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MotoGP, GP Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Bagnaia, Raul Fernandez e Foggia vincono ancora. Bastianini diventa la Bestia della Riviera. Primo saluto triste per Rossi

MotoGP: GP Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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Repetita iuvant, a Pecco, Raul e Dennis. La noia non è contemplata in certi tipi di ripetizione, anzi il gusto migliora sempre alla seconda boccata di gioia, arrivata a una sola settimana di distanza dalla prima. Quando poi si gioca in casa, la libidine raggiunge vette dove manca l’ossigeno.

Una domenica da campioni, nel feudo che di Valentino, che ora sa di poterlo lasciare in buone mani. Per dire che abbia trovato i suoi eredi è ancora presto, ma ai tifosi non mancheranno emozioni con altri colori.

IL BELLO – Bello che balla, sulla sua Ducati, lui e lei come se fossero una cosa sola. A Bagnaia non era bastata misurarsi contro Marquez, lo ho fatto anche contro Quartararo e il risulato è fuori scala. In passato ci sono stati passi falsi, ma a Misano come ad Aragon è filato tutto liscio. Come sulla pista, naturalmente da ballo (ancora) dove si festeggia, in rosso come compete a un ducatista.

Stessa storia anche per Foggia, che ha trovato sul podio Antonelli e Migno. Tre è un numero magico, soprattutto quando si è in Italia con gli italiani.

IL BRUTTO – Una brutta bestia, ma per gli avversari. La trasformazione da Dottor Enea a Mister Bastianini è completata in 27 giri, senza sieri strani ma con tanta benzina bruciata dal polso destro. La Bestia della Riviera fa paura, ma solo agli avversari. I tifosi, in compenso, sono incantati.

IL CATTIVO – Il podio di Silverstone sembrava essere stata la svolta, invece è stata un’eccezione in una stagione in cui le cadute rischiano di superare i punti. Alex Rins è un cavallo di razza, ma stenta a vedere il traguardo. Un corso di meditazione trascendentale, quattro tazze di camomilla, qualsiasi cosa per ritrovarsi.

LA DELUSIONE – Gli applausi non sono mancati, ma per quello che è stato e non per quello che è. Valentino Rossi a Misano ha dato un primo saluto ai suoi tifosi, ma non grandi emozioni. Non vederlo inquadrato nemmeno una volta in tutta la gara nel suo regno è un peccato di lesa maestà che il Dottore deve lavare con la velocità fra poco più di un mese.

LA CONFERMA – Quartararo vince da sconfitto, capendo che la ragion di stato (mondiale) vale di più. Ha capito che provandoci su Bagnaia avrebbe avuto più da perdere che da guadagnare e Fabio questo titolo non lo vuole proprio perdere.

L’ERRORE – Di quelli che fanno male, non al corpo ma al cuore. Romano Fenati era stato perfetto fino a quel ruzzolone che distrutto i suoi sogni, e anche i nostri di un poker tricolore.

LA SORPRESA – Sempre gradita, come quella nell’uovo di Pasqua, anche se fuori stagione. Date una Ducati a Michele Pirro a Misano e non vi deluderà. Dopo tanto lavoro dietro le quinte si merita gli applausi sul palcoscenico migliore.

IL SORPASSO – Quello sbagliato di Mir, che per passare Miller fa passare Marquez. Un autogol, che con il verde pizzicato più tardi peggiora cose e posizioni.

LA CURIOSITA’ – Aragon e Misano, due piste diverse ma gli stessi vincitori: Bagnaia, Raul Fernandez e Foggia. Sono anche tutti e tre secondi nei rispettivi campionati e alimentano le loro speranze a suon di punti.

IO L’AVEVO DETTO –Se Bagnaia si mettesse davanti sarei ben felice di stargli in scia e cercare di bloccare gli avversari”. Il piano di Miller era chiaro, la realizzazione ha lasciato a desiderare.

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