Tu sei qui

UK: la crisi del carburante spalanca le porte alle moto elettriche?

Nel Regno Unito continuano scene apocalittiche alle pompe di benzina: ore di attesa, caccia al carburante e panico tra gli automobilisti. Ma l’elettrico non sembra comunque la risposta

Moto - News: UK: la crisi del carburante spalanca le porte alle moto elettriche?

Share


La crisi del carburante (e dei trasporti) nel Regno Unito ha fatto scomodare un sacco di politologi, esperti di economia e opinionisti di tutti i tipi: per alcuni è la naturale conseguenza di un’uscita dall’Unione Europea gestita con tanti proclami e poca effettiva coscienza, per altri un segnale dal futuro che oggi ha colpito la Terra D’Albione, ma che un domani potrebbe scagliarsi contro qualsiasi altra nazione non sia completamente autosufficiente nella filiera del petrolio. Dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo, ecco perché.

Una crisi che si poteva evitare

Chi parla di gestione sciagurata dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non ha tutti i torti, e senza soffermarci nei dettagli politici, basta aver seguito anche marginalmente l’attualità dell’ultimo anno per capire come la tanto sbandierata indipendenza si scontri con una serie di difficoltà a livello commerciale che gli inglesi vorrebbero dribblare rimanendo, seppur parzialmente, nel circolo delle comunicazioni e delle facilitazioni continentali. Il settore energetico, nella sua totalità, è uno dei punti più delicati per il futuro delle nazioni britanniche, e la crisi del carburante è solo l’aspetto che ha destato più clamore mediatico. Qui arriva il secondo punto, ovvero i media: la rincorsa al pieno che migliaia di automobilisti hanno intrapreso, affollando i distributori e rendendo praticamente impossibile avere rifornimenti per tutti ed in tempi decenti, è stata sollevata dai toni apocalittici della stampa che ha urlato alla crisi più nera facendo riversare tutti al distributore, comprese star come Cristiano Ronaldo ( o meglio, i suoi body guard), che ha dovuto fare 7 ore di fila per fare il pieno alla sua Bentley Flying Spur. Immaginate quindi quanto sia difficile per un motociclista inglese farsi un giro domenicale con il terrore di rimanere a secco di benzina.

Segnali dal futuro (elettrico)?

Non proprio verrebbe da dire: sicuramente in un Paese dove i 125 cc, come qui da noi, dominano le vendite il pensiero di uno scooter elettrico da ricaricare comodamente a casa allevierà la nevrosi da fila al benzinaio, ma la stagionalità delle uscite a due ruote in un dei posti più piovosi al mondo non rende automatica la transizione. Discorso ancora più difficile per le moto a zero emissioni: sicuramente nel Regno Unito le vendite vanno meglio rispetto all’Italia, ma come confermato da un recente sondaggio anche i motociclisti inglesi appenderebbero il casco al chiodo se dovessero essere costretti ad abbandonare i motori a combustione. E anche fossero entusiasti le infrastrutture non rendono certo facile a tutti poter contare sulla mobilità green. Insomma: nelle campagne inglesi ancora non crescono dalla terra colonnine di ricarica, quindi per il momento la scintilla con l’elettrico non è ancora scoccata.

Articoli che potrebbero interessarti