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Italia saluta un altro fenomeno: dopo Rossi, si ferma anche Cairoli

Tony ha annunciato il ritiro a fine stagione, ma a differenza di Valentino è ancora in lizza per vincere il decimo titolo. L'Italia del cross saluta il suo più grande campione

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Cosa hanno in comune Tony Cairoli e Valentino Rossi? Da oggi, il fatto che a fine 2021 entrambi appenderanno il casco al chiodo, almeno per quanto riguarda il professionismo nella propria disciplina. Ed entrambi hanno conquistato successi a raffica e nove titoli iridati, che li rendono tra i piloti più vincenti della storia del motociclismo. 

Italianissimi entrambi, dal cuore della Sicilia Tony ha saputo diventare il vero padrone del mondo dell'off-road ed ha resistito ad una incredibile serie di avversari che negli anni gli si sono parati davanti. Una disciplina durissima quella del cross, che a fronte dell'indubbio spettacolo in grado di offrire al pubblico, chiede un prezzo molto salato da pagare ad ogni pilota. Cairoli non è stato da meno e di infortuni ne ha purtroppo vissuti parecchi, ma non ha mai mollato ed è spesso tornato competitivo dopo periodi bui. Una caratteristica che hanno solo i veri campiioni e davvero non esiste nessuno al mondo in grado di negare che Tony lo sia. 

Non lo dicono solo i numeri, lo dice anche il tifo e l'affetto degli appassionati che si manifesta per Tony ogni volta che il mondiale si sposta. Una passione che forse in Italia non ha mai ricevuto lo spazio meritato, perché Cairoli da un certo punto di vista ha avuto la sfortuna di scrivere le leggendarie pagine della propria carriera quasi nello stesso periodo in cui Valentino faceva la stassa cosa in MotoGP. La stella di Rossi ha troppo spesso eclissato le sue vittorie nel cross e forse non ha permesso a tutti di innamorarsi davvero di questo campione siciliano, che avrebbe anche potuto sfidare alla pari i campioni del Supercross americano, salvo scegliere poi di restare in Europa, al fianco della sua famiglia e dei suoi amici. Quel gruppo ristretto di persone che sono sempre state al suo fianco ed a cui Tony ha semplicemente giurato fedeltà.

Cairoli però rispetto a Rossi ha un grande vantaggio, ovvero il fatto di poter ancora coronare il sogno legato alla conquista del decimo titolo. Il siciliano è infatti a soli 29 punti dalla vetta iridata in questo momento e la matematica lo tiene ancora in gioco, per quanto l'impresa sia durissima. Tony però ci crede, come è giusto che sia e punta a stabilire un primato che non aggiungerà molto alla sua già straordinaria carriera, ma che gli permetterebbe di chiudere davvero in bellezza una fantastica avventura.

“Non è stata una decisione facile - ha detto Cairoli - ho sempre detto di tenere poco a numeri e statistiche. Per me e per la mia famiglia sarebbe stato già un successo vincere un solo titolo mondiale in carriera, e quanto ho ottenuto è qualcosa di veramente speciale. Sento che è arrivato il momento per fermarsi e tutto intorno a me conferma che è la decisione giusta; nonostante questo, siamo ancora in corsa per il titolo e come sempre siamo motivati e concentrati".

Una carriera straordinaria, vissuta ad altissimo livello e legata negli ultimi anni a KTM, azienda di cui Tony diventerà Ambassador a fine stagione. 
"Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e mi sono stati vicini da quando ho iniziato a correre il Mondiale e lungo tutto il mio percorso, e naturalmente voglio ringraziare i tifosi per l'entusiasmo e il supporto che mi hanno dato in questi anni. Mi sono sentito parte integrante della famiglia KTM fin dal primissimo giorno e continueremo il nostro rapporto, lavorando insieme, solo in una maniera diversa. Terminata la stagione 2021 ci saranno ancora tantissime sfide da affrontare, ma al momento il nostro obiettivo è chiaro”.

Da parte sua, KTM ha espresso tutta la propria riconoscenza attraverso le parole di Pit Beirer. 
“La nostra storia è iniziata in un modo strabiliante perché quando Tony è arrivato in KTM non avevamo ancora vinto un titolo nella classe regina e stavamo sviluppando la KTM 350 SX-F, per cui avevamo due sfide da vincere - ha ricordato il manager di tutto lo sport per KTM - I cinque titoli mondiali consecutivi e il successo del 'progetto 350' sono stati passaggi chiave per noi. Negli anni il nostro rapporto si è fatto sempre più stretto e la nostra amicizia è cresciuta ancor di più. Molte delle vittorie conquistate negli USA e in MXGP sono arrivate proprio grazie a quei primi anni con Tony e la fiducia che riponeva in noi e nella nostra visione del futuro. Questo non lo abbiamo dimenticato e mai lo dimenticheremo”.

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