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SBK, Evangelista, Evan Bros: “La nuova SuperSport sarà la rovina della categoria”

“Il cambio del regolamento non ha un senso, sarà impossibile comparare le prestazioni della Panigale V2 con la R6 e i costi da sostenere anziché abbassarsi andranno ad aumentare. Quanto fatto negli anni rischia di essere buttato al vento”   

SBK: Evangelista, Evan Bros: “La nuova SuperSport sarà la rovina della categoria”

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“L’inizio di una nuova era” così cantava qualche anno fa Jovanotti in uno dei suoi brani. Tali parole sembrano quindi calzare a pennello per quanto sta per accadere nella SuperSport. Come ben sappiamo, dalla prossima stagione la categoria aprirà alla cilindrata 955, consentendo quindi l’accesso a moto come Ducati, MV Agusta e Triumph, giusto per fare qualche esempio.

L’attesa è grande per capire quali saranno i valori in campo, ma al tempo stesso non mancano dubbi e perplessità da parte di chi in questi anni ha scritto pagine di storia nella categoria. Stiamo parlando ovviamente del team Evan Bros, capitanato da Fabio Evangelista. Il manager romagnolo ci ha infatti spiegato senza troppi giri di parole il proprio disappunto per questa novità che partirà dalla prossima stagione.

“Credo che questa situazione sia davvero preoccupante – ha esordito Evangelista – dico appunto preoccupante perché stiamo cambiando la storia della SSP a causa di motivazioni politiche e commerciali portandola alla rovina. Ci tengo a sottolineare bene questo ultimo concetto! In questi anni la SSP è cresciuta, il Campionato è avvincente, ci sono 30 piloti al via a conferma dell’appeal e ora qualcuno vuole cambiare tutto ciò. Il rischio è che gli sforzi profusi in tutti questi anni vengano buttati via nel nulla”.

Fabio, questo cambiamento sembra però inevitabile, tenendo conto anche del mercato.
“È vero, hai ragione. Ma  forse c’era da svegliarsi un po’ prima, dato che negli ultimi due anni non è stato fatto nulla per affrontare in modo concreto il cambio di regolamento. Adesso invece siamo qua, a fine settembre, ad affrontare un nuovo Campionato senza nemmeno sapere a cosa andiamo incontro. Sono io il primo a sostenere che la vendita delle 600 sia calata, ma ci si doveva preparare prima, partendo con delle basi solide, invece non si è fatto nulla”.   

Il regolamento ancora non c’è, ma di sicuro la Ducati, giusto per fare un esempio, verrà castrata.
“Assolutamente sì, ma sarà impossibile arrivare a comparare le prestazioni della Ducati Panigale V2 con la Yamaha R6. Perché magari al via del Campionato ti trovi una moto a stravincere  e poi la situazione si ribalta poche gare dopo. Oltre a questo aspetto c’è poi un altro che vorrei sottolineare”.

Quale?
“Quello economico. Sento dire che i costi si abbasseranno e non è vero. Fare una SSP, con una moto come la Ducati, significa investire un minimo di 200 mila euro se vuoi puntare ad ottenere tutto ciò. Oltre questo aspetto bisogna poi aggiungerci i costi legati allo sviluppo. L’impegno economico aumenterà invece di ridursi”.

A questo punto qual è la strada da prendere?
“In questo momento stiamo cercando di capire cosa fare per chiudere al meglio il 2021 e scegliere la migliore soluzione per il prossimo anno, anche se non sarà semplice. Una possibilità potrebbe essere approdare in SBK, ma qua i costi lievitano fortemente. Al tempo stesso mi sto guardando attorno. Ho parlato con Yamaha, ma ho già ascoltato anche altre Case per capire cosa possano offrirmi. In questi mesi capiremo meglio come muoverci, consapevoli che il tempo incalza e tra una settimana siamo a ottobre”.

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