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SBK, Corsa Mondiale: ecco perché Rea e la Kawasaki non riavranno i 500 giri

Per il 2022 si valuta una nuova omologazione per la Kawasaki e nel caso i giri motore rimarranno gli stessi anche in vista del prossima stagione

SBK: Corsa Mondiale: ecco perché Rea e la Kawasaki non riavranno i 500 giri

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In questi mesi si è parlato più volte del discorso legato al taglio dei 500 giri rimediato dalla Kawasaki poco prima dell’inizio del Mondiale. La ZX-10RR di ultima evoluzione si è infatti presentata ai blocchi di partenza della nuova stagione con 15.100 giri, ovvero il tetto massimo su cui il team si è concentrato durante l’inverno per portare avanti il lavoro di sviluppo, godendo infatti del bonus del 10% sulle prestazioni del modello di serie.

Poi, a pochi giorni dal via del Mondiale, ecco la notizia che ha stravolto gli equilibri, complice l’intervento della FIM che ha ridotto il numero dei giri/minuto a 14.600, ovvero gli stessi della precedente versione. Un duro colpo da incassare in casa Kawasaki, tanto da mostrare il proprio disappunto: "Non è accettabile sapere una cosa del genere a tre giorni dall'inizio del Campionato", ci disse alla vigilia del round di Aragon, Pere Riba. Come se non bastasse, più volte in questi mesi si è discusso di questo tema, tanto da che Rea ha ultimamente sottolineato quanto incida nella corsa verso il settimo titolo iridato contro Toprak Razgatlioglu.

Sta di fatto che la questione legata al taglio dei giri motore è molto chiara. In qualunque momento della stagione, la FIM può intervenire per aumentare o ridurre il taglio dei giri motore di una moto. Questo procedimento viene eseguito attraverso un calcolo algoritmico che considera le prestazioni di tutte le moto in pista di una determinata Casa (classifica campionato, giri veloci, superpole)  di conseguenza anche quelle private. Come ben sappiamo, nel Mondiale  Kawasaki ha alcune realtà satellite che stanno faticando, come Puccetti e Orelac, ma al tempo stesso un team ufficiale che vede Rea in seconda posizione con ben otto superpole e 23 podi, senza tralasciare il successi e i giri veloci ottenuti. Oltre al Cannibale c’è poi da registrare Alex Lowes, al momento a ridosso della top five con cinque podi, nonostante le difficoltà incontrate nella parte centrale della stagione.     

Se da una parte i team indipendenti Kawasaki faticano, dall’altra la squadra ufficiale compensa attraverso Johnny i propri limiti di questa Kawasaki. Se a tutto ciò teniamo poi conto che Honda non ha ricevuto alcun beneficio, viste le prestazioni offerte da Bautista, Haslam e Mercado, pare alquanto complicato che la KRT possa riavere i suoi 500 giri, anche perché un eventuale aumento sarebbe a scaglione di 250 e non di 500 diretto.

A questo punto Kawasaki non ha molto alternative se no quella di presentarsi ai blocchi di partenza del 2022 con una nuova omologazione, ipotesi ventilata qualche mese fa da Pere Riba. Ricordiamo infatti che, come accaduto in passato a Ducati, il numero dei giri motore rimane invariato anche nel momento in cui finisce la stagione, senza che venga riazzerato una volta che inizi quella successiva. Aruba sta infatti scontando ancora oggi il famoso taglio dei 250 giri del 2019 con Bautista dopo Aragon.  

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