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MotoGP, Dovizioso: "Con la Yamaha mi manca l'istinto ma il passo c'è"

"Abbiamo fatto diversi test ma mi servirà ancora del tempo per capire appieno la moto, ma sento che stiamo migliorando, è questione di tempo. La gara sarà impegnativa, Dover recuperare nelle staccate sul rettilineo e nei cambi di direzione sarà molto faticoso"

MotoGP: Dovizioso: "Con la Yamaha mi manca l'istinto ma il passo c'è"

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Le qualifiche per Andrea Dovizioso, alla sua seconda prova in sella alla Yamaha del team Petronas dopo il suo rientro a Misano, gli hanno consegnato una quattordicesima posizione in griglia di partenza. Un risultato non esaltante per un pilota del suo calibro, ma più che giustificato dal dover imparare a guidare una moto del tutto "straniera", il tutto dopo mesi di lontananza dalla classe regina.

Sei rimasto bloccato dal traffico, i ritmi per il giro veloce sembrava ci fossero.
"Sul rettilineo perdevo comunque molto - ci racconta Dovizioso - ho provato a seguire alcuni piloti di riferimento come Aleix ma sfortunatamente l'ho seguito in un giro in cui evidentemente aveva dei problemi anche lui. Sono cose che succedono, ma penso di avere comunque un buon passo per la gara di domani nonostante le carenze della moto in accelerazione, spero di poter rimanere al passo degli altri".

Sei soddisfatto del setup della moto per affrontare le condizioni non proprio ottimali di questo circuito?
"Abbiamo fatto diversi test ma mi servirà ancora del tempo per capire appieno la moto. Ad esempio durante le prove libere di questa mattina ho provato a correre col mio stile di guida a cui ero abituato ma con questa moto non funziona, c'è bisogna che io mi adegui alla nuova moto e a ciò che essa richiede dal pilota. Rispetto alla Ducati non ha la stessa accelerazione sul rettilineo ed anche le curve vanno affrontate in maniera diversa, quindi a volte riesco e a volte commetto degli errori, ma sento che stiamo migliorando ed il passo è buono".

Sei stato uno dei pochi a guidare per l'intera sessione con la mescola dura. La userai anche in gara?
"Abbiamo provato la dura ma non siamo ancora certi che sia la scelta migliore, la mescola media potrebbe essere una buona soluzione. Ho visto molti piloti andare veloci con la morbida ma non penso che sia una opzione valida per la gara, sopratutto su questo tracciato".

Questo circuito sarà molto impegnativo anche dal punto di vista fisico.
"Fisicamente non penso che avrò problemi, ho sempre quel problema al collo ma è storia vecchia. Non sono particolarmente preoccupato ma in effetti correre col tracciato in queste condizioni non è proprio uno scherzo".

In definitiva sei sorpreso di aver già raggiunto questa prestazione con una moto del tutto diversa in così poco tempo?
"Sorpreso non direi, da un lato penso di avere ancora un buon margine di miglioramento perché da pilota devo ancora capire appieno la moto e questo è un dato positivo. D'altro canto nella gara domani alcune carenze tecniche, come l'accelerazione ad esempio, saranno una complicazione per poter rimanere nel gruppo. Dover recuperare nelle staccate sul rettilineo e nei cambi di direzione sarà molto faticoso quindi dipenderà tutto dal seguire le traiettorie giuste e commettere meno errori possibili".

I due giorni di test a Misano hanno influito sui tuoi miglioramenti con la nuova moto?
"Penso sia normale, è questione di tempo. Sono partito lontano a Misano e ancora non sto guidando come dovrei. La moto richiede uno stile di guida radicalmente diverso dalla Ducati con cui frenavo forte ed uscivo forte dalle curve tirando su la moto di forza, con la Yamaha serve uno stile di guida diverso e non mi riesce ancora a livello istintivo".

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