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SBK, Redding: “Con più accelerazione avrei lottato con Toprak e Rea”

“Il terzo posto in questa condizione è come una vittoria. Se avessimo avuto più accelerazione in uscita dalle curve lente avrei potuto lottare con loro. Il campionato non è una fissa, vedo le cose gara per gara”.

SBK: Redding: “Con più accelerazione avrei lottato con Toprak e Rea”

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Termina con un podio il sofferto weekend di Magny-Cours di Scott Redding. Il pilota inglese della Ducati, scattato dalla seconda fila conquistata nella Superpole Race, ha provato a tenere il ritmo di Razgatlioglu e Rea nelle fasi iniziali ma ha dovuto accontentarsi di un podio che, come ha ammesso, è come una vittoria, ma che, visto il piazzamento dei rivali, non gli permette di recuperare punti sulla vetta del campionato, ora sempre più lontano. “Oggi penso abbia fatto un po’ più caldo di ieri, non ne sono sicuro. Ai ragazzi del team ho detto che il mio primo obiettivo oggi sarebbe stato quello di partire nelle prime due file, ecco perché ho lottato come un animale per riuscirci, e alla fine della Superpole Race ho avuto un po’ di pista libera davanti a me e sono riuscito a tenere un buon ritmo, non riuscivo a fermare la moto ma stavo facendo dei buoni giri”, ha raccontato Redding.

“Mi sono detto che, se fosse stato possibile migliorare la frenata, sarei potuto finire sul podio in gara-2. I ragazzi hanno fatto delle modifiche e la moto si fermava, forse sono andato largo in curva 5 una o due volte contro le 15 di ieri. Ho avuto la fiducia per poter spingere un po’ di più, a inizio gara pensavo di poter restare nella battaglia fino alla fine, ma dopo un paio di giri, in uscita da curva 5, la moto si impennava e ho dovuto lottare per recuperare terreno. Non ero nella posizione in cui stavo mantenendo le distanze, ero costretto sempre e solo a recuperare. Dopo 12 giri circa le gomme hanno iniziato a calare e dovevo forzare di più. Sono comunque contento del terzo posto, era il mio obiettivo e in questa situazione, difficile come ieri, è come una vittoria. È andata alla perfezione, se avessimo avuto qualcosa in più nelle curve lente, penso che avrei potuto dare qualche grattacapo in più a Jonathan verso il finale, perché non erano di molto più veloci di me. Io non riuscivo a uscire dalle curve solo per una questione di accelerazione e non potevo farci nulla, ho provato a rimediare con diverse mappature e con il mio corpo, ma non è bastato. Insomma, ho fatto quello che ho potuto e sono felice, ad essere sincero”.

Cosa hai pensato quando li hai visti battagliare?
“Mi sono detto che dovevano continuare così! Hanno lottato molto e hanno perso del tempo, volevo stargli vicino ma ho preso qualche rischio di troppo, l’obiettivo era arrivare terzo. Ho dovuto comunque spingere, da dietro mi stavano recuperando perché facevo fatica a tenere la corda nelle curve”.

Toprak ora ha 7 punti di vantaggio su Jonathan, più o meno come te con Jonathan a Jerez l’anno scorso: che suggerimento daresti a Toprak?
“Gli direi di smettere di vincere! Per quanto mi riguarda, sono stato forte negli ultimi 3 round, qua è stato più difficile ma alla fine sono riuscito a stare con loro. Toprak qua è stato fortissimo, lo è stato anche nelle altre gare. Siamo vicini, è fantastico per il campionato, io però in gara-1 ho ottenuto pochi punti e può capitare. Sappiamo che in determinate condizioni con la nostra moto facciamo fatica, ma ci sono tante gare ancora e non sappiamo chi possono favorire. Noi siamo consapevoli che a Barcellona, per me, sarà difficile. Le Yamaha là erano andate bene e me le aspetto forti, così come Rea visto che è il circuito di casa del team. In questo momento penso che a Barcellona la situazione sarà più o meno la stessa vista qua, dunque dovrò provare a essere sul podio, non sarà facile ma questo è l’obiettivo. Una volta usciti da Barcellona dovremo vedere cosa riuscirò a fare. E poi non si sa mai cosa può capitare, loro possono cadere due volte, io posso vincere due gare e rientrare in gioco. Il campionato non è una fissa per me, vedo le cose gara per gara cercando di fare le migliori prestazioni possibili per essere anche la miglior Ducati”.

Cosa avresti potuto fare di più per restare con loro? Cosa avresti potuto fare di diverso nei test invernali e nei primi round?
“Siamo sulla stessa moto dello scorso anno, fondamentalmente, mentre gli altri hanno fatto uno step. La Yamaha ha fatto un ottimo passo avanti, semplicemente noi non abbiamo fatto grossi miglioramenti. Nel primo round eravamo forti ma Jonathan lo è stato di più, con quella Kawasaki ha fatto cose che non ho mai visto prima. Nelle gare successive è tornato al suo livello quindi non so cosa sia successo in quell’occasione. Aragón invece mi odia terribilmente, là sembra che le cose non vadano proprio. Per me è stato un po’ come stare sulle montagne russe, come la caduta ad Estoril, ad esempio, quella è stata colpa mia ma volevo vincere, ho provato a spingere e sono caduto. Però se non ci provi non sai come può andare: possiamo sempre chiederci ‘E se…?’ o rifugiarci dietro un forse, ma alla fine le cose vanno come vanno e le decisioni si prendono in base a quello che ritieni sia giusto in quel determinato momento. Io però voglio vincere e continuerò a lottare fino alla fine al di là di dove sono e di cosa sto facendo. Ci serve più accelerazione in uscita dalle curve lente, se l’avessimo avuta saremmo stati nella lotta con loro, la penso così”.
 

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