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SBK, Rea: “Così è frustrante, non riuscivo a frenare e nemmeno a curvare"

"La scomparsa di Dean Berta ci fa capire che il mondo delle corse a volte è privo di emozioni, succedono cose del genere e poi si torna in pista a fare super tempi"

SBK: Rea: “Così è frustrante, non riuscivo a frenare e nemmeno a curvare"

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Da una parte c’è la corsa Mondiale, dall’altra la scomparsa di Dean Berta Vinales, che ha toccato nel profondo il paddock della Superbike e non solo. La domenica dopo la tragica scomparsa del giovane 15enne, i piloti sono tornati in pista per portare a termine il weekend.

In Gara 1 Johnny Rea ha chiuso al secondo posto, dopo un testa a testa avvincente con Rea, mentre al pomeriggio si è dovuto consolare con la quinta piazza, al termine di una gara condita da non poche difficoltà.

“Sono abbastanza soddisfatto di come è andata questa giornata – ha commentato - non pensavo infatti di essere così veloce stamani , tanto da giocarmi la vittoria con Toprak. Le ultime volte qua a Jerez non è andata per il meglio e devo dire che in Gara 1 sono riuscito a essere competitivo, tanto da giocarmi la vittoria con Troprak”.

Peccato poi che la musica è cambiata.
“Purtroppo al pomeriggio è andata diversamente, dato che ho avuto gli stessi problemi di Barcellona, avevo infatti zero grip con la soft e non riuscivo a fermare la moto. Così è frustrante, perché solitamente mi trovo bene con la soft, invece oggi ho faticato. Dobbiamo quindi capire il motivo di tutto ciò. Dispiace molto, dato che dentro di me avevo grande motivazione, in particolare quando mi sono ritrovato a lottare negli ultimi giri, ma purtroppo non è andata come speravo. Ho cercato in tutti i modi di recuperare, ma ogni volta che frenava ero in grande difficoltà”.

Ecco quindi spiegati i motivi dei limiti con cui ha dovuto fare i conti il Cannibale, precipitato a 20 punti da Razgatlioglu nella corsa iridata. Eppure Johnny non si vuole arrendere.
“A Portimao mi aspetto sicuramente molto di più rispetto a queste ultime gare, dato che penso di poter essere più competitivo e la pista si adatta bene alle mie qualità. In passato sono riuscito a essere veloce e voglio quindi essere fiducioso. Ovvio che non sarà facile, ma il Campionato è ancora lungo, corriamo infatti in Portogallo, così come Argentina e Indonesia. Nel 2016 mi sono ritrovato a lottare con Davies, poi nel 2019 con Bautista e ho sempre cercato di risalire dalle difficoltà, come ho fatto in passato. Ovvio che mi serve un arma per lottare contro Toprak"

L’attenzione si sposta poi sul tragico fatto che ha scosso il paddock nella giornata di ieri.
“È stata dura per tutti noi. C’è una componente umana in ognuno di noi, perché siamo piloti, ma prima di tutto persone. A volte credo che il mondo delle corse sia privo di emozioni, perché succedono cose del genere e poi facciamo super tempo.  Penso alla famiglia di Dean Berta, al suo team, così come a tutti i suoi cari, che in questo momento stanno soffrendo con lui. L’unica consolazione è quella che è morto facendo ciò che più amava. Ieri abbiamo parlato a lungo di questa cosa confrontandoci con Dorna, che cerca sempre di offrire il massimo sostegno e vicinanza ai piloti”.

Rea vuole quindi essere freddo nell’analisi.

“Di sicuro dobbiamo cercare di essere lucidi di fronte a una simile situazione, senza dover andare alla caccia di colpevoli. Tutti lavorano per consentire la sicurezza dei piloti in pista. Questo discorso vale per la Dorna, così come per coloro che costruiscono i caschi e le tute e collaborano alla sicurezza in pista”.

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