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SBK, Ducati pronta a entrare nella nuova SuperSport, ma manca ancora il regolamento

A Magny-Cours c’è stata una riunione di fuoco tra le Case per definire il futuro della nuova 600 e alla fine non si è deciso nulla di concreto, ma il cambiamento pare inevitabile

SBK: Ducati pronta a entrare nella nuova SuperSport, ma manca ancora il regolamento

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La SuperSport è pronta ad entrare nell’era del cambiamento. Un cambiamento che di per sé sembra inevitabile, complice anche le logiche dettate dal mercato delle due ruote. A meno di clamorosi colpi di scena, la stagione 2021 sarà infatti l’ultima che vedrà il limite imposto al 600 di cilindrata.

Dal prossimo anno ci sarà infatti l’apertura che consentirà di aver più di 600 cc per le quattro cilindri, più di 675 cc per le tre cilindri e più di 750 cc per le due cilindri. Questo il quadro generale con cui le Case dovranno confrontarsi per programmare il 2022.

A tal proposito, in occasione del recente round di Magny-Cours, nella giornata di sabato le Case si sono ritrovate negli uffici di Dorna per dettare le linee guida in vista della prossima stagione. La cosa più importante è che al termine di questa riunione non si è deciso nulla di concreto, tantomeno è passato un regolamento ufficiale.

Servirà infatti ancora del tempo per arrivare a un qualcosa di definitivo e approvato da Dorna e FIM, consapevoli del fatto che il tempo stringe e tra una settimana siamo già a metà settembre.

La cosa praticamente certa è che la nuova SuperSport consentirà di affacciarsi alla serie MV Agusta con la F3 800, Triumph con la 765 e Ducati con la V2 955. Ovviamente queste moto saranno soggette a una riduzione dei giri motore in base a un calcolo che verrà fatto su base algoritmica, come accade per la Superbike. Il tutto è d'obbligo, anche perché la sfida sarebbe impari per quelle squadre che rimarranno con le Yamaha R6. È il caso Evan Bros, così come di GMT94 o Ten Kate, giusto per fare qualche esempio.

In quella che sarà la stagione del cambiamento, vedremo però nuove squadre presentarsi o ripresentarsi ai blocchi di partenza. È il caso di PTR con Triumph oppure di Barni, che porterà in pista la Panigale V2 dopo gli svariati test svolti negli ultimi mesi. A proposito di Ducati, ci sarà poi da capire cosa intenderà fare Aruba. La squadra di capitanata da Stefano Cecconi sta infatti valutando se prendere la palla al balzo e raddoppiare l’impegno nel paddock delle derivate in vista del 2022.

L’occasione è ghiotta, anche se questa nuova operazione comporta un impegno economico che si aggira attorno al milione di euro tra materiale e personale addetto.      

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