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MotoGP, Zarco: “Sono arrabbiato, con Marquez ho fatto lo stesso errore di Silverstone”

“Non volevo tirare nessuno e ho fatto un errore nell’unico giro in cui ho potuto spingere. Marc mi ha usato come riferimento. Io non volevo permetterglielo e ho iniziato a rallentare, ma lui è capace di essere subito molto veloce"

MotoGP: Zarco: “Sono arrabbiato, con Marquez ho fatto lo stesso errore di Silverstone”

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Quello di Aragón non è stato sicuramente il miglior sabato dell’anno di Johann Zarco: escluso dal Q2 con l’11° tempo della combinata delle libere e costretto al Q1, il francese è riuscito a passare in Q2 ma non è riuscito a fare meglio della decima posizione. Tutto per colpa di un errore in qualifica nato dal desiderio di non farsi seguire da Marc Márquez, che però gli ha impedito di non essere nelle condizioni migliori, con le gomme, per poter tentare il giro veloce.

Sono un po’ deluso e arrabbiato per il finale della qualifica, ho completamente mancato l’ultima uscita con la gomma nuova. È successa la stessa cosa di Silverstone: non volevo tirare nessuno e non ho trovato una buona scia e ho fatto un errore nell’unico giro in cui ho potuto spingere - ha spiegato Zarco - È stato lo stesso errore di Silverstone, là avevo il potenziale per una seconda fila e non l’ho ottenuta. C’è molta rabbia, però nelle FP4, in Q1 e all’inizio del Q2 ho recuperato un po’ di buone sensazioni. Questo pomeriggio mi sono divertito a girare in moto, le cose mi venivano tutte bene e per questo motivo devo essere contento e sperare che domani si ripetano e migliorino queste sensazioni. Probabilmente, dopo aver mancato l’ultima uscita, ho perso almeno 4 posizioni in qualifica, ma se penso al fatto che abbiamo ritrovato delle sensazioni devo solo aspettare domani e restare concentrato per usare questa rabbia in gara”.

Come potresti riuscire ad evitare che cose simili si ripetano? Dovresti uscire due minuti prima e avere la possibilità di fare un giro extra o le gomme verrebbero stressate troppo?
“Sono uscito quasi allo stesso momento di Fabio e in quel momento sono usciti anche Martin e Márquez. Jorge ha rallentato subito, io mi sono trovato un po’ lontano da Fabio e ho cercato di riprenderlo per averlo come riferimento ma facendo questa cosa, Marc mi ha usato a sua volta come riferimento per fare il tempo. Io non volevo permetterglielo e ho iniziato a rallentare, ma lui in questo è molto bravo: rallenta molto e all’ultimo secondo è capace di essere molto veloce anche se la gomma non è nella giusta condizione. Io questo non sono bravo a farlo quanto lui, ho bisogno di qualche giro per riprendere fiducia. Anche a Martin è successo lo stesso, non aveva buone sensazioni e non ha migliorato il suo tempo. Non ho fatto un buon lavoro, tutto qua. Sono errori che possono capitare, ma la parte importante arriva domani”.

Hai avuto ancora problemi all’avambraccio?
“No, qui ad Aragón l’avambraccio non ha problemi. Sono contento perché non ho sofferto di questa cosa e perché ho sentito buone sensazioni. Posso ancora stringere i denti, non so per quanto. Qui giro senza dolori ed è una cosa già positiva. Questa, in ogni caso, non è stata una brutta giornata, bisogna mettere le cose in prospettiva e non è aver chiuso fuori dai 10 in FP3 a 4 decimi che rende questa una cattiva giornata. Questo pomeriggio le sensazioni sono state migliori: abbiamo fatto delle cose interessanti dal punto di vista del feeling. Ho avvertito una maggiore facilità in moto, più piacere, ho lottato meno e sono andato più veloce”.

Secondo te le Ducati sono favorite per la gara?
“È vero che Miller è andato molto bene all’attacco facendo un grande giro e che Bagnaia ha trovato quella fiducia che cerca ogni volta. Considerando i tempi, potrei dire che è una questione di feeling con la moto. Anche Márquez sta lavorando bene e dietro c’è Martin: tutto ciò può rendere difficile il lavoro di Fabio, a livello di motore è chiaro che noi abbiamo un vantaggio. Quindi, chi sono i favoriti? Difficile dirlo, la gara è lunga e penso che anche Mir sia forte. Però si, a inizio gara avremo un vantaggio”.

Qual è il tuo obiettivo per domani?
Mi piacerebbe chiudere tra i primi sei. Sarebbe bello. Spero di poter arrivare subito in quelle posizioni e di restarci dando un’occhiata al ritmo gara. Penso che il degrado della gomma sarà progressivo. Bisognerà vedere come riusciremo a tenere il passo con il calo della gomma, questo è un po’ il punto interrogativo per domani ma la FP4 mi ha messo un po’ più a mio agio”.

A parte l’ultimo settore con i rettilinei, qual è il punto di forza della Ducati qua?
“È difficile dirlo, abbiamo molta fiducia all’anteriore. Anche se a volte non è facile sfruttarlo e far girare bene la moto, l’anteriore offre molta fiducia con tanto angolo e va bene anche nelle curve veloci come curva 2-3 o le curve 10 o 13. Questo è un vantaggio, ti permette di andare bene in curva e poi abbiamo questo motore che aiuta molto nell’ultimo settore”.

Hai scelto la gomma posteriore? Secondo te la gomma morbida può fare tutta la gara?
Penso che in molti andranno sulla soft, pensiamo che possa fare la gara perché a livello di tempi c’è una bella differenza. Anche se a un certo punto possono soffrire un grosso calo, diciamo che si potrebbe andare molto più veloci. O si fa tutta la gara in 49.5, o potremmo fare 15 giri in 48 e qualcosa e gli ultimi giri in 49.5. Penso che molti andranno sulla soft per fare così, alle altre mescole manca un po’ di prestazione”.

Rispetto agli altri piloti della Ducati com’è il tuo degrado della gomma?
“Non è migliore, a livello di usura – nei dati che abbiamo – siamo molto simili. Dovremo vedere in gara: è davvero difficile perché prima della gara non abbiamo il tempo di prepararci, dobbiamo sempre essere performanti in ogni sessione per non restare fuori dal Q2, altrimenti le cose si complicano ulteriormente, e ciò ci lascia poco tempo per analizzare ogni gomma e fare 20 giri su ciascuna”.
 

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