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SBK, Rea: “Non ho mai sofferto così tanto per un quarto posto”

“Questa corsa è durata un’eternità. Prima del via ero preoccupato, non eravamo a posto e l’ho capito guardando Toprak e Bassani”.

SBK: Rea: “Non ho mai sofferto così tanto per un quarto posto”

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Non è stato sicuramente il sabato migliore della carriera per Jonathan Rea. Partito dalla prima fila, Rea si è ritrovato decimo dopo pochissime curve e ha tagliato il traguardo del primo giro al comando, tenuto fino a metà gara quando è stato superato da Razgatlioglu e dalle Ducati di Redding, Bassani e Rinaldi. Solo il ritiro di Toprak ha regalato punti importantissimi a Jonathan, che con il quarto posto ottenuto sotto la bandiera a scacchi si ritrova ora al comando della classifica del Mondiale con 6 punti di vantaggio sul turco della Yamaha. “È stata una gara durissima, specialmente per le condizioni, considerando che è successo tutto 10’ prima della partenza. Qui sul bagnato non abbiamo girato e ciò mi ha messo un po’ di nervosismo, dovevamo capire anche quali potessero essere il setup giusto per la gara e la direzione da prendere. Non credo che lo abbiamo azzeccato, sul posteriore abbiamo deciso di andare con un setup full wet. Non c’erano pozzanghere, la pista era solamente bagnata. Dopo 3-4 giri ha messo di piovere e quando la temperatura nelle gomme si è alzata ho fatto grossa fatica, non passavamo sul bagnato e in uscita di curva accusavamo spinning. Il posteriore era troppo morbido, in frenata invece mi sentivo bene – ha spiegato Rea – A inizio gara, in condizioni di bagnato totale, mi sono sentito molto bene. Sono partito veramente male ma alla fine del primo giro mi sono ritrovato al comando dopo aver passato diversi piloti. Ho pensato che, visto che questa sarebbe stata una gara eterna e che i giri sarebbero passati molto lentamente, anche gli altri stavano soffrendo e quindi avrei dovuto tenere il ritmo. Quando Toprak e Bassani mi hanno passato ho visto che avevano molta più trazione, io mi stavo già prendendo tantissimi rischi per restare lì davanti, è stato uno dei quarti posti più sofferti della stagione perché la moto si muoveva tantissimo e non mi sentivo un tutt’uno con lei nel finale”.

Rea ha spiegato anche di aver fatto dei cambiamenti per la Superpole, chiusa al terzo posto dietro a Sykes e Razgatlioglu: “Anche per la Superpole abbiamo cambiato quasi drasticamente la moto, non ero totalmente a mio agio, ho fatto un giro per controllare il feeling. Non è stata la mia miglior Superpole ma non importa”. 

Un aspetto positivo del sabato di Rea è, decisamente, lo zero in classifica di Razgatlioglu: “L’ho visto fare un gesto con il braccio ma non sapevo se, ad esempio, aveva mancato una marcia. Il giro dopo, quando sono passato, non ho visto la sua moto, ho saputo del suo ritiro solo dopo la gara. Io mi sono concentrato su quello che stavo facendo ed è stato già difficile così perché puoi cadere facilmente se ti deconcentri anche per un solo giro. Hanno avuto sfortuna, forse avremmo dovuto capitalizzare di più ma la mia gara e andata così e ci riproveremo domani”.

Rea ha spiegato anche nello specifico quale è stato l’errore principale fatto da lui e dai suoi meccanici nel setup della moto in vista della gara, evidenziando come settare la moto più per un bagnato “full” sia stata la mossa sbagliata. “Sulla nostra moto, per il setup da bagnato, cambiamo molle, ammortizzatore posteriore, per un full wet cambiamo alcune cose a livello di motore. Oggi il setup migliore doveva essere più da asciutto che da bagnato, mentre noi ci siamo orientati più sul bagnato – ha detto Jonathan - Il posteriore era molto morbido. Quando parlo di un setup da full wet, mi riferisco a quando ci sono delle pozzanghere in pista, quando piove costantemente, tipo a Donington, Assen o Magny-Cours l’anno scorso dove ho vinto due gare mentre nell’ultima, con il sole in cielo e la pista non bagnata, ho fatto enormemente fatica, non avevo trazione, come ad esempio fuori da curva 5, e ho finito terzo. Dipende tanto dalle condizioni meteo che ci sono. Serve un po’ di fortuna, serve essere anche intelligenti. Nella gara della Supersport sono stati fortunati ed è successo di tutto, le nuvole hanno scaricato acqua, la pista si è asciugata velocemente. Ecco perché queste condizioni non sono le migliori, per un pilota è sempre meglio girare sull’asciutto, si può essere più costanti, ci sono meno variabili e può prevalere il pilota più veloce o chi ha lavorato meglio nel weekend”.

Rea è già convinto sul lavoro da fare in vista di domani: “Ci prepareremo per l’asciutto. Abbiamo fatto un bel passo avanti con la moto stamattina, tra le FP3 e la Superpole mi sono sentito meglio con la moto, sono tornato a ciò che ho guidato nei test. Dovremo fare più attenzione alle gomme, ieri ho fatto una simulazione di gara e tutto è andato bene anche se gli ultimi 5 giri sono stati critici. Penso che tutti saremo nella stessa situazione, sarà una gara difficile e sembra che sarà asciutta, vedremo”.

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