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MotoGP, Martìn: "Bagnaia a Misano è stato impressionante con la Panigale V4"

"Ho girato con lui e faceva cose davvero incredibili, anche se è vero che la MotoGP è un'altra cosa. Per me è lui il favorito qui. Io sto ancora imparando e gestire i device Ducati in gara a volte non è facile"

MotoGP: Martìn: "Bagnaia a Misano è stato impressionante con la Panigale V4"

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Jorge Martìn rappresenta probabilmente la più grande sorpresa per la Ducati e per tutta la MotoGP nel 2021. Il rookie del Team Pramac non fa altro che collezionare risultati di prestigio, spesso conditi da qualifiche impressionanti durante le quali lo spagnolo sembra davvero in grado di entrare in un'altra dimensione in sella alla sua Desmosedici. Talmente veloce da far dimenticare troppo spesso che in realtà questa è la sua stagione d'esordio in MotoGP. 

Ad Aragon dopo aver segnato un magnifico terzo tempo in qualifica, in gara ha accusato un problema alla gamba che l'ha rallentato soprattutto nella seconda parte del GP. Un problema anomalo, che sarà risolto modificando le geometrie ed il leveraggio delle pedane per evitare che possa ripresentarsi. Jorge ha comunque sfruttato Aragon per studiare ancora meglio i dati dei suoi compagni di colori in Ducati, una cosa assolutamente necessaria per sfidare ad armi pari un mastino come Bagnaia a Misano. 

Cosa ti aspetti di poter fare qui a Misano?
"Difficile capire cosa aspettarsi qui a Misano. Penso che Pecco sia il favorito, sono stato qui con lui due mesi fa con la Panigale ed è stato incredibile vedere quanto possa essere veloce con quella moto su questo tracciato. La MotoGP è un’altra storia, ma lo scorso anno lui è stato molto competitivo quindi penso che lo possa essere anche quest’anno. Mi aspetto di essere di nuovo competitivo, il mio obiettivo è di essere sempre in top ten. Una volta che riuscirò ad esserlo davvero sempre, potrò puntare ad altro". 

Ad Aragon hai controllato i dati degli altri piloti Ducati per capire dove migliorare?
"Ho controllato i dati degli altri piloti Ducati durante tutto il fine settimana - ha detto Martìn - Non ho ancora visto i dati della gara, ma non credo che possano essere così diversi dagli altri. Pecco è stato molto forte in staccata, mi dava circa mezzo decimo ad ogni frenata ed è una cosa su cui devo migliorare molto. In gara non avevo molta confidenza con l’anteriore, faceva molto caldo e questa cosa mi ha penalizzato, ma in ogni caso so di dover migliorare in frenata. Alla fine non sono stato male, sono quasi arrivato sul podio perché ero vicino a Jack ed a quel gruppetto di piloti con Mir e Aleix. Ma dopo ho avuto un problema alla gamba e non riuscivo a cambiare bene le marce alla moto, per questo ho perso terreno. Ma il mio potenziale sarebbe stato in top six credo. E’ andata così, ma alla fine penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro". 

Bagnaia ha detto di aver controllato più volte i tuoi dati ad Aragon. Una cosa che dovrebbe farti piacere. 
"Se un pilota Factory che guida questa moto da tre anni guarda i miei dati, vuol dire che stai facendo un buon lavoro ed è un’ottima cosa per me. Noi siamo come una grande squadra, non esistono limiti tra Team Pramac e Factory, lavoriamo tutti  sui dati degli altri. Io guardo i dati di tutti, cerco di osservare tutti i dettagli perché c’è sempre qualcosa su cui puoi migliorare, anche se sei molto forte su una pista. Questa è una cosa che ci aiuta tutti a crescere". 

Ti era già capitato in passato di vivere un problema simile alla gamba?
"Ho avuto qualche problema alla gamba quando ero in Moto3, perché li si fanno molte cambiate in più. Ma su una MotoGP non è mai successo fino ad Aragon. A Silverstone abbiamo cambiato leggermente il leveraggio del cambio per sentirmi più comodo in sella. Ma in Spagna dopo tre giri avevo problemi alla gamba, quindi qui torneremo alla posizione standard della leva. Magari faremo qualche piccola modifica alla posizione di guida in altro modo, perché ora come ora la moto è troppo impegnativa dal punto di vista fisico per me ed ho difficoltà a fare tutta la distanza di gara sempre al massimo del mio potenziale. Non voglio soffrire in quel momento a fine gara, dobbiamo lavorare sulla mia posizione in sella perché non accada più". 

Adesso ti risulta naturale sfruttare tutti i device della Ducati, oppure ancora non ci riesci in modo istintivo?
"Al momento usare tutti i Device della Ducati non è facile. Dipende dalle curve e dalle piste, ma è una cosa strana. Nel secondo settore di Aragon ad esempio soffrivo molto ad usarli. Non è una cosa che ti viene istintiva ed onestamente a volte risulta difficile adattarsi soprattutto in gara. Ma penso di essere ancora in fare di apprendistato e credo che piano piano arriverò anche a questo in modo naturale". 

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