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MotoGP, Zarco: “Soffro di problemi al braccio destro, potrei operarmi”

“Abbiamo raggiunto un punto in cui se vuoi lottare e superare i tuoi limiti, è necessario operarsi. Fabio è un esempio. Ho due scelte: operarmi tra Austin e Misano 2 oppure a fine stagione, vedremo”.

MotoGP: Zarco: “Soffro di problemi al braccio destro, potrei operarmi”

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Potrebbe essere giunta oggi una spiegazione per le ultime performance di Johann Zarco: il francese, terzo ad Aragón in una giornata che ha definito “buona”, ha rivelato di pensare a sottoporsi ad un’operazione per sindrome compartimentale al braccio destro dopo i problemi avuti nelle ultime gare in Austria e Silverstone.

Un’operazione per la quale sta capendo quale può essere il momento giusto, ma che oggi non lo ha distratto dal poter ottenere informazioni valide in vista del weekend in terra d’Aragona.

"È stata una buona prima giornata, sono felice di aver ritrovato un po’ di prestazione nel pomeriggio, è stata una sessione interessante, abbiamo provato gomme diverse e portato a casa un po’ di informazioni più chiare rispetto a Silverstone, spero che tutto ciò mi permetta di essere più forte in vista di domani per la qualifica ma anche in ottica gara”, ha esordito il francese di Pramac Racing.

Nel complesso sono contento, ho spinto e sono riuscito ad ottenere qualcosa ed è un bene per la fiducia. Qui ad Aragón le condizioni sono buone, non fa freddo, lo scorso anno faceva troppo freddo ed era difficile capire quando si poteva spingere e quando no. Le Ducati vanno bene, abbiamo questo vantaggio sul rettilineo ma possiamo averlo anche in altri punti del circuito. Dovremo lavorare domani per fare in modo di continuare a sfruttare questo vantaggio e di poterci sentire a nostro agio anche in punti dove siamo messi meno bene”.

Hai detto di essere stato un po’ stressato nelle ultime gare, venire qua con una moto stradale e divertirti faceva parte di un piano per perdere un po’ quello stress accumulato?
“No, non era quella l’idea, volevo avere un bel momento con la squadra e l’ho avuto. Dalla pausa estiva volevo tornare in condizioni migliori ed essere più forte ma non ci sono riuscito, nella seconda gara in Austria siamo andati bene, a Silverstone volevo ottenere qualcosa di più e non ce l’abbiamo fatta, ecco perché ho detto che ero stressato. Il viaggio mi ha dato belle sensazioni ma non era quella l’idea”.

Hai detto che la Ducati va bene in più parti della pista, ma ci sono anche dei punti deboli, puoi dirci quali sono? Sei ancora terzo in Campionato, senti che sia il momento di attaccare o sei sempre in modalità attacco?
“Devi essere sempre forte e attaccare in ogni weekend per essere veloce, se vedi oggi ci sono 21 piloti in 1”2 e quindi non c’è tempo per rilassarsi. L’ultimo in classifica oggi è un pilota totalmente nuovo nella categoria. Non c’è altra soluzione se non attaccare. In Campionato, la posizione è buona, fino a quando riuscirò a prendere punti a Pecco, Jack e Joan sarò contento. Non ho detto Fabio perché ha un bel vantaggio. Se riuscirò a prendergli dei punti, bene, ma recuperarne 50 sarà un’impresa, dovrei vincere quasi tutte le gare. Però per ora non siamo pronti per vincere come Fabio ha fatto e sta facendo. I punti deboli della moto? Penso girare il più velocemente possibile per sfruttare il nostro motore e la nostra accelerazione. È più facile a dirsi che a farsi”.

Ho visto il documentario della Red Bull sul tuo weekend a Silverstone e ci sono dei momenti in cui tu parli con i tuoi ingegneri e gli dici che dopo 4-5 giri ti sentivi stanco fisicamente. Mi chiedevo se lo stress che hai sentito in quel fine settimana ha contribuito a farti sentire così in moto ed è correlato alla tua stanchezza.
“Potrebbe essere legato allo stress, in più in Austria e a Silverstone ho sofferto di problemi all’avambraccio. Ho sempre detto che se mi sento bene sulla moto, non avrò problemi di sindrome compartimentale, ma sono ad un punto in cui se vogliamo essere veloci non abbiamo altra soluzione che avere questi problemi. Questa cosa mi ha spinto anche a pensare ad un’operazione che però non posso fare ora. Oggi non ho avuto dolori. Questo problema ormai fa parte del nostro sport, abbiamo raggiunto un punto in cui se vuoi lottare e superare i tuoi limiti, è necessario operarsi. Rischia di sembrare doping, perché l’operazione potrebbe migliorare le mie prestazioni e portarle a un altro livello. Fabio è un bell’esempio, si è operato velocemente, per me anche troppo velocemente, ma ha avuto il tempo di adattarsi alla moto e alla fine è lui che sta vincendo le gare. Non ci ha pensato molto, l’ha fatta ed è su una moto che forse è la più semplice tra tutte. C’è un punto che è il limite del proprio corpo, a Silverstone stavo facendo anche più fatica rispetto a dove siamo ora e il problema si è sentito parecchio. È una cosa che accetto e che mi fa pensare che forse dovrei fare questo passo se voglio performare ancora meglio il prossimo anno. Solo Pecco e Marc non si sono operati per sindrome compartimentale, sono due piloti su 22. Io non vorrei farla, ci sto ancora pensando, ma se voglio essere competitivo come voglio io dovrò accettare l’operazione, ecco perché a Silverstone ero stanco. Qua non ho ancora avuto problemi ed è un bene per il weekend”.

Ti opereresti a novembre?
Ho due scelte: a fine stagione oppure nella pausa tra Austin e Misano 2, se ad Austin ne soffrirò parecchio. Vedremo. Credo ancora di poter tenere la situazione sotto controllo. Vorrei fare le cose bene e avere tempo a sufficienza per recuperare. Due settimane dopo Austin possono essere sufficienti per il recupero, altri piloti che l’hanno fatta hanno avuto solo una settimana. Questa è una cosa dove se non recuperi bene puoi perdere liquidi. Io sono consapevole del mio corpo, ecco perché voglio sempre essere sicuro. Non vorrei che, se dovessi farla in inverno, la pausa risulti troppo lunga prima dei test di Sepang. Al momento accetto la situazione e so che posso avere questi problemi”.

Qual è il braccio dove soffri di questo problema?
“Il destro, quello che uso per frenare e accelerare ed è quello più stressato. Se al sinistro non abbiamo problemi, non ha senso operare anche quello”. 

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