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MotoGP, Marini: "Secondo me la nostra moto fa paura e Ducati ci sta supportando"

"E' vero che si tratta di una moto del 2019, ma è stata aggiornata e penso che se ci metti del tuo, ha un potenziale incredibile. Oggi non ero abbastanza vicino da sfruttare il traino di Pecco, ma so di poter staccare come lui"

MotoGP: Marini: "Secondo me la nostra moto fa paura e Ducati ci sta supportando"

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Luca Marini è stato protagonista di un sabato da incorniciare ad Austin, dove in qualifica ha prima centrato il passaggio alla Q2 per poi guadagnarsi una nona posizione in griglia di partenza che rappresenta un risultato di assoluto rilievo. Marini ha sfruttato al meglio i test di Misano per lavorare su tanti aspetti dell'assetto della sua Ducati ed anche per trovare la corretta ergonomia in sella, un tema caldissimo nella moderna MotoGP in cui è necessario essere perfettamente a proprio agio in sella per poter sfruttare al massimo il potenziale delle moto. 

Davide Tardozzi ha speso bellissime parole per Luca oggi, convinto di avere tra le mani un talento cristallino che si esprime in modo forse diverso alla pura esplosività di Jorge Martìn o alla cattiveria agonistica di Bastianini. Marini è un pilota che lavora duramente, analizza i dati, fa dei passi in avanti e dopo riesce a rendere continui quei miglioramenti e non frutto di episodi isolati. 

"Ho sentito le parole di Tardozzi e sono stato contento. Secondo me la nostra moto fa paura - ha detto Marini - anche se è del 2019 e magari è un po’ indietro, se riesci a dare qualcosa in più puoi colmare quel gap. Dobbiamo ricordare che è il pilota a guidare la moto e penso che con la nostra si possano fare grandi cose. Il supporto da parte di Ducati non è mai mancato. Ci sono stati dei momenti anche difficili, ma penso sia stata una stagione positiva. Ho cercato di imparare tante cose, e questo è più importante che fare qualche risultato esagerato senza sapere poi come poterlo ripetere. Io voglio procedere così, è sempre stato il mio metodo di lavoro e in passato mi ha aiutato. Quest’anno era tutto nuovo, sia io che i meccanici dovevamo imparare tante cose ed abbiamo fatto tutti degli errori. Ma stiamo lavorando per finire al meglio la stagione, dando il massimo in ogni turno e ci sta venendo abbastanza bene". 

Ti aspettavi una qualifica del genere ad Austin?
"Penso che il fine settimana sia iniziato nel migliore dei modi. A Misano ho fatto un ottimo lavoro nei test per quanto riguarda l’ergonomia e il setup sulla moto. Mi sono potuto concentrare solo sulla mia guida e sulle gomme. Stamattina ho fatto qualche piccolo errore, ma in FP4 mi sono trovato bene e poi in qualifica ho fatto davvero due giri che non mi aspettavo e sono orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto oggi. Domani spero di scegliere la gomma corretta per la gara".

Oggi pensi di aver finalmente mostrato il tuo potenziale in MotoGP?
"Non penso di aver mostrato ancora il mio potenziale, lo farò in futuro quando sarà tutto al top e potrò pensare a vincere. Ogni pilota in MotoGP se ha la possibilità di farlo, deve poter vincere. Noi siamo circa 20 piloti, i migliori al mondo e se siamo qui c’è una ragione. Lavorando bene con la squadra la prossima stagione potremo fare altri passi in avanti per mostrare il mio e il nostro potenziale". 

Ti sei trovato in qualifica dietro Pecco. L'hai studiato?
"Ero un po’ troppo lontano per poter vedere con attenzione Pecco. Lui fa delle staccate incredibile, è quello il momento in cui fa il tempo. Io sto lavorando sulla moto per fare altrettanto e sono certo di poter staccare come lui se troveremo il giusto compromesso sulla moto. Lui fa lavorare molto il corpo in sella ed io ora sto cercando di fare altrettanto sia in staccata che mi percorrenza. Ho visto che lui fa differenza nel T2, poi alla curva 10 sulle buche mi sembra che lui chiuda gli occhi e tenga il gas aperto. Anche alla 11 fa impressione. Non ho ancora visto i dati, ma lo faremo dopo per capire altre cose. Nei test ho potuto studiare molto bene i dati, ho lavorato molto perché lì puoi fare tanti giri e puoi fare cose come concentrarsi sui dettagli, che invece nei fine settimana di gara sono un po’ in disparte. Per me invece sono proprio questi dettagli a fare una bella differenza". 

Oggi sei stato veloce, mentre Aragon e Misano sono state molto dure. Come mai?
"Io mi aspettavo di essere lento a Misano e Aragon, perché ogni volta che ci ho corso sono sempre stato molto lento lì. Poi le mie sensazioni sulla moto non era abbastanza positive da fare qualcosa di buono, ma dai primi giri ho capito che sarebbe stata dura lì. L’anno scorso avevamo sistemato perfettamente la mia moto a Misano, quindi ci potevo fare qualsiasi cosa volessi, ma era davvero perfetta. Quest’anno non sono in questa situazione, ma nei prossimi anni possiamo arrivarci con Ducati. La moto è fantastica, qui lavora benissimo. Devo cercare di sfruttare tutta la sua potenza per migliorare i tempi sul giro. In alcune  piste riesco ad essere più veloce, come ad esempio a Portiamo. Invece sulle piste che tutti conoscono molto bene, non ho troppo margine su cui lavorare, perché si tratta solo di trovare il grip migliore e fare il tempo". 

Le buche sono tante e già per un giro sembrano poter mettere in difficoltà. Ma domani cosa accadrà in gara?
"Ti assicuro che stando in sella è anche peggio. Nessuno può capirlo, dovreste provare la moto in pista. E’ in condizioni terribili, però siamo qui ed è uguale per tutti. Andremo più piano e ci sarà più differenza rispetto al tempo che potremmo tenere in condizioni diverse. Non credo che qualcuno possa lottare con la pista per tutta la gara, ieri qualcuno ha anche chiesto di ridurre i giri in Safety Commission. Penso che possa essere pericoloso, anche in Moto3 dove arrivano anche in quattro assieme in curva in alcuni punti. Speriamo che passi tutto liscio questo weekend, poi penseremo al prossimo anno. So che Ezpeleta sta parlando molto duramente con gli organizzatori per fare dei cambiamenti alla pista, perché così è davvero difficile correre". 

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