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MotoGP, Dovizioso: "Yamaha è la moto per me? Lo diranno i risultati a fine 2022"

"La M1 è lunga e grande, mi servirà del tempo per trovare la mia posizione in sella e spingerla al limite, a quel punto capirò i problemi"

MotoGP: Dovizioso:

Il ghiaccio è rotto, Dovizioso è finalmente salito sulla Yamaha e ha potuto guidarla sia sull’asciutto che sul bagnato. Non è stato un debutto semplice, ma Andrea l’aveva messa in conto perché dopo 8 anni sulla Ducati e salire sulla M1, che è forse il suoi opposto, è un passo grande e per compierlo fino in fondo servirà tempo.

Sapevo che avrei avuto queste difficoltà, ma ho deciso di farlo comunque perché correre in un Gran Premio accelera il lavoro - spiega il Dovi - Questo fine settimana mi servirà per sfruttare al meglio i test di martedì e mercoledì”.

Come è stato salire sulla Yamaha?
Molto strano perché è molto diversa dalla moto a cui ero abituato. La cosa principale da sistemare all’inizio è la posizione in sella, non mi sento ancora a mio agio e dovrò esserlo per iniziare a spingere. Nonostante questo, ho già provato delle belle sensazioni in alcune aree, ma c’è tanto da sistemare, alcune cose in questo momento possiamo farle, altre no”.

Perché è così difficile trovare la posizione in sella per te?
Perché la M1 è grande e lunga, la più grande e la più lunga di tutta la MotoGP. Io sono basso e non è semplice arrivare al manubrio, ad azionare bene cambio e freno posteriore, quindi dovrò adattarmi”.

Hai trovato una Yamaha che ti ricorda quella che guidasti nel 2012?
È un po’ presto per parlare di dettagli, ma ci sono tante cose simili a quella moto. Non sono sorpreso perché conosco la mentalità dei giapponesi. Però sono solo all’inizio, diciamo che sto ancora cercando semplicemente di guidarla (ride), sto lottando per trovare la mia posizione di guida, altrimenti sarei molto più veloce. In questo momento non riesco a mettere insieme tutte le cose, devo fare un lavoro che solitamente si fa a fine anno”.

Hai detto che pensavi che la M1 è la tua moto, ne hai avuto una prima conferma?
Sull’asciutto ho preso 2 secondi e mezzo, sono riuscito solo a capire le cose più grandi, i problemi vengono fuori quando porti la moto al limite. Se sia la mia moto lo potrò dire solo a fine 2022, perché alla fine quello che conta sono i risultati. Come ho detto, io sono qui per lottare per il campionato, ho accettato questa offerta perché volevo provare la Yamaha e sono contento di averlo fatto”.

Non puoi neanche dire le prime impressioni?
Ha poco senso quando fai certi tempi, ma posso dire che le sensazioni all’entrata del curvone sono state belle, come il fatto che la moto ti comunica tutto quello che sta succedendo sull’asfalto”.

Ci sei rimasto male non sentendo la potenza della Ducati in rettilineo?
Mi ero già abituato con l’Aprilia, che in questo senso è una via di mezzo tra Yamaha e Ducati. Certe cose le capisci già la prima volta che esci dalla pit lane, come il fatto che mi serviranno molti turni per trovare la mia posizione in sella”.

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