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SBK, Fabrizio: "I ragazzi arrivano al Mondiale senza preparazione, è pericoloso"

"Non volevo attaccare Marquez. Serve una patente a punti, una volta arrivavi al mondiale solo dopo aver dimostrato di meritarlo, adesso invece conta più la valigetta"

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La scomparsa di Dean Berta Vinales è stato un colpo non da poco per il paddock delle derivate, tanto che qualcuno è arrivato a dire basta con le corse. È il caso di Michel Fabrizio, il quale ha fatto sapere sabato scorso di salutare il paddock.

Nella serata di ieri, il pilota romano, ex Motozoo, si è intrattenuto con noi in occasione di una live durata un’ora. Quanto accaduto a Jerez è stato il tema centrale della discussione su cui Fabrizio si è voluto soffermare per ribadire il proprio concetto e fare alcune precisazioni: “Non volevo assolutamente attaccare Marquez con quel comunicato di sabato scorso – ha ricordato – ciò che volevo dire è che Marc è l’idolo dei ragazzini di oggi, come lo è stato Doohan per me ai tempi, e loro vogliono imitarlo in pista senza avere preparazione. Tutto ciò pericoloso”

A tal proposito, Fabrizio ha poi avanzato delle proposte: “Serve una patente a punti, ma soprattutto servono delle regole che vengano rispettate e presi provvedimenti quando uno le infrange. Una volta arrivavi al Mondiale dopo averlo dimostrato, ora invece vale di più la valigetta che porti. Non possiamo avere una griglia di 40 piloti e piloti non sanzionati dopo che commettono errori”.  

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