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MotoGP, Mir: “Con Marquez non è successo nulla, non ce l'avevo con lui”

“Ero arrabbiato per le sensazioni in sella alla moto. Da Suzuki non ho ricevuto alcuna novità. L’holeshot? Purtroppo non riesco a sfruttarlo”

MotoGP: Mir: “Con Marquez non è successo nulla, non ce l'avevo con lui”

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Una sabato alla rincorsa quello di Aragon per Joan Mir. Il campione del mondo ha infatti chiuso la qualifica al settimo posto, incassando la bellezza di otto decimi dalla vetta. Le sue ambizioni erano ben altre, invece si è dovuto consolare con la terza fila, affiancato per l’occasione dalla Honda di Pol Espargarò.

“Tutto sommato sono felice di questo sabato – ha detto – ho riscontrato delle sensazioni positive dopo tanto tempo, ritrovando quelle che volevo. Penso che nella FP3 abbiamo fatto un passo avanti importante, che ci ha consentito di essere più veloci. In qualifica però, con le alte temperature, ho sofferto un poco con le gomme, dato che la media non era la scelta corretta”.

Mir cerca quindi di essere positivo, anche se i dubbi restano.

“Purtroppo non ho la fiducia che vorrei all’anteriore, cosa già accaduta nelle precedenti gare come Silverstone. Per quanto riguarda invece l’holeshot dobbiamo lavorare per cercare di sfruttarlo meglio. Se non lo sfrutti a dovere è inutile. Spero di avere un nuovo holeshot presto che mi consenta di essere più competitivo, dato che sono l’unico pilota della griglia che non riesce a sfruttarlo”.

L’attenzione del campione del mondo si sposta poi sulle gomme.

“Con la soft mi sento bene, infatti sono riuscito a essere costante nella simulazione gara. Con queste temperature può però essere un rischio, anche se devo dire che questo tipo di gomma si comporta bene e la riesco a sfruttare. Vedremo quindi come comportarci per domani”.

In seguito Joan traccia il bilancio di quanto fatto con la Suzuki nel corso della prima parte di stagione.

“In questa MotoGP abbiamo visto che il livello di sviluppo della moto si è evoluto molto per essere competitivi, di conseguenza dobbiamo fare dei passi avanti. Personalmente penso di essere un pilota molto sensibile, che valuta bene tutti i comportamenti della moto, e nemmeno cade spesso. Proprio per questo motivo ho bisogno di una maggiore fiducia in sella alla Suzuki, cosa che ora mi manca. Abbiamo bisogno più velocità in entrata di curva, che ci consenta di lottare con gli avversari. Stiamo comunque lavorando duramente, soffermandoci sull’elettronica, per avere maggiore potenziale”.  

Ci si chiede poi se in Giappone stiano lavorando per sostenere al meglio il campione del mondo.

“Per il momento non ho ricevuto novità, sto lavorando con quello che ho. Il telaio è lo stesso del 2020, anche se spero che in fabbrica stiano facendo qualcosa per il prossimo anno. In questo momento dobbiamo dare il massimo con quello che abbiamo, puntando ad avere un miglior holeshot per il futuro”

Non manca poi una considerazione in merito alla sfuriata di Mir a fine turno in curva 1 quando c’era pure Marquez.

“Non è successo nulla con Marc, ero soltanto arrabbiato per le sensazioni che avevo in sella alla moto. Tutto qua, Marc non c’entra nulla. Come ho detto dispiace, però voglio cercare di essere positivo e disputare una bella gara domani. Sono convinto che potremo divertici e l’obiettivo è quello di lottare per puntare alla vittoria”.

La chiusura è legata alla sfida iridata, che vede ormai Quartararo in fuga.

“Non sono qua per difendere il mio titolo. L’obiettivo è quello di fare delle belle gara e vincere. Se non dovessi vincere il Mondiale non succede nulla, ci riproverò il prossimo anno”

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