire i flussi di traffico, ma non per impedirli con divieti". Poi continua - "Solo sull’Alpe di Siusi attualmente si contano trentatremila deroghe al divieto di transito. Tutti hanno il diritto di passare. La riduzione del traffico e l’incremento della mobilità sostenibile sono i punti principali sui quali stiamo lavorando. Ricordo il lavoro sui passi al confine con le altre regioni. Per la prima volta in assoluto abbiamo istituito un tavolo di confronto con il Veneto e con il Trentino. Insieme stiamo progettando le linee guida lungo le quali ci si muoverà in futuro. Noi vogliamo essere ottimisti, proporre progetti".

Il CAI e l’Alpenverein invece non ci stanno, vogliono chiudere i passi dolomitici ed il ladino badiota così chiude la questione: "Questa proposta deve essere accompagnata da un adeguamento della normativa nazionale. Noi invece vogliamo valorizzare chi vive nelle valli, chi lavora nelle valli, chi viene a trascorrere le proprie vacanze nelle valli. Dobbiamo lavorare affinché il traffico di transito venga diminuito, che la viabilità sia migliorata". L'idea, o meglio il suggerimento dell'Assessore, punta ad altro: "...coinvolgendo anche la mobilità funiviaria che già esiste. Se le auto vengono lasciate in fondovalle e si usano gli impianti che già ci sono, ben venga. Che noi incentiviamo solo le cabinovie per fare un favore agli albergatori non corrisponde al vero. In Badia, in Gardena, non sono stati concessi finanziamenti al riguardo, gli impianti però funzionano e costituiscono un’alternativa. Per quanto riguarda gli impianti nuovi è un altro discorso, se ne può, se ne deve parlare".

L'Assessore Alfreider così continua e chiude la questione: "Se vogliamo risolvere, occorrono ottimismo e collaborazione. C’è poco da fare, non si può andare contro il codice della strada, il diritto di circolazione deve essere garantito, se uno lavora in un’altra valle deve poterla raggiungere. Altro che criticare, il CAI, associazione nazionale di peso, intervenga a livello statale per cambiare la normativa. Mettano in pratica, ci aiutino". Per ora dunque, si parla di mobilità alternativa. Il turismo, ed il mototurismo, almeno per il 2022, sembrano salvi.

Articoli che potrebbero interessarti