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SBK, Redding: “È inutile arrabbiarsi, conosco i problemi e non possiamo risolverli”

“Posso mettermi qua fino alle 3 di stanotte a studiare e capire, ma se domani ritroviamo nuovamente le stesse condizioni finisco come oggi”

SBK: Redding: “È inutile arrabbiarsi, conosco i problemi e non possiamo risolverli”

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La rincorsa al duo Razgatlioglu-Rea di Scott Redding subisce un durissimo colpo a Magny-Cours. Mentre i suoi due rivali per il titolo hanno chiuso primo e secondo, Redding ha terminato solamente 12° dopo una gara-1 complicatissima, spesa nel gruppo composto dai piloti fuori dalla top-5 - incapace di rimontare dall’8^ posizione ottenuta in qualifica – e segnata da una caduta al 19° giro nel tentativo di superare Tom Sykes.

Alcune gare fa ho detto che in certe condizioni, alcune volte, la moto non va e oggi c’erano quelle condizioni – ha esordito -  se fosse successo nelle prime gare, come accaduto anche a Misano, sarei parecchio frustrato, sarei arrabbiato, ma so qual è il problema, quindi non importa quanto mi arrabbio o mi metto a urlare, i miei risultati non cambierebbero, devo solo accettare la cosa e fare le cose al meglio delle mie possibilità. La gara è stata un po’ caotica nel gruppo in cui mi sono trovato, a un certo punto ho pensato che avrei potuto trovarmi davanti a loro, ma facevo tanti errori, la moto non aveva grip in frenata. Non sarebbe stato male essere sesto o settimo, ma sono caduto, non avevo grip da nessuna parte. Ho portato a casa un paio di punti, ma nulla di speciale”.

Colpa delle gomme?

“Non avevo grip, né al posteriore, né all’anteriore, né in entrata né in uscita di curva. Quando andiamo su alcune piste e la temperatura è estremamente calda, mi sembra che i piloti di grosse dimensioni si ritrovino nella mia stessa condizione ed è per questo che soffro. Quando però fa solamente caldo riesco comunque a essere competitivo. A me serve finire sul podio, ecco perché devo ottenere il meglio dalle situazioni difficili, ma se le cose vanno come oggi posso puntare a una top-5 o top-6 e non è l’ideale. Non c’è molto che io possa fare, potrei tornare al box e restarci fino alle 3 del mattino cercando delle soluzioni, ma se domani ci fossero le stesse condizioni avremmo gli stessi problemi. Fossi stato da solo sarebbe andata un po’ meglio, ma per me si era creato il peggior scenario possibile”.

Intanto l’attenzione è già focalizzata sulla domenica.

“Domani le nostre possibilità di migliorare o no dipenderanno dalla temperatura, so che può succedere a volte. Ci sono state gare dove siamo andati bene, so che in altre occasioni sarà difficile, se a Barcellona farà caldo so che sarà difficile. Qui in curva 1, 3 e 8 non avevo grip e sarà così anche a Barcellona. Le condizioni di pista possono aiutarci o renderci la vita più difficile, abbiamo avuto momenti difficili ma non posso lamentarmi. Ho detto prima che se cose vanno bene, ok, sennò cerco di fare del mio meglio ed è ciò che ho fatto oggi, sfortunatamente sono caduto provando a risalire il gruppo”.

Perché i piloti con il fisico grosso accusano problemi in queste condizioni, come te e Chaz, rispetto ad altri piloti come Rinaldi e Bassani?

“Se guardi a Misano, è andata allo stesso modo. Bassani è andato forte, Rinaldi pure, io e Chaz siamo invece andati piano. Quello che voglio dire è che c’è la pressione alla quale le gomme lavorano, quando fa freddo per noi va ancora bene, ecco perché in condizioni più fresche vado meglio. Quando la temperatura dell’asfalto si alza, siamo ok, quando fa caldo come successo oggi [risento]. In situazioni come a Navarra o Jerez l’anno scorso quando la temperatura è estrema, siamo tutti sulla stessa barca. […]

Cosa pensi invece della prestazioni di Rea, costretto a consolarsi col secondo posto?

“Da fuori non saprei dire, noi abbiamo un V4, loro un 4 in linea, non so se la nostra moto dipende molto dal grip rispetto alla loro, magari posso dirtelo l’anno prossimo, ma non ho l’esperienza per dirlo se quello può essere un aiuto. Toprak non è piccolo fisicamente, van der Mark nemmeno, so che il problema è la finestra di lavoro, non serve urlare

La Ducati ha un telaio speciale e diverso dalle altre moto: pensi che la moto sia un po’ troppo rigida con il motore parte integrante del telaio?

“Non lo so, con le gomme non lo puoi percepire, è difficile da dire se quella sia la causa o no. Penso che sia più legato alle gomme, quando vedi Rinaldi e Bassani, loro sono piloti più piccoli fisicamente rispetto a me e Chaz, è una copia carbone di Misano e non sarei sorpreso se a Barcellona andasse allo stesso modo se dovesse fare caldo”.  

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