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MotoGP, GP di Austin: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez sogna il Texas, Quartararo brinda al titolo. In Moto3 interviene il santo protettore dei motociclisti, l'unico che non non ha sbagliato

MotoGP: GP di Austin: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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C’è chi sogna la California, Marquez si accontenta del Texas. Ciambelle e Prosecco la merenda del campione, discutibile l’abbinamento anche se Marc garantisce che è un piatto da tre stelle (naturalmente Michelin). Intanto Quartararo si concede un aperitivo in attesa di una sbronza da titolo.

Bagnaia fa il massimo ma non basta, Mir litiga con Miller, mentre Martin e Bastiani mettono buone basi per il proprio futuro.

Una bella domenica, non fosse stato per il film horror della Moto3. La Direzione Gara sbaglia la sceneggiatura, mettendo tutto in 5 paginette. I piloti fanno il resto. Il santo protettore dei motociclisti ci mette una pezza, ma non si può sempre contare su di lui.

IL BELLO – Non tutte le ciambelle escono col buco, ma quelle che fa Marquez. Poi ne mangia una sul podio, come aveva fatto poco prima con gli avversari in pista. La fame è quella di sempre e quando riesce ad apparecchiare come piace a lui non ce n’è per nessuno. Sceriffo e col cappello da chef, la nuova trasformazione convince.

IL BRUTTO – Il Texas è ricco di petrolio e qualcuno deve avere pensato ce ne fosse anche sotto la pista di Austin. Buche, buchette, voragini, avvallamenti si spiegano solo con una campagna di trivellazioni estensiva. Meglio chiuderr tutto per il prossimo anno, altrimenti i piloti hanno promesso di chiudere il cancello del circuito. E sarebbe un peccato.

IL CATTIVO – La miccia l’ha innescata la decisione gara buttando in pista i piloti della Moto3 per una gara si soli 5 giri. L’ordigno lo ha fatto esplodere Oncu, che però non deve diventare un capro espiatorio. Chi è senza peccato scagli la prima pietra e in Moto3 sarebbero in pochi a poterlo fare. La cosa più bella è stata vedere Acosta, Migno e Alcoba rialzarsi senza un graffio, ma il limite è stato passato un’altra volta. Steward, Direzione Gara, FIM devono mettere un freno, il tempo delle parole è passato da tempo. Ora servono i fatti.

LA DELUSIONE – Un fine settimana storto capita a tutti, ma in quello di Aleix Espargarò l’unica cosa dritta è stata la sua Aprilia che scivolava sul fianco per ben 5 volte. Altro che sogno americano, è stato un incubo. Bisogna svegliarsi in tempo per Misano.

LA CONFERMA – Bestia sì, ma con il cervello. Bastianini l’ha usato quando ha visto Miller e Mir alle prese su una discussione accesa su chi dovesse passare per primo il traguardo. Fra i due litiganti è stato Enea ad avere goduto, dopo una gara in rimonta, concreta e veloce come è diventato il riminese.

L’ERRORE – È il primo dell’anno, ma non poteva arrivare nel momento peggiore. Il tuffo di Remy Gardner potrebbe costargli l’intera stagione, proprio nel momento in cui Raul Fernandez ha tutte le stelle allineate nel proprio cielo.

LA SORPRESA – Si porta ancora dietro gli acciacchi dell’atterraggio di emergenza a Portimao, ma sulla pista di Austin ha preso il volo. Jorge Martin ha raccolto una posizione in meno di quanto avrebbe meritato sul traguardo, ma lo spagnolo ha fatto vedere che non è solo tipo da giro secco. Il meglio deve ancora venire.

IL SORPASSO – Ce ne sono addirittura tre e hanno tutti per protagonista Miller. Il più facile è quello che l’australiano ha regalato a Bagnaia, il più bello quello di Jack su Mir e Binder in un colpo solo, il più contestato quello che Joan gli ha restituito con tanto di spallata.

LA CURIOSITA’ – Sette vittorie all’anno di debutto in Moto2: il record è di Marquez, Raul Fernandez lo ha già eguagliato e ha altre 3 gare per batterlo.

IO L’AVEVO DETTO – L’autore di queste righe divide l’onta con il sodale Carlo Pernat, colpevoli entrambi di avere dichiarato sabato: “Marquez lotterà per la vittoria, ma non andrà in fuga come al solito”. Vorremmo dare la colpa al jet lag per quella previsione.

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